Il gatto a nove code

cover il gatto nove code 50 anniversarioEnnio Morricone
Il gatto a nove code (1971)
Rustblade Records RBL081
Lato A: 6 brani – Durata: 19’94”
Lato B: 6 brani – Durata: 20’24”



Quando Morricone sperimentava e i registi ‘muti’ (parafrasando il comico di Zelig Kalabrugovic in arte “Pino dei Palazzi”). Nessun regista, anche il più geniale, avrebbe potuto capire in quegli anni altamente sperimentali nella filmografia di genere morriconiana ‘scevra da condizionamenti (per buona parte)’ cosa il compositore, futuro premio Oscar, gli stava insegnando musicalmente e donano invisibilmente all’interno delle loro immagini in movimento.

Per la ‘Trilogia degli Animali’ – denominata anche ‘trilogia zoonomica’ da Marco Ferretti nel suo interessantissimo blog sulle colonne sonore cult italiche, chiamato Souterraine – di un Dario Argento anni ’70 in forma smagliante, ossia L’uccello dalle piume di cristallo del 1970, Il gatto a nove code e 4 mosche di velluto grigio, entrambi del 1971, il Maestro romano scrisse le sue partiture del “Male”, come ebbe a sottolineare nel suo libro testamentario di una carriera titanica in Musica, scritto con Alessandro De Rosa “Inseguendo quel suono – la mia musica, la mia vita” (Mondadori, 2016); dove aggiunge che “…a partire dai primi tre film che ho fatto con Dario Argento… in cui avevo deciso di utilizzare una scrittura completamente diversa da quella che si faceva solitamente al cinema. Volevo sperimentare l’applicazione di un linguaggio più contemporaneo e dissonante, ricorrendo a tecniche che andassero oltre l’esperienza weberniana. Cominciai quindi a raccogliere idee musicali, frammenti melodici e armonici basati su serie di dodici suoni, utilizzando quei princìpi previsti già dalla teoria dodecafonica schönbergiana”. Forse in Il gatto a nove code questa tipologia di sperimentazione che poco ha a che vedere con la tonalità prevale esageratamente, e si concentra e fa fondamento esclusivamente sull’assemblaggio di distorsioni sonore e vocali, quasi al limite del rumorismo e dell’atonalità schietta e cruda tuttavia ben disputata, che raggiungono l’apogeo della follia armonica ancor di più di quella visiva, già di per sé preponderante e acuita in Argento (almeno in quell’epoca di massimo fulgore narrativo e realizzativo), nei brani “1970”, “Sintesi”, “Parabola del paradosso”, “Parabola prima (originariamente titolato “Paranoia prima” usato da Quentin Tarantino in Grindhouse (Death Proof) del 2007)”, “Parabola seconda (idem come sopra)”, “Dissociazione” e in special modo nell’aggredente “Placcaggio”, che non danno tregua all’ascoltatore, che potrebbe arrivare alla fine della OST assai disturbato e sconcertato, perché questo Morricone non concede nulla alla melodia – tranne per l’unico tema lounge dei titoli “Ninna nanna in blu” -.
In questa nuova edizione vinilica della sempre attenta Rustblade Records di Stefano Rossello, che ci mette una cura maniacale nel confezionare succulenti 33 giri di colonne sonore che hanno fatto epoca, veri e propri oggetti da collezione, messa alle stampe per il 50esimo anniversario del film giallo (come l’LP in esame) argentiano, con protagonisti James Franciscus, Karl Malden, Catherine Spaak, troviamo 12 tracce totali, sei in meno rispetto alla versione compact disc GDM CD Club 7037 del 2006, che possiede perfino un bonus extra contenente un’intervista ad Argento realizzata da Claudio Fuiano. Inoltre l'etichetta Rustblade ha prodotto e distribuito in sole 250 copie un doppio vinile con brani in più, in un'altra bella edizione limitata da collezione. 

 

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