Dune

cover dune zimmerHans Zimmer
Dune (Id. – 2021)
Water Tower Music 794043207334
22 brani – Durata: 74’12’’

Tra i film più attesi e, a parer dello scrivente, tra quelli più riusciti del 2021 vi è certamente Dune di Denis Villeneuve. Tratto dal romanzo di Frank Herbert, il lungometraggio del regista canadese è il secondo (dopo quello di David Lynch) a essere dedicato alla saga degli Atreides. Per molti Dune è stato un punto di riferimento della propria infanzia e, tra questi, vi è Hans Zimmer che in un’intervista ha dichiarato tutto il suo amore per il lavoro di Herbert rinunciando anche a collaborare con l’amico Christopher Nolan in Tenet pur di avere quanto più tempo possibile per dedicarsi a quest’opera. Zimmer e Villeneuve avevano già collaborato nel mastodontico Blade Runner 2049 e di quell’esperienza il compositore di origine tedesche ha fatto tesoro trasportando molto in questo nuovo progetto. Le due partiture, infatti, condividono l’assoluta aderenza ai dettami del regista che è portavoce di una fantascienza asettica, geometrica e, a tratti, anaffettiva. Le musiche per Blade Runner 2049 prima e per Dune dopo testimoniano la comunanza di intenti dei due artisti.
Ascoltando la colonna sonora di questa prima parte del film di fantascienza si sarà sottoposti ad una sorta di viaggio esperienziale che, nella metafora filmica, è quello che l’assunzione della spezia provoca. Non è accidentale che influenze new age emergano dal tessuto musicale della partitura fresca vincitrice del Golden Globe. Non è casuale il fatto che Zimmer crei un’opera dall’alto tasso di destrutturazione che porta l’ascoltatore a interrogarsi sul fatto che non si tratti di musica ambientale. Di fatto la maggior parte dei brani provoca un’immersione e un distacco dalla realtà per condurre chi ascolta su altri e più alti livelli percettivi come se la musica si sublimasse e divenisse essa stessa un luogo e un’ambiente.
In tutto questo non manca l’impronta zimmeriana connotata per la sua grande maestosità di effetti che troviamo, ad esempio, in “Herald of the change” dove la musica sembra ergersi da quell’atmosferica nebbia di effetti elettronici di cui è imperniata la score, attraverso l’uso di fiati che contraddistinguono la famiglia Atreides. La componente umana data dall’uso di una monodia vocalica è relegata ai personaggi; in “Bene Gesserit” troviamo un coro femminile che intona delle melodie ancestrali che sono quanto mai opportune per il gruppo delle religiose che tanta parte hanno nelle vicende di Herbert. Allo stesso modo il tema vocalico legato al protagonista, Paul Atreides, e presente in “Gom Jabbar”, è caratterizzato da una sorta di aspra essenzialità che stride e si erge inaspettatamente su tutto il tessuto musicale. L’intera partitura è, dunque, caratterizzata da una profonda dissolvenza delle canoniche strutture musicali; altra componente essenziale in questo viaggio, e che sembra costituire un filo conduttore, è l’elemento tribale che contraddistingue brani come “Arrakis” o “Ripples in the sand”. L’uso di percussioni e melodie di realtà distanti collega la musica all’aspetto ancestrale del mondo alieno in cui la famiglia Atreides viene inviata.
Caratteri cupi ed effetti elettronici dipingono le figure degli antagonisti Harkonnen, che si possono ascoltare in “Burning Palms” o “Blood for Blood”. Il lavoro di Zimmer è proprio quello di pennellare le atmosfere create da Herbert. La partitura concepita dal compositore sembra sia stata ideata più sul libro che sull’opera cinematografica; il fatto che il film sia ispirato dal nucleo del romanzo implica che anche la musica sia in perfetta sincronia con l’opera di Villeneuve. La destrutturazione musicale è immagine speculare di ciò che Herbert effettua nello scompaginare un genere che non rappresenta interamente ma sembra suggerire. Quello che fa la musica di Zimmer è dunque creare l’atmosfera di un altro mondo e trascendere la realtà stessa per divenire parte di questo insieme di percezioni di cui Dune, nelle sue declinazioni cinematografiche, letterarie o musicali continua a essere.
Nel successo dei Golden Globe che lo proiettano anche per una possibile vittoria nella corsa agli Oscar, Zimmer risulta il compositore ideale per questo genere di film e l’affinità con il regista canadese lo dimostra; l’ispirazione e l’amore per un libro letto in gioventù traspare da questa partitura che scardina dei canoni per crearne di nuovi.

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