Il silenzio grande
Pivio & Aldo De Scalzi
Il silenzio grande (2021)
Edizioni Curci/Creuza
Lato A: 11 brani
Lato B: 11 brani
Alessandro Gassmann attento e profondamente intimo regista, i sempre straordinari Massimiliano Gallo, Margherita Buy e la riscoperta Marina Confalone perfetti attori, Pivio e Aldo De Scalzi autori della composita colonna sonora dai colori danzerecci e intimisti nel medesimo tempo. A contornare questo cast artistico una storia, già trasposta da Gassmann a teatro, ambientata a Napoli inerente una famiglia che solo all’apparenza sembra idilliacamente perfetta ma contenente nel suo ‘silenzio grande’ tanta disfunzionalità, tutta racchiusa nella Villa in cui si addensano ‘minacciose’ e forse troppo sopite le nuvole psicologiche dei personaggi. Psicologie delle più assortite e volubili che i due fedeli collaboratori di Gassmann da molto tempo a questa parte – in più di vent’anni hanno scritto le musiche di poco più di dieci colonne sonore tra teatro e cinema per l’amico regista e attore – hanno saputo con estrema compiutezza scrutare musicalmente, componendo una serie di temi, jingle, pezzi ballabili e incisi che marcano ogni traccia di questo 33 giri, coadiuvati nella composizione di alcuni brani dai collaboratori assidui Claudio Pacini e Luca Cresta, anche musicisti interpreti della OST e orchestratori, insieme ad uno stuolo di altri ottimi musicisti al violoncello, chitarra elettrica, violini, viole, flauto, fagotto, tromba, trombone, sax soprano e tenore, fisarmonica, come i compositori stessi al piano, chitarra acustica, synt, percussioni, cori e voce.
Vi sono, come già segnalato sopra, alcuni pezzi tipicamente ballabili e citazionisti, tra cui i canzonatori e virtuosistici “Cha Cha dell’allungamento”, “Saudade de Mambo”, “Abbolero” e il mozartiano “E troverai te stesso”, brani sfottenti e retrò simil temi da carosello di un dì o temoni da sceneggiato Rai anni ’40 – ‘50 come “Bettina la divina”, “Il ritorno di Procopio (piccola banda)”, “Pasta del comandante” e “Samp Pa Ti (versione radio antica)” con la voce di Aldo De Scalzi e il brano noir “Non scrivo poesie”.
Ma il vero nucleo melodico emozionale è reso dai leitmotiv portanti che si possono sentire nelle tracce melanconiche e pungenti di quella incorporea mestizia che apre il cuore alle interpretazioni più recondite quali “Il professore e Lei”, “Di chi è questa”, la straziante “Pieno di tesori”, il vezzeggiante “Il soave canto dello gnu (vers. estesa)”, la meditativa e lungamente sentimentale nonché pezzo più esemplificativo della bravura compositiva dei compositori genovesi, insieme a Pacini in questo specifico caso, “Questa vecchia radio”.