Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records – Parte 1

Pillole di Note: Focus sull’etichetta La-La Land Records – Parte 1

Colonne Sonore festeggia il nuovo anno, con l’augurio che tutto ritorni ad una certa normalità su molteplici campi lavorativi e familiari, con la nostra beneamata rubrica di recensioni di partiture o compilazioni di una sola etichetta in particolare, circoscritta per lo più alle Soundtracks. La rubrica prende il nome semplicistico ma diretto di ‘Pillole di Note’, ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.


E questo mese rianalizziamo l’etichetta americana La-La Land Records, dividendo però la rubrica in due parti causa la mole di colonne sonore da analizzare (la seconda parte a breve): (https://lalalandrecords.com/):

cover days of thunder 30th anniversary

Hans Zimmer
Giorni di tuono (Days of Thunder, 1990)
La-La Land Records LLLCD 1529
24 brani – Durata: 71’14”



Se avete ben presente le OST targate anni ’80 – ’90 di Thelma & Louise, Rain Man, A spasso con Daisy e Black Rain – Pioggia sporca del premio Oscar Hans Zimmer, allora questa partitura di Giorni di tuono fa al caso vostro. Quei synth parecchio ambient ad opera del compositore tedesco e di John Van Tongeren, la chitarra elettrica di Jeff Beck e i ritmi molto anni ottanta con pagine tra l’adrenalinico e il soffuso riempiono tutti i 71’ della soundtrack, qui in versione integrale e dedicata alla memoria del regista Tony Scott (1944 – 2012), orchestrata e diretta da Shirley Walker. Il film tutto rombi di motore e passione amorosa a tutta velocità tra Tom Cruise e Nicole Kidman, con la partecipazione di Robert Duvall e Randy Quaid, divenne quasi un cult dei Novanta perché fu il set che fece scattare la scintilla della storia d’amore tra i due protagonisti principali succitati, e ha nei brani “Days of Thunder (Main Title)”, “Car Building”, “Darlington – Cole Wins”, “The Last Race” (10’20” di durata) e la canzone “The Last Note of Freedom” interpretata da David Coverdale degli Whitesnake (band adorata da Cruise all’epoca), i suoi punti di dirompente forza sonora. Zimmer vinse con questa partitura il BMI Film & TV Awards.

cover the swarm expanded

Jerry Goldsmith
Swarm – Lo sciame che uccide (The Swarm, 1978)
La-La Land Records LLLCD 1515
CD 1: 30 brani – Durata: 75’17”
CD 2: 12 brani – Durata: 42’09”



In questa colonna sonora del catastrofico naturalistico Swarm – Lo sciame che uccide (un gigantesco sciame di mortali api africane semina il terrore nelle città americane uccidendo migliaia di persone), interpretato da Michael Caine, Katharine Ross e Richard Widmark, diretto dal regista, sceneggiatore e produttore Irwin Allen, specializzato in fantascienza e fantasy, nonché film e telefilm dallo spiccato catastrofismo (Lost in Space, Mondo perduto, La terra dei giganti e L’inferno sommerso), si ritrova tutto il meglio della scrittura action/tensiva dell’immenso premio Oscar Jerry Goldsmith – chi è un reale appassionato delle sue partiture per Capricorn One, Atmosfera zero, Atto di forza, Salto nel buio e Leviathan avrà un sussulto al cuore ascoltandola – soprattutto sentendo le tracce “Main Title (Film Version)”, “The Bee’s Picnic (Film Version)”, “Oh Maureen/We’ll Come Back” (il tema d’amore), “Don’t Take Him (Film Version)” e “The Boys and the Bees” dove affiorano qui e là echi dell’amico Bernard Herrmann. Il CD 1 contiene la partitura integrale e il 2 l’album originale che come sempre in Goldsmith contiene la summa, striminzita in molti casi, della sua composizione, per fortuna da giudicare al meglio in queste versioni definitive. Il genio goldsmithiano sta tutto negli archi sovrapposti e in quel ronzio del corno che si insinuano proprio come uno sciame massiccio assassino nel motivo portante, che altro non è che un inciso di quattro note per archi seguito da ottoni ruggenti.

cover caboblanco

Jerry Goldsmith
Cabo Blanco (Caboblanco, 1980)
La-La Land Records LLLCD 1565
26 brani – Durata: 76’15”



