Black Widow
Lorne Balfe
Black Widow (Id. – 2021)
Hollywood Records
26 brani – Durata: 79’53’’

Primo film della grande distribuzione in sala dopo il lungo stop dovuto alla pandemia, Black Widow è stato anche il primo esperimento di uscita quasi in contemporanea sia al cinema che sulla piattaforma Disney+ con le seguenti polemiche tra i produttori e la protagonista del lungometraggio. Nello stand alone dedicato alla vedova nera, il comparto musiche è stato affidato al compositore scozzese Lorne Balfe, che fa il suo esordio nell’universo Marvel. Ormai quasi tutti i compositori hanno fatto la loro comparsa in questa compagine di film mainstream e, tra questi, il numero dei musicisti della Remote Control Productions è tra i più elevati e Lorne Balfe non fa eccezione. Collaboratore di Zimmer in molte occasioni (non da ultimo nella trilogia de Il cavaliere oscuro giusto per rimanere in ottica supereroistica), Balfe segue i dettami del maestro per la realizzazione della partitura dedicata a Black Widow aggiungendo anche qualcosa di personale.
Il brano iniziale “Natasha’s Lullaby” ci consegna quello che è il primo elemento peculiare di questa score; una nenia, come suggerito dal titolo, su cui si innervano sonorità russe creando così una traccia dotata di un lirismo che presto viene però spodestato dalle sonorità epiche e, ormai, “classicamente” roboanti connotative di un determinato tipo di cinema. In “Fireflies” troviamo, infatti, archi e percussioni che delineano il tema della vedova nera. Stilemi già conosciuti e ricette sonore ampiamente già utilizzate in passato che, però qui, riescono a trovare una propria identità e ad assolvere al ruolo che è stato loro assegnato per questo lungometraggio. Testimonianza di ciò è il successivo “The First Bite Is The Deepest” dove ancora una volta le tematiche sonore da film d’azione sono rispettate in toto e riescono a creare una buona atmosfera musicale nella quale si delineano i caratteri essenziali di un tipo di musica da consumo. Eppure, Balfe insieme a queste sonorità riesce, di tanto in tanto, a inserire una componente a tratti nostalgica come in “Yelena Belova” dove i fiati prendono il sopravvento per la creazione di un brano dal tasso lirico molto alto. Lo stesso accade in “A Sister Says Goodbye” dove questi andamenti prendono la meglio. L’epica tipica di questi novelli eroi è incastonata anche nella musica; pensiamo all’ormai iconico tema degli Avengers composto da Silvestri o alla frizzante musica guascona ideata per Spiderman da Michael Giacchino. L’obiettivo che il musicista si pone è creare l’essenza eroica in musica così che solo il richiamo di quelle note possa portare lo spettatore/ascoltatore a pensare al personaggio. Balfe lo sa ed è per questo che formula un leitmotiv, non evocativo come quelli citati, ma facilmente individuabile per Natasha. Questo nucleo musicale trova perfetto compimento in brani come “Red Rising” e “Natasha Soars”.
Il compositore, dunque, centra l’obiettivo preposto con la creazione di una musica iconicamente (nel senso greco del termine) legata al personaggio, una partitura che vuole essere un onesto e degno pilastro di supporto all’impalcatura del progetto legato alla vedova nera.