Diabolik
Pivio & Aldo De Scalzi
Diabolik (2021)
Edizioni Curci/Creuza/Carosello Records
Lato A: 8 brani
Lato B: 9 brani
Lato A2: 8 brani
Lato B2: 10 brani
Finalmente il tanto atteso Diabolik dei Manetti Bros. è giunto nelle sale dopo due anni dalla sua realizzazione, con bloccata a suo tempo l’uscita al cinema causa il ‘maledetto’ Covid-19. L’operazione non può che essere, nel bene e nel male, delle più ossequiose al fumetto primigenio, quello cult creato nel 1962 dalle sorelle Angela e Luciana Giussani in quel di Milano, dove prese vita su carta il personaggio immaginario del ladro in tuta nera Diabolik e della sua femme fatale Eva Kant che ne escogitano e combinano di ogni nello Stato fittizio di Clerville. La pellicola di Antonio e Marco Manetti ha il pregio di fare contenti gli appassionati cultori del fumetto e probabilmente rendere scontenti chi si aspettava un Manetti Bros. Movies all’ennesima potenza, com’è consueto nella loro filmografia, delle più varie e di genere che sia da un bel po' di anni a questa parte nel nostro Bel Paese (vedi la serie stracult de L’ispettore Coliandro e i film di enorme successo Song’e Napule e Ammore e malavita), colmi di azione, ironia, cinefilia pura e dura e passione visiva, elementi che in questo film, rispettosissimo sino alla parresia, possono seriamente incidere sull’hype del pubblico e degli aficionados fumettistici (chissà, più indulgenti), perché ci si trova dinnanzi ad un’opera di fotoromanzo su fotogrammi, totalmente ‘fuori mercato’ (vedi mia videorecensione su "Pillole di Vis a Vis") – intendendo per mercato cinematografico attuale di mero consumo quello dei frequentatori in sala (sempre meno data la sconcertante e perenne crisi delle sale dopo i due lockdown e la paura sempre presente delle varianti del Covid e dell’andarsi a rinchiudere al cinema con la probabilità – in verità poco alta rispetto ad altre occasioni di convivialità in pubblico e al coperto – di contrarre il virus) dei blockbuster in stile Marvel o DC e alla Fast & Furious o 007 e simili, con ritmi e montaggi ben diversi e più frenetici -, visto che qui i tempi, la recitazione e le scene d’azione sono di ben altra natura e dinamica: volutamente il tutto quasi macchiettistico e sopra le righe (quasi recitato ‘male’ tranne l’ottima, ammaliante, bellissima e imperscrutabile Miriam Leone-Eva Kant, perfetta come nel fumetto), lento nel suo defluire action e ‘vintage’ sin nelle premesse e nelle ambientazioni (gli anni ’50 – ’60 sempre affascinanti), che non vuole dire ‘sbagliato’, anzi! Altresì determinante un qual certo distacco dai moderni concetti cinematici di qualsivoglia forma e contenuto. Quindi la critica si divide tra entusiastici e detrattori.
A noi ciò che interessa maggiormente sono le musiche, ad opera dei sodali, sin dai quasi primi vagiti cinematografici e televisivi del duo registico dei fratelli romani, Pivio (nome d’arte di Roberto Giacomo Pischiutta) & Aldo De Scalzi, coadiuvati dai sempre presenti Luca Cresta e Claudio Pacini, che hanno firmato alcuni brani della OST, la quale riporta due canzoni inedite di Manuel Agnelli, cantautore, musicista, produttore discografico e personaggio televisivo italiano, fondatore e frontman del gruppo alternative rock Afterhours. Il leitmotiv portante (“Diabolik Tema”, “Dal Teaser”, “Sott’acqua”) che apre il clamoroso per confezione doppio vinile da collezione a tiratura limitata, contenente anche un albo fumetto di Diabolik in edizione speciale (un estratto da ‘L’arresto di Diabolik – Il remake’, soggetto di Mario Gomboli e Tito Faraci, anche sceneggiatura, e disegni di Giuseppe Palumbo), raffigura sonoramente e irremovibilmente le fonti ispiratrici dei due compositori genovesi, ossia quel sound cine-televisivo tra poliziesco anni ’70 alla Lalo Schifrin (proprio nel caso del tema principale o in brani quali “Ricostruzione del colpo”) e gli 007 anni ’60 di John Barry, con un po' di spezie musicali alla David Arnold o Pino Donaggio (il tema di “Eva”, “Prosomasuku”, “Dossierik”, “L’evasione e la polizia”), nonché quei noir anni ’40 – ’50 – ’60 alla Bernard Herrmann e Miklós Rózsa/Franz