Mychael Danna - Gabriel Yared - Shigeru Umebayashi: Music For Film

cover mychael danna gent

Mychael Danna
Mychael Danna - Music For Film (2021)
Silva Screen Records SILCD1654
11 brani – Durata: 71’11”

cover gabriel yared gent

Gabriel Yared
Gabriel Yared – Music For Film (2021)
Silva Screen Records SILCD1653
CD 1: 15 brani – Durata: 67’35”
CD 2: 15 brani – Durata: 62’50”

cover shigeru umebayashi gent

Shigeru Umebayashi
Shigeru Umebayashi - Music For Film (2021)
Silva Screen Records SILCD1652
21 brani – Durata: 73’37”



L’anno appena trascorso ha visto il prestigiosissimo Film Fest Gent, che si svolge in Belgio da ben 48 edizioni – uno dei più noti Festival dedicati all’universo della musica applicata alle immagini, che ha ospitato negli anni i più apprezzabili compositori al mondo di Film Music, omaggiandoli con concerti-tributo di enorme successo – annunciare la pubblicazione di tre nuovi album nei quali celeberrime colonne sonore di svariati autori – in questo preciso caso i premi Oscar Mychael Danna e Gabriel Yared ed il plurinominato e premiato compositore nipponico Shigeru Umebayashi – vengono rieseguite in registrazioni in studio o dal vivo, in maniera a dir poco smagliante, dalla Brussels Philharmonic e Vlaams Radiokoor dirette dal direttore musicale del Film Fest Gent Dirk Brossé, anch’egli noto autore di musica per film.