Basterebbe il “Main Title” a decretare il giudizio ‘ottimo’ (per l’appunto le nostre 4 note) per questa colonna sonora d’azione con Charles Bronson, Jason Robards e Dominique Sanda, per la regia dello specialista di Action Movies J. Lee Thompson, in cui nel 1948 una serie di loschi figuri si aggira in Sud America alla ricerca di un bottino nazista affondato al largo della costa peruviana. Sapori latinoamericani, vicini al tango argentino nell’essenza sonora, ed anche in puro stile epopea western hollywoodiana classica, si ostentano nel tema portante (segnalato sopra), sia nelle pagine muscolari quali la splendida “Bathysphere Attached”, “The Second Attack” e “Boat Attack” (impeccabile la performance della National Philharmonic Orchestra su orchestrazioni di Arthur Morton). Si staccano da tutto il parterre adrenalinico dello score alcune canzoni evergreen e brani di musica classica di, tra gli altri, Glenn Miller, Irving Berlin, Brahms e Beethoven. La melodiosa e intramontabile “The Very Thought of You” di Ray Noble viene armoniosamente riarrangiata da Goldsmith come Love Theme durante l’arco della pellicola, canzone che il compositore si ritrova molti anni dopo nel film Forever Young (Amore per sempre, 1992) con Mel Gibson.   

cover goldsmith at 20th vol3 the stripper spys 

Jerry Goldsmith
Donna d’Estate (The Stripper, 1963) / S*P*Y*S (Id. – 1974)
La-La Land Records LLLCD 1557
CD 1 The Stripper: 34 brani – Durata: 69’16”
CD 2 S*P*Y*S: 18 brani – Durata: 33’21”



Il Volume 3 del “Goldsmith at 20th” (abbiamo recensito i primi due volumi qui) consta di due partiture agli antipodi: Donna d’Estate, un dramma sentimentale con Joanne Woodward (che interpreta alcune canzoni, presenti nel CD nella sezione denominata “The Strip Act”) e Richard Beymer per la regia di Franklin J. Schaffner e S*P*Y*S, una commedia d’azione con Donald Sutherland ed Elliott Gould diretti da Irwin Kershner. Come sempre Goldsmith costella le due score di temi cantabili e dallo charme immutabile: per Donna d’Estate tutto ciò si riscontra in particolare in “Party Boy”, “Job Hunting” e in “The Stripper Main Title” tra sinfonismo romanticheggiante alla Gershwin e nuance jazz e lounge molto marcate alla Mancini; per S*P*Y*S si diverte ad infilare un tema beffardamente ‘fuori di testa’ (“S*P*Y*S Main Title”) che anni dopo il compositore rammenterà per cesellare quel capolavoro di partitura per Gremlins. Il resto dello score è un susseguirsi di sfottenti citazioni leitmotiviche tradizionali cosparse qui e là (ad esempio il grottesco e sballato “Russian Warm-Up” o la quiete ‘orientale’ di “Table Talk”), spiritosaggini varie (la versione parisienne del motivo principale in “New Friends” e “A New Start”). Il tutto risulta piacevolmente burlesco e simpaticamente rutilante.

cover hoffa
 
David Newman
Hoffa – Santo o mafioso? (Hoffa, 1992)
La-La Land Records LLLCD 1524
35 brani – Durata: 77’52”



“Truck Talk (Extended Version)” è il volto, tra epica trattenuta e lirismo patriottico, di questa imponente colonna sonora per il film due volte candidato ai Golden Globe e agli Oscar Hoffa di Danny DeVito, con Jack Nicholson nel ruolo del famigerato sindacalista americano Jimmy Hoffa. Partitura scritta da David Newman, che viene sempre ricordato per le sue score per commedie, film comici o d’animazione per grandi e piccini (vedi Getta la mamma dal treno, Il professore matto, L’era glaciale, Tarzan e La guerra dei Roses) ma che ha composto colonne sonore molto drammatiche e pregne di pagine spaventevoli o turbate (Kindred, Schegge di follia, Malone, La strada per il paradiso). Con l’attore e regista DeVito Newman ha stretto un ottimo sodalizio incominciato proprio nel 1987 con Getta la mamma dal treno e proseguito sino a Duplex – un appartamento per tre del 2003, per un totale di sei film insieme. Questo score è prettamente drammatico, con picchi di tensione (“Friend To Labor/Bobby’s ID”) che ha sempre e comunque nel suo leitmotiv portante il nucleo strutturale dell’intera OST, con quel suono orchestrale denso e quasi cupo che si dipana di traccia in traccia, dove ad eccellere sono archi e ottoni (il finale solenne di “Hoffa End Credits” che un po' richiama alla mente Nato il 4 luglio di John Williams).

cover bumblebee new

Dario Marianelli
Bumblebee (Id. – 2018)
La-La Land Records LLLCD 1558
24 brani – Durata: 57’31”

