Pillole di Note: Focus sull’etichetta Universal Music

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Universal Music

Colonne Sonore ripresenta la rubrica a voi lettori ben nota, ‘Pillole di Note’, ossia mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.


E questo mese rianalizziamo l’etichetta internazionale Universal Music e sue ramificazioni (Walt Disney Records, Decca, Polydor, Deutsche Grammophon, etc.): (https://www.universalmusic.it/popular-music/):

cover bernard herrmann film scores phase 4

Bernard Herrmann/AA.VV.
Bernard Herrmann – The Film Scores on Phase 4 (2021)
Decca 485 1585
CD 1: Music from the Great Movie Thrillers - 14 brani – Durata: 46’31”
CD 2: Music from Great Film Classics - 9 brani – Durata: 41’57”
CD 3: The Fantasy Film World of Bernard Herrmann - 22 brani – Durata: 45’42”
CD 4: Music from Great Shakespearen Films – 10 brani – Durata: 43’55”
CD 5: The Mysterious Film World of Bernard Herrmann – 22 brani – Durata: 51’21”
CD 6: Bernard Herrmann Conducts Great British Film Music – 15 brani – Durata: 45’38”
CD 7: Obsession -The Original Soundtrack Recording – 20 brani – Durata: 38’49”



Un box set deluxe edition da collezione irrinunciabile e da esporre nella propria collezione di colonne sonore senza alcun dubbio. Bernard Herrmann, il vero progenitore della Musica per Film, tra il 1968 e il 1975 si dilettò con immenso gaudio di tutti gli appassionati effettivi della musica applicata alle immagini, sia come direttore di sue celeberrime scores che di altri colleghi più giovani o più anziani di lui che riteneva degni di enorme interesse, sia da rieseguire che da far conoscere ai contemporanei (per l’epoca) proseliti della Film Music che in un secondo tempo ai posteri, nell’incidere con la National Philharmonic Orchestra e la London Philharmonic Orchestra sette album – usciti in quegli anni in vinile, odiernamente rari da scovare e assai ricercati dai collezionisti, per questo costosi da acquistare – che, come enucleato dal critico Tom Schneller nel libretto di questo prezioso cofanetto, “forniscono una panoramica non solo del poliedrico genio musico-drammatico di Herrmann, ma anche del suo stile distintivo. Sia che componesse un melodramma gotico o di fantascienza, mitologia greca o thriller polizieschi, la voce compositiva di Herrmann è rimasta inconfondibilmente sua. Come direttore d’orchestra della musica di altri compositori, le sue predilezioni erano ugualmente bizzarre - come sentirete nei due album di questa raccolta, Great Shakespearen Films e Great British Film Music, che forniscono una vetrina della sua programmazione innovativa che ha caratterizzato la carriera di Herrmann come direttore di concerti”. Sette CD che, suddivisi in album con riesecuzioni sotto forma di singoli temi, nutrite suite o di molte pagine della medesima score (per i completisti), per chi ancora non era a conoscenza della stupefacente abilità e composita direzione di Herrmann di sue e altrui colonne sonore, faranno rimanere con le orecchie ben erte tanto per quel che riguarda sue famosissime partiture che altre note soundtracks di compositori altrettanto illustri quali Dmitri Shostakovich (Amleto), William Walton (Riccardo III), Miklós Rózsa (Giulio Cesare) nel CD 4 “Music from Great Shakespearen Films”, Constant Lambert (Anna Karenina), Arnold Bax (Le avventure di Oliver Twist), Arthur Benjamin (Un marito ideale), sempre l’adorato Walton (Non mi sfuggirai), Ralph  Vaughan Williams (Gli invasori – 49° parallelo) e Arthur Bliss (La vita futura) nel CD 6 “Bernard Herrmann Conducts Great British Film Music”.
Di Herrmann, autore in prima persona, i rimanenti cinque CD contengono la summa della sua vitale, poetica, drammaturgica, lirica e innovativa, ancora oggi, arte compositiva quasi ineguagliabile da coloro i quali hanno intrapreso lo stesso mestiere: cinque album nei quali si imbocca un sentiero di note che solo ad ascoltarle non si trovano parole adatte per esprimerne la cavillosa ed eterogenea coloritura, spazialità, veemenza e meraviglia espressiva, sia che esse nascessero per un thriller (Marnie, Intrigo internazionale, La donna che visse due volte, La congiura degli innocenti, L’oro del demonio, Complesso di colpa), un dramma (La porta proibita, Quarto potere), un racconto filmico di fantascienza e fantasy (Viaggio al centro della terra, Il 7° viaggio di Sinbad, Ultimatum alla terra, Fahrenheit 451, L’isola misteriosa, Gli argonauti, I viaggi di Gulliver), un avventura in costume esotica (Le nevi del Chilimangiaro), un horror (Psycho), etc. etc., sempre letteralmente lasciando a bocca aperta l’uditore. Tipicità che ha generato tra i suoi contemporanei e in quelli a venire tanti di quegli emuli e saccheggiatori delle sue mille e mille idee concettuali compositive che, difatti, tutt’oggi, ancora vi sono molte scores e connessi autori che sanno (più o meno) come riprendere lo stile unico di questo gigantesco compositore. Quindi, se ancora non vi è chiaro sino in fondo, questo cofanetto è (non l’unico e il solo, a dirla tutta) un ottimo e stupendo regalo per entrare in contatto con Bernard Herrmann, il Padre dell’Ottava Arte, punto e basta!
Vi rimandiamo al nostro articolo compilato da Roberto Pugliese, sommo conoscitore dell’opera herrmanniana, per addentrarvi nell’intricato panorama discografico del Nostro e far vostre le sue molteplici edizioni discografiche di grande prestigio, oltre, ovviamente, alla presente, cliccando qui.  

