All’ultimo sangue

cover_all_ultimo_sangue.jpgNico Fidenco
All’ultimo sangue (1968)
GDM Music 4102
36 brani - durata: 64' 03"

 

Tra le oltre sessanta colonne sonore scritte da Nico Fidenco per i più svariati generi cinematografici sono annoverati ben undici western, per la maggior parte favorevolmente accolti non solo dai cultori più fanatici, ma anche dal grande pubblico. Lo stile di Fidenco, artista di talento benché privo di una formazione musicale di stampo accademico, prende le distanze da quello dei maestri che hanno dato un’impronta caratterizzante agli spaghetti western, Ennio Morricone in testa, essendo il primo meno imponente ed enfatico dal punto di vista degli arrangiamenti, pur non prescindendo dall’utilizzo di alcuni elementi divenuti canonici, come il coro, il fischio, l’armonica, le ritmiche abbellite da strumenti eterodossi che imitano i suoni del West. I lavori di Fidenco, infatti, insistono perlopiù sull’elaborazione di melodie immediate ed accattivanti e risentono pertanto della significativa esperienza compositiva da lui accumulata nel mondo della musica leggera.

All’ultimo sangue - film che vede l’attore americano Craig Hill interpretare il pistolero Clive Norton, impegnato nel tentativo di recuperare, con l’aiuto del bandito messicano El Chaleco, un carico d’oro rubato da due bande di fuorilegge, una delle quali capeggiata dal perfido Cordero – non esula dai margini di tale definizione ed è quindi uno score più vicino alla geniale semplicità della canzone italiana che non alle epiche tessiture orchestrali delle OST più famose del nostro western.
Il disco propone una triplice ripartizione di tutte le tracce rinvenute sui nastri originali: la prima consta di nove brani in mono già incisi all’epoca su vinile dalla CAM in un 33 giri (MAG 10.016) comprendente alcuni brani tratti da altre due partiture dello stesso Fidenco, segnatamente Lo voglio morto e Uno di più all’inferno, anch’esse risalenti al 1968; la seconda propone sei versioni alternative sempre in mono; la terza infine raggruppa le altre ventuno sequenze dello score in ottimo suono stereo.
Si comincia con “La miniera”, episodio drammatico nervosamente iterato da una chitarra elettrica percussiva; proseguendo troviamo prima “Attento Cliv”, un morbido e disimpegnato motivetto per flauto, e poi “Cordero”, sequenza per fischio parimenti scanzonata e di chiara ascendenza popolare messicana. Il momento più rappresentativo dell’intera OST arriva però con lo shake di “Chaleco”: su un essenziale arpeggio di chitarra acustica arricchito dal sottofondo corale de “I Cantori Moderni di Alessandroni”, si diffonde una tipica melodia “alla Fidenco”, affidata prima al flauto e poi alla tromba.
“Chaleco marcetta”, “Chaleco triste” e ”Chaleco galoppata” riprendono variamente il tema precedente: scandito in un allegro marziale per fischi, tamburo e organetto nel primo caso, mestamente rallentato per chitarra, flauto e coro nel secondo, furiosamente mosso per tromba, chitarra e grugniti nell’ultimo.
Nella seconda e nella terza parte della tracklist vanno infine segnalate soprattutto altre deliziose versioni di “Chaleco”, nell’ordine per coro ed organo, coro e chitarra, tromba e coro, flauto, flauto e basso.
Un disco che, a dispetto della sua lunga durata e nonostante qualche ridondanza, intrattiene piacevolmente dall’inizio alla fine.
Ultimamente la GDM Music pare intenzionata a riproporre in edizione dilatata tutti i western del cantante-compositore romano, molti dei quali già editi su 45 giri, LP e CD negli anni passati. Includendo anche John il bastardo (1968), scritto in collaborazione con Gianni Dell’Orso, i titoli disponibili attualmente sono già sei ma contiamo di poter commentare al più presto in questa sede anche i rimanenti, tra cui, per dovere di citazione, ricordiamo Per il gusto di uccidere (1966) e Campa carogna… la taglia cresce (1973).


 

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