Difatti, il titolo che viene dato ad ogni CD, che viene stampato da questa manifestazione cine-musicale e messo in commercio dall’etichetta britannica Silva Screen Records, è l’esemplificativo “Music For Film”: una raccolta di temi o suite di maggiore attrattiva nella carriera del compositore preso in esame. Invero, anche, che queste tre compilazioni erano già uscite parecchi anni addietro, ma nel festeggiare durante la 48^ edizione 2021 del Festival belga questi tre pregevoli compositori, vincitori in passato del WSA (World Soundtrack Award), gli organizzatori hanno deciso di ristampare ogni singolo album ampliandone la track list, così arricchendone notevolmente il parterre di leitmotiv appartenenti ad opere filmiche varie; e di quella varietà che disegna con profonda e intesa efficacia d’ascolto ogni compositore analizzato, facendone trasparire ogni singolarità e prodezza compositiva innovativa o con un occhio a qual certo classicismo di un dì. Indubbiamente le registrazioni originali sono già eccelse, però qui, grazie ad una direzione e performance ottimale sotto molteplici punti di vista (Brossé è un vero ‘Gentiluomo’ della direzione d’orchestra con quel suo tocco signorile e intimo anche nelle pagine più agitate!), la riesecuzione di tutte le tracce è qualcosa che rasenta il perfezionismo emozionale, portando l’ascoltatore ad una immersione totalizzante nella cerebralità autoriale in note dei compositori in campo, tutti ospiti d’onore acclamati nelle passate edizioni, che vengono pure tratteggiati o intervistati nei libretti dei CD singoli o doppi.
Partendo da Mychael Danna (da noi intervistato nel 2009), baciato dall’Oscar e dal Golden Globe per Vita di Pi (2012), autore di una raffinatezza di scrittura molto europea nei suoi tratti distinti – come d’altronde Yared e Umebayashi, tutti e tre assai prediletti da un ‘certo’ cinema d’impegno e intimista (le loro filmografie ne sono prova tangibile) – e autore pluripremiato e candidato, il CD mostra suite dalle sue partiture per film drammatici, commedie, avventurosi e thriller, quali La diva Julia, L’inventore di favole, Truman Capote – A sangue freddo, Cuori in Atlantide, Little Miss Sunshine, L’arte di vincere, Monsoon Wedding: matrimonio indiano, False verità, Tempesta di ghiaccio, La fiera della vanità e il citato Vita di Pi. Il flusso sonoro, che come una benevola e soffice valanga colpisce chi ascolta questo album splendido, è di quelli che lascia sorpresi ad ogni ripetuto sentire, con temi romantici, classicheggianti e assuefacenti che stanno a confermare quanto il canadese Danna sia, della sua generazione (classe 1958), uno di quelli che ha mostrato più inventiva tematica, arricchendo non poco il panorama autoriale della musica per film: ne sono un prezioso esempio le gradevolezze leitmotiviche di Vanity Fair (La fiera della vanità, 2004) e le architetture herrmanniane di Where the Truth Lies (False verità, 2005).
Shigeru Umebayashi, come Danna e poi a seguire Yared, è di quei compositori dal tratteggio intimamente emotivo che tende a scuotere e lacerare l’anima ad ogni ascolto reiterato, capace di comporre temi immediatamente rammentabili e indimenticabili; egli sa far ben confluire Occidente & Oriente nella sua scrittura per il grande schermo, con score dal possente appeal, tipo quelli in mostra in questa raccolta tratti da In the Mood For Love, La città proibita, 2046 (il più toccante tra i suoi leitmotiv con quella danzante cantabilità europea lancinante), Senza apparente motivo, Hero, Charleston & Vendetta, A Single Man, Hannibal Lecter – Le origini del male, Zhou Yu’s Train, Sorekara, The Grandmaster e La foresta dei pugnali volanti. Uno di quei compositori eminenti facenti parte della folta schiera nipponica di autori di musica da film che hanno lasciato e lasciano tutt’ora seriamente il segno nell’Ottava Arte (vedi i più celebrati Joe Hisaishi, Ryuichi Sakamoto, Nobuo Uematsu, Akira Ifukube). Anche Umebayashi sa passare con disinvolta autorialità da un genere all’altro, sempre imprimendo il suo Status Quo compositivo tra pagine avvolgenti e vigorose nonché lievi e sentimentalmente toccanti (“Main Theme” da Incendiary ne è la prova).
In conclusione di questo trittico di compositori dal pentagramma che fa faville, giungiamo al premio Oscar per Il paziente inglese, il libanese naturalizzato francese Gabriel Yared, quello con un doppio album, che rispetto alla precedente stampa, ha ottenuto un plusvalore davvero elettrizzante: qui l’arricchimento è spropositato con la chicca (nel CD 2) dell’”Homage to Maurice Jarre”, traccia breve (1’38”) che accenna lievemente, in punta di fioretto, ai temi famosi del compositore francese 3 volte premio Oscar, con il tema di Lawrence d’Arabia in primo piano, il quale a Yared consegnò il riconoscimento WSA del Film Fest Gent nel 2004; Jarre ci lasciò nel 2009 a 84 anni. Il multiforme talento del sodale compositore del compianto regista Anthony Minghella (1954 – 2008), (intervistato nella nostra testata nel 2008), qui tuona in tutta la sua meravigliosa ricerca tematica e accuratezza stilistica – i suoi temi appassionanti per fascino e intensità sono paragonabili a vere e proprie sculture dell’Amore in note – nelle suite o singoli leitmotiv estratti da Il talento di Mr. Ripley, Il paziente inglese, Amelia, Coco Chanel & Igor Stravinsky, Possession – Una storia romantica, L’avion, L’arche et les déluges, La vita davanti a sé, Avik e Albertine, Tom at the Farm, Wings of Courage, City of Angels, Autumn in New York, La romana, Troy (partitura ingiustamente rifiutata), Zia Angelina, L’amante, Bon Voyage, Camille Claudel, Lo specchio del desiderio, Betty Blue e La cuoca del presidente. Un CD doppio che denota quel tocco leggero, colto, ‘europeo’ come già detto, mediterraneo nel senso musicale del termine e stratificato di un saper comporre con quell’elevatissimo ‘sense of wonder’ che solo i grandi talenti della Music For Film posseggono: ascoltare per credere Les sauveurs du palais (Haute cuisine) (La cuoca del Presidente, 2012) o “Elegy for Charlotte” da Autumn in New York per non parlare della potenza espressiva della rejected score di Troy con la sua “Suite”. Ma, come nel caso degli album di Danna e Umebayashi, ogni brano è un serio profitto per lo spirito e per l’udito di chi sa cosa significhi realmente ‘Grande e Bella Musica Ispirata’, quindi per quale motivo citare una traccia piuttosto che un’altra, anzi fatele vostre tutte in egual misura e intensità, perché questo è il modo di Sentire la Music For Film.  

Stampa