Inconsueto per il nostro compositore premio Oscar Dario Marianelli avere a che fare con una partitura blockbuster bombastica al 100%, spin off della saga multimiliardaria di Transformers, avvezzo qual è a sinfonismi più raccolti e romanticheggianti o nostalgico sentimentali e addirittura minimali (Espiazione, Anna Karenina, Pinocchio). Questo Bumblebee che è una costola assai anni ’80, concettualmente e visivamente parlando alla Spielberg, interpretata dalla bella e brava Hailee Steinfeld (la serie Hawkeye), dei cinque film dal 2007 al 2017 dalla mente ipercinetica e super adrenalinica di Michael Bay, ha il pregio di possedere una trama accattivante, quel mood giovanilistico molto in voga negli anni d’oro (gli Ottanta per l’appunto) del cinema d’intrattenimento per adolescenti affamati di azione e fantascienza all’ennesima potenza, e lo score di Marianelli riesce a ripercorrere i fasti delle partiture di quel periodo, con qualche intromissione zimmeriana attuale (“Cybertron Falls”, “Chasing Mum”, Army Meeting”, “Bee in the Kitchen”). Vi invitiamo a leggere la nostra intervista in cui il compositore pisano parla anche di questa OST (link).

cover internal affairs

Mike Figgis, Anthony Marinelli e Brian Banks
Affari sporchi (Internal Affairs, 1990)
La-La Land Records LLLCD 1571
21 brani – Durata: 76’50”



Un agente degli affari interni rasenta l’ossessione nel ritenere un poliziotto dalla reputazione impeccabile in verità altamente corrotto quindi cerca a tutti i costi di incastrarlo. Il film anni ’90, con Richard Gere ed Andy Garcia uno contro l’altro, viene commentato musicalmente da Mike Figgis (Via da Las Vegas, Complice la notte, I Soprano) che dirige il film e rappresenta anche uno di quei rari casi in cui il regista è pure compositore della propria opera cinematica (vedi i più noti Clint Eastwood, Charlie Chaplin, Alejandro Amenábar, Gabriele Mainetti, etc. etc.); qui coadiuvato dai fidi Anthony Marinelli (classe 1959, un centinaio di titoli in carnet) e Brian Banks (classe 1955, una ventina di titoli in curriculum). Lo score si basa su una linea sonora sintetica, prettamente atmosferica e ricca di tensione, con elementi ispanici (la chitarra flamenco), vocalizzi sopranili e percussioni di vario genere che fanno capolino ogni tanto ad alleggerire i toni cupi generali, ad esempio in “The Restaurant” (piano virtuoso di Figgis) o “Motel Hookers/Tea Party”, The Chase” e “Van’s Dead”. Nel complesso chi ha una predilezione per le score di Brad Fiedel, Tangerine Dream e Brian Eno troverà qui pane per i suoi denti.  

cover far and away box

John Williams
Cuori ribelli (Far and Away, 1992)
La-La Land Records LLLCD 1533
CD 1: 22 brani – Durata: 59’24”
CD 2: 14 brani – Durata: 51’06”



Quando è stata annunciata l’uscita di questa edizione estesa della colonna sonora del western di Ron Howard con la coppia Tom Cruise e Nicole Kidman, belli e sexy più che mai, tutti i fan di John Williams sono andati in puro visibilio, perché è uno score importante che da tantissimi anni attendeva una stampa definitiva. Trattasi di partitura sinfonica robusta, epica, sorgente di temi straordinari, con alcuni di essi eseguiti in maniera trascinante anche dal glorioso gruppo irlandese The Chieftains, in qualità di ‘special guest’, che proprio in conclusione dell’anno appena passato hanno celebrato 60^ di carriera (sei Grammy Awards e un Academy Award). Paddy Moloney (scomparso il 12 ottobre 2021 a 83 anni), fondatore dei Chieftains, è qui accompagnato da Kevin Conneff, Matt Molloy, Martin Fay, Sean Keane e Derek Bell nella performance di brani oramai epocali nel repertorio williamsiano quali “The Fighting Donnellys”, “The Duel Scene” e gli “End Credits”, commentanti questa eroica storia d’amore infinita che parte dall’Irlanda e si conclude in America, precisamente in Oklahoma, dove si deve conquistare la terra per cominciare una nuova vita in un territorio ancora vergine e ricco di prospettive: difatti le tracce più sinfonicamente rigogliose, pure tematicamente e strutturalmente, sono quelle del secondo CD – dal brano 1 al 6, con in primo piano il meraviglioso e coplandiano “The Land Race”. Una colonna sonora da possedere necessariamente – con addirittura otto tracce alternative che stanno a comprovare la sempre florida ispirazione compositiva del Maestro premio Oscar John Williams.

cover always

John Williams
Always – Per sempre (Always, 1989)
La-La Land Records LLLCD 1527
21 brani – Durata: 79’45”



