Alfred Schnittke – Film Music Edition Vol. 5
Alfred Schnittke
Alfred Schnittke – Film Music Edition Vol. 5 (2021)
Rundfunkchor Berlin – Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin – Direttore Frank Strobel
Capriccio C5350
19 brani – Durata: 53’49”
Con immenso piacere ritroviamo il Meastro Frank Strobel, icona internazionale dell’Ottava Arte, alle prese con l’attività filmica di Alfred Schnittke. La casa musicale austriaca Capricco propone ora il quinto volume della serie Alfred Schnittke Film Music che vede come sempre protagonisti il Maestro Strobel e l’orchestra Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin. Malgrado appartenga alla generazione dei Sestidesjatniki, registi del disgelo impegnati nel rinnovamento artistico e culturale della Russia Sovietica, Igor Talankin (1927 – 2012), diplomatosi al VIGK (Scuola Superiore di Cinematografia) a Mosca, è un regista fondamentalmente allineato nel suo linguaggio percorso da un pretenzioso manierismo. Fa eccezione il suo Stelle di Giorno prodotto dalla Mosfilm nel 1968. Il film, fortemente soggettivo, tratteggia la biografia scritta dalla poetessa Ol’ga Fëdorovna Berggol’c (1910 – 1975) seriamente impegnata negli ideali della rivoluzione e superbamente interpretata dalla straordinaria Alla Sergeevna Demidova (1936). Il suo scritto autobiografico da cui il film prende il nome è carico di ricordi, citazioni storiche e suoi versi che recita alla radio, in pubblico e negli ospedali di una Leningrado stretta nella morsa dei novecento giorni dell’assedio nazista. Il lavoro, non privo di momenti stucchevoli come le sequenze allo zoo, presenta un utilizzo virtuosistico e espressivo del colore e di una tecnica narrativa basata su una non sempre chiara struttura di flashback. Fra le citazioni storiche il film riportava originariamente anche i drammatici momenti del terrore stalinista. Per questo motivo il film, originariamente censurato dalle autorità del Goskino, è stato successivamente riammesso alla distribuzione con pesanti tagli che ne alterano in modo profondo il messaggio ideologico e umanitario. La colonna sonora predisposta da Alfred Schnittke (1934 – 1998), che ricordiamo autore particolarmente prolifico in campo cinematografico, contiene diverse parti corali del canto ortodosso ‘znannmeny’ che conferisce alle immagini una forte valenza espressiva. Il terzo Inno della sua partitura per violoncello e ensemble da camera intitolata “Quattro Inni” è derivato dallo struggente tema avvolto in dissonante eterofonia del canto ‘znanmeny’, che nel film accompagna il lamento funebre in ricordo di Dmitrij, figlio dello Zar Ivan il Terribile, assassinato nella sua adolescenza. La Suite proposta dal CD della casa Capriccio e preparata dal Maestro Frank Strobel non include i passaggi corali. Trattandosi di un film biografico senza una trama precisa, la musica di Schnittke non è tanto chiamata a illustrare le immagini quanto a riflettere e cantare nel proprio intimo attraverso il dolce Leitmotiv enunciato dall’organetto, espressione della drammatica solitudine della poetessa protagonista. Dominano nella scrittura accenti morbidi e delicati motivi di valzer che nei brani 3 (“Drehorgel – Die Glocke – Die Schuetzen / Organetto – Campana – Guardie”) e 5 (“Aufruhr – Finale/Rivolta – Finale”) entrano in stridente contrasto con costruzioni armoniche dissonanti e spigolose. Nella sua formidabile capacità di adattamento ai repentini mutamenti di atmosfera Schnittke si dimostra maestro assolutamente impareggiabile. Così si passa in modo disinvolto dalla melodia alla costruzione seriale, dal dramma al raffinato humour che percorre il brano 4 (“Foxtrot – Allegro Moderato”) agli stranianti accenti del brano 5 (“Aufruhr – Finale. Agitato”). Se Stelle di Giorno si era rivelato quale interessante tentativo di ricerca di rinnovamento del linguaggio filmico russo-sovietico, con Padre Sergio (Mosfilm, 1978) Igor Talankin fa ritorno alla sua allineata ovvietà e vuoto manierismo anche penalizzato dalla piatta e distaccata prestazione di Sergej Fëdorovič Bondarčuk (1920 – 1994) nel ruolo del protagonista. Il film è una precaria trasposizione dell’omonimo profondo e coinvolgente romanzo di Lew Tolstoj, suo ultimo lavoro che l’autore considerava fortemente autobiografico. La sceneggiatura del film tratteggia in modo spesso sintetico e sbrigativo i vari momenti della vita di Padre Sergio. Da Principe Stefphan Kasatzin, uno dei prediletti confidenti dello Zar Nikolai I negli anni 1840 con in prospettiva una brillantissima carriera militare, alla fuga in convento alcuni giorni prima delle nozze con la Dama di Corte Korotkowa, al successivo trasferimento in Siberia per dedicarsi al prossimo, alla cura dei malati e all’insegnamento agli adolescenti. La Suite compilata dal Maestro Frank Strobel evidenzia nei primi movimenti (brani dal 14 al 17: “Ouverture” – “Polonaise” – “Mazurka” – “Kavallerie” – “Marsch”) una connotazione inevitabilmente esornativa nell’accompagnare le cerimonie nobiliari e le atmosfere di corte che dominano nella prima parte del film. Con i brani 18 (“Monolog”) e 19 (“Epilog”) si avverte poi una radicale metamorfosi atmosferica.