cover cello soltani 

AA.VV.
Kian Soltani - Cello Unlimited (2021)
Deutsche Grammophon 486 0518
15 brani – Durata: 60’12”



Spero ci abbiate fatto caso ma vi siete resi conto che lo strumento numero 1, per lo più in assolo, delle colonne sonore televisive e cinematografiche degli ultimi dieci anni (almeno) è il violoncello? Questo strumento ad arco che imperversa in special modo nella serialità – ad esempio, una su tutte, la celebre Il trono di spade di Ramin Djawadi, che se dovessi porre la domanda iniziale in giro per strada o nelle scuole, non soltanto a cinefili doc, la indovinerebbero subito solo intonandola –, in tutto il mondo ha degli illustri interpreti competenti che sanno far risaltare ogni singola sfumatura timbrica e armonica: vedi, uno su tutti, Yo-Yo Ma, e a seguire i 2Cellos (Luka Šulić e Stjepan Hauser), Giovanni Sollima, Silvia Chiesa, Tina Guo, etc. etc., di cui una bella fetta ha eseguito colonne sonore sia in cover, dal vivo e in registrazioni apposite per rinomati compositori di musica per film e serie.
Non ultimo giunge alle nostre orecchie il violoncello iper virtuoso, da 20 anni sulla cresta dell’onda internazionalmente, di Kian Soltani, violoncellista austro-iraniano, nato a Bregenz da una famiglia di musicisti iraniani, che realizza questo album, vero e proprio omaggio entusiasta al mondo delle soundtracks, dove in completa performance solistica, arrangia ed esegue ogni traccia sovraincidendo tutte le parti per il suo strumento elettivo, creando dei reali quadri sonori di innegabile meraviglia performativa. Ne sono un esempio notevole il “Main Theme” da The Bourne Identity di John Powell, la lunga suite in sei brani da Il Signore degli anelli del premio Oscar Howard Shore (“Prologue”, “Minas Tirith”, Mordor and Isengard”, “Memories of Rivendell”, “The Final Battle” e “Epilogue: Into the West”) e il “Tango” di Alfred Schnittke per il film sovietico Agony di Elem Klimov. I restanti pezzi, altrettanto pregevoli, sono di Hans Zimmer (Pirati dei Caraibi e Il codice Da Vinci), Tom Tykwer, Reinhold Heil e Johnny Klimek (Profumo: storia di un assassino) e due brani originali di Soltani, liricamente intimista (“Intermezzo: A Scene from the Past”) e virtuosistico shoreano alla Signore degli anelli (“Cello Unlimited”). 

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