Waxman (“Rivelazione del nome”, “Diabolikon”) per il parco tematico restante della colonna sonora. Il tutto suonato con la solita impeccabile bravura e incredibile virtuosismo dai musicisti del team di Pivio e De Scalzi che così commentano il loro score: «avendo come fonte d’ispirazione certe soluzioni timbriche adottate da Bernard Herrmann e con un occhio di riguardo alle atmosfere “action” tipiche di compositori come Lalo Schifrin, con l’idea di una struttura musicale complessiva che coinvolgesse una grande orchestra sinfonica», perché – rincarando la dose - «un personaggio così iconico come Diabolik meritava tale tipo di approccio e a fine febbraio 2020 avevamo tutte le partiture pronte per essere eseguite, già verificate su scena, e poi... ecco arrivare l’impensabile... abbiamo così dovuto aspettare mesi prima che si creassero le condizioni minime per entrare in sala di registrazione con tutti i musicisti previsti in fase di scrittura. In realtà, per garantire l’ambiente più sicuro possibile per chi avrebbe eseguito gli oltre 100 minuti di musica originale che avevamo composto, con il fondamentale aiuto dei nostri fidati collaboratori Luca Cresta e Claudio Pacini, abbiamo dovuto smembrare l’orchestra, inizialmente pensata per un organico numericamente davvero importante, in micro gruppi di non più di 5 o 6 persone alla volta, inventandoci una serie incredibile di trucchi ed espedienti tecnici per sperare di ottenere quanto avevamo ipotizzato in fase di scrittura, quando ancora pensavamo di vivere nel migliore dei mondi possibili. E, incredibilmente, il risultato finale suona esattamente come se tutta l’orchestra fosse stata coinvolta nella stessa sessione di registrazione, proprio come avevamo desiderato. Ora aspettiamo solo di poter condividere questo nostro entusiasmo col pubblico».
Ed il risultato, ad ascolto separato dalle immagini, è notevole, visto che, a mio modesto parere, lo score si va perdendo in alcuni punti filmici, non dimostrando la sua grande vena compositiva e la forza dirompente sulle sequenze, forse perché non gli è stato dato il conseguito ‘spazio’ a nobilitarne le scene o forse perché la pellicola stessa con i suoi ‘tempi’, ‘modi’ e ‘trama’, di cui sopra, non è stata capace di inglobarlo appieno; ad ogni modo una partitura che su vinile suona che è un piacere e godimento reiterato. Discorso simile per le canzoni di Agnelli che sul film non le ho trovate pertinenti e fascinose ma che su LP fanno il loro ammaliante compitino: “La profondità degli abissi” e “Pam Pum Pam”, due canzoni dall’anima rock prog ‘barocca’, con i testi inerenti i due protagonisti innamorati delinquenziali e fatali, con quell’ascetismo simboleggiante attrazione e mistero, che più si ascoltano e più ti entrano sotto pelle; cosa che sul film proprio non si percepisce e che le fa sembrare quasi ‘appiccicate’ senza logica e permanenza uditiva.
Tornando a bomba sullo score dei due genovesi, tra sintetismi metallici e assordanti assai correnti (“Evasione di Diabolik”, “Scontro finale”) a pagine tensive pressoché ‘de paura’ o totalmente adrenaliniche (“Preparazione della ghigliottina”, “Sotto la maschera”, “Rivelazione del nome”, “Diabolikon”, “Diabolik sente tutto”, “Il direttore entra nella stanza”, “L’evasione e la polizia”), e con quel velo di arrendevole e fugace melodismo melanconico (“Diabolik ed Elisabeth”, “La delusione di Eva”), a momenti funky-soul puro blaxploitation (“Fanza ramanza”, “L’acqua sale”, “Caveaulik”), a canzoni soft jazz anni ’50 di uno charme tematico che lascia senza fiato e che ti fa venir voglia di ascoltare e riascoltare tal traccia “In A Corner of My Heart”, eseguita dalla penetrante e persuasiva voce di Claudia Sanguineti, che canta anche la sbarazzina e ‘pubblicitaria’ “Amore vieni a Ghenf”. E il tutto viene egregiamente chiuso con il Main Theme in versione cameristica (“Quartettik”) a dimostrazione che il reale intento dei due compositori, dei due registi e di tutto il team di Diabolik in note era sin dall’inizio quello di intrattenere con spigliata maestria e serietà cinefilo-musicale.
Meta raggiunta con il massimo dei consensi!