L’imponente portata sinfonica della scrittura non indurrebbe a pensare a una musica concepita per l’immagine. “Monolog” è una profonda e struggente meditazione dal tratteggio severo avvolta in rarefatta staticità, la cui eloquenza si espande in grandi archi espressivi e pone la scrittura di Schnittke fra i suoi esiti più interessanti e coinvolgenti. Il Leitmotiv della scrittura è un tema tratto da un valzer composto dallo stesso Lew Tolstoj che il regista ha chiesto a Schnittke di rielaborare e integrare nella concezione complessiva della trama musicale. Il carattere mistico e incantato percorre in modo accentuato anche il brano “Epilog” dove all’orchestra si unisce un coro femminile (Rundfunkchor Berlin) per un toccante esito espressivo in compunto raccoglimento. Mentre nei due lavori di Talankin si muove fra accenti convenzionali e soluzioni funzionali, nel film Il Favorito del Pubblico (Tsentrnaukhfilm, 1985) di Aleksander Zguridi (1904 – 1998), che completa il CD della Capriccio, la musica assume i connotati di un universo radicalmente diverso in cui Schnittke ha la possibilità di liberare la sua straordinaria e inimitabile fantasia ritmica e melodica e la sua raffinatissima inventiva timbrica. Aleksander Sguridi è un regista e ricercatore in campo scientifico, studioso del mondo faunistico e vegetale, ha insegnato per diversi anni al VIGK di Mosca e ha realizzato diversi film su temi a lui cari per adulti e bambini. Per la parte musicale ha collaborato con Schnittke in diversi film fra cui Rikki-Tikki-Tavi (Tsentrnaukhfilm, 1978) di cui ci siamo già occupati in passato. La colonna sonora ricorda quella composta per il film Bambini e Clowns (Mosfilm, 1976) di Aleksander Mittà (1933) e nel suo marcato carattere circense evoca un’arte espressiva cui in Russia viene assegnato un rango nettamente più elevato rispetto all’occidente. Ispirato al romanzo ‘Il barboncino bianco’ di Aleksandr Kuprin (1870 - 1938) il film di Zguridi è realizzato a momenti in modo spigoloso e grossolano e pur essendo lontano dalla suggestiva raffinatezza che percorre Rikki-Tikki-Tavi riesce comunque a trasmettere il messaggio di sentimento e di valore esistenziale dell’amicizia. Perfettamente aderente alle frenetiche immagini del film, la scrittura di Schnittke si sviluppa in uno straordinario trionfo di ritmi e colori avvolti in sfolgorante raffinatezza motivica e smalto timbrico. Si ascolti il brano 8 (“Marsch”) o il brano 12 (“Krim – Nacht - Verfolgungsjagt /Krimea – Notte – Inseguimento”), geniali nell’elegante costruzione armonica e irresistibili nel loro vertiginoso incedere ritmico. La superlativa falange della Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin, guidata con grande tensione emotiva e impegno intellettuale dal Maestro Frank Strobel, mostra totale aderenza all’articolato linguaggio del compositore russo-tedesco le cui partiture filmiche, anche in questa nuova registrazione discografica, vengono restituite in tutto il loro imponente carattere sinfonico in un sound opulento, dallo spessore denso e profondo magistralmente riprodotto dai tecnici della Capriccio. Il Maestro Strobel, appassionato conoscitore e amico del compositore, guida l’orchestra in una prestazione superlativa in cui profondità di accenti e vertiginoso virtuosismo trovano una sintesi ideale. Assolutamente imperdibile per gli appassionati di Schnittke. E non solo.