Delitto al ristorante cinese & Delitto sull’autostrada

Detto Mariano
Delitto al ristorante cinese (1981)
Musica per Immagini MPI-LP004
Lato A: 5 brani
Lato B: 4 brani



Franco Micalizzi
Delitto sull’autostrada (1982)
Musica per Immagini MPI-LP006
Lato A: 5 brani
Lato B: 4 brani



Le indagini poliziesche tra il serio e il faceto di Delitto al ristorante cinese del 1981 e Delitto sull’autostrada del 1982 rappresentano rispettivamente l’ottavo e il nono film della saga dell’ispettore di Polizia Nico Giraldi, interpretato da “Er Monnezza” Tomas Milian e dirette da Bruno Corbucci con Bombolo (Venticello “tse tse”, anche se nella prima pellicola viene chiamato col suo nome d’arte) e nel primo anche Massimo Vanni (il brigadiere Gargiulo, di cui vi invitiamo a leggere l’aneddotico e simpaticissimo libro Edizioni Bloodbuster “Mi chiamavano Gargiulo... Massimo Vanni. Attore e stuntman”) e Ciu Ci Ciao (sempre Milian in versione occhi a mandorla, vera e propria autocitazione del suo personaggio di Sakura nello spaghetti western comico Il bianco, il giallo, il nero di Sergio Corbucci). Tuttavia queste due pellicole vedono al timone delle musiche originali due differenti compositori, Detto Mariano, che ci ha purtroppo lasciati il 25 marzo 2020 a causa del maledetto Coronavirus, e Franco Micalizzi, che serbano amabili sorprese tra le note in queste due dissacratorie e movimentate colonne sonore funky-jazz-disco divenute Cult negli anni come d’altronde i film stessi. Avevamo già recensito queste due OST in accoppiata su CD etichetta GDM del 2008 (leggi recensione), ma ci teniamo a rispolverarle finalmente in questa nuova veste vinilica dell’etichetta italica Musica per Immagini di Marco Ferretti (intervistato qui su Soundtrack City durante la manifestazione del Music Day e Cinemarcord di Roma del weekend 25-26 settembre scorso), perché gravide di quel sound e di quelle idee leitmotiviche seppur sempliciotte (nel migliore dei significati) ma subito d’impatto e dalla facile riconoscibilità che sta a significare il grande artigianato compositivo di una volta che possedeva un ricco background e tanta e veloce originalità d’approccio.
Lo score di Detto Mariano si districa in maniera assai piacevole con i suoi suoni ‘vintage’ di tastiere, batterie, timpani, chitarre elettriche e archi campionati tra un tema orientale già di per sé ridicolmente sfottente e innocentemente superficiale (“Seq. 1 – Titoli”) e pagine d’azione beat-pop funky (“Seq. 4 – 9 - Finale”) e jazz dissonantemente melodico quasi a contrasto, alla Gato Barbieri (“Seq. 5”), più un temino romanesco popolare (“Seq. 8”).
Franco Micalizzi è puro funky groove ‘blaxploitation’ con in primo piano basso, abbondante uso di synth, batteria ‘disco’ anni ’70, chitarra elettrica ed effetti sonori molto in voga all’epoca che rendono il tutto molto ‘vintage’ con i suoi paesaggi popolar-derisori e romantici al contempo (“Seq. 2 – 6 - 8”), danzerecci canzonatori (“Seq. 3 - 4”) e adrenalinici (“Seq. 1 – Titoli”, “Seq. 5 – 7 – 9 Finale”).   

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