Considerata da molti critici e fan del Maestro John Williams una sua partitura minore e poco entusiasmante nel suo ascolto complessivo, specialmente adesso che la possiamo fruire in edizione espansa, con ben sei brani addizionali. E’ vero che questo album, a differenza di quello uscito all’epoca del film nelle sale cinematografiche, che conteneva 18 tracce tra canzoni evergreen e composizioni originali williamsiane (12 in totale rispetto alle attuali 21; ora ne gioviamo di 9 in più), sul lungo ascolto risulta essere un po' monotono e forse poco ispirato. Ma a ben sentire e soffermandosi sui dettagli timbrici e armonici, essenza primaria del comporre del Maestro sodale di Spielberg per più di 40 anni – regista di questa commedia fantasy romantica con Richard Dreyfuss, Holly Hunter e Audrey Hepburn nella sua ultima interpretazione – si vanno a scoprire quegli elementi minimali (“Pete in Heaven”, “The Return”) che la rendono, a mio modesto parere, una delle partiture più intimiste, emozionali e accorate di Williams in carriera, al pari di Turista per caso, Lettere d’amore e Nemicheamiche. Tutta giocata su tocchi leggeri (celestiali è proprio il caso di dirlo!) ed eterei di un tema nostalgicamente struggente che ne contorna ogni singolo brano. Cosa volere di più?
Non sempre si deve cercare e pretendere la pomposità sinfonica in Williams che lo ha reso uno dei numeri 1 nella Film Music internazionale, come ben sappiamo. E se proprio lo cercate, allora ascoltatevi qui la traccia “Follow me”, anche nell’ancor più ‘matta’ versione alternativa.

cover hard rain new

Christopher Young
Pioggia infernale (Hard Rain, 1998)
La-La Land Records LLLCD 1556
34 brani – Durata: 78’12”



Il nipote di un autista di un mezzo blindato cerca di impedire che tre milioni di dollari vengano rubati da una banda locale rivale durante una catastrofica inondazione causata da una violenta tempesta. Morgan Freeman e Christian Slater se le danno di santa ragione in questo eccellente action movie vorticoso e dai colpi di scena continui, accompagnato da uno strepitoso score (infine in versione integrale) super adrenalinico ad opera dell’esperto e veterano Christopher Young in pellicole d’azione, sci-fi, avventura e horror (Hellraiser, Specie mortale, Entrapment, Codice: Swordfish). Una partitura al fulmicotone dove citare un brano piuttosto che un altro è abbastanza superfluo, perché ogni traccia è quasi concepita come un flusso perenne tematico con un crescendo orchestrale (The London Metropolitan Orchestra) e ritmico in cui domina il leitmotiv eroico (“Main Title”) con assolo di armonica eseguita dall’icona di questo strumento Jean “Toots” Thielemans, ritenuto il padre dell’armonica a bocca e solista in molteplici colonne sonore, tra le quali Sugarland Express e Un uomo da marciapiede, e Adam Glasser. Altro che le score d’azione odierne tutte uguali e con uso abbondante di sintetismi e atematismi senza arte né parte o addirittura solo frastuono orchestrale (uno su tutti Brian Tyler!): questa è la vera partitura per eccellenza per un film di questo genere, che lascia stupefatti per la confezione accuratissima e densissima di spunti sinfonici e percussivi continui (vedi “The Jet Ski Chase part 1 & 2”).    

cover dragonslayer

Alex North
Il drago del lago di fuoco (Dragonslayer, 1981)
La-La Land Records LLLCD 1564
25 brani – Durata: 72’55”



Per festeggiare il 40esimo anniversario del film Il drago del lago di fuoco, nominato agli Oscar per i migliori effetti speciali visivi e la musica originale, l’etichetta presa in esame mette alla stampe l’edizione estesa di questa magistrale e maestosa partitura fantasy del 1981. Score composto da uno dei grandissimi Maestri della Film Music d’oltreoceano, candidato agli Academy Awards ben 15 volte, l’americano Alex North (1910 – 1991), autore di partiture capolavoro quali Spartacus, Cleopatra, Un tram che si chiama desiderio, Viva Zapata! e Gli spostati, che sancisce nei mirabili anni ottanta delle colonne sonore per il Cinema una delle più atonali, alienanti, epiche e guerresche scritture sinfoniche per il genere, con quella classe ineguagliabile sola dei geni dell’Ottava Arte. Tra dolci melodie antiche e sferzanti pagine quasi orrorifiche, nonché movimenti tellurici dell’orchestra nelle sequenze avventurose e tensive in cui il nostro prode guerriero lotta contro il drago del titolo per salvare la vergine di turno, si dipana una partitura che lascia senza fiato per tutto il suo parterre compositivo che oggi come oggi molti dilettanti allo sbaraglio nelle soundtrack se lo possono solo sognare. Basti ascoltare brani quali “Main Title”, “Ulrich’s Death and Mourning/The Amulet”, “Forest Romp” e “Intro to End Credits/End Credits”.

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