The Book Of Eli
Atticus Ross
Codice Genesi (The Book Of Eli, 2009)
Reprise Records 9362-49688-7
17 brani - durata: 46' 59”
The Book of Eli è un film apocalittico che racconta di un futuro non troppo lontano, in cui un uomo attraversa da solo la terra desolata che un tempo era l'America resa irriconoscibile dalla distruzione seminata dall'ultima guerra, e che circa trent'anni dopo la fine dell'ultimo grande conflitto rappresenta ancora una ferita aperta, irrisolta. Lo score del compositore/produttore inglese sembra essere emanazione diretta dell'immagine, dei colori, dei ritmi del film. Il suono è sintetico anche quando dominato dalla presenza degli archi o del pianoforte. La musica sembra arrivare all'orecchio di chi ascolta da un luogo lontano, assente. Tutto lo score è caratterizzato da una scarnificazione tematica, melodica. L'assenza di una linea melodica ampia si traduce in una costruzione che tende ad essere circolare, che si sviluppa per sovrapposizioni, per addizione e sottrazione di suoni ed elementi micro-tematici. La musica di Ross sembra contenere anche i suoni dei luoghi che sono così presenti sempre, anche fuori dal film, immagini che ti raggiungono al semplice ascolto.
L'ampia pagina di apertura del disco “Panoramic” da sola consente di entrare immediatamente in sintonia con la storia del film. “Outland” è dominata dalle percussioni che sono trattate in modo da far pensare ad un rito tribale di un futuro in cui non è presente più alcuna regola. La ricchezza di elementi sonori, suoni elettronici, rumori, arriva quasi a far male. L'ascolto di questo disco impegna e sorprende: “The Journey” ha il sapore di un bar buio in una discoteca affollata, il basso continuo di “Amen” sostiene i suoni gravi dei tromboni che sembrano aerei che corrono sopra le nostre teste e sganciano bombe di suono che atterriscono. “Movement” e “Carnegie's Demise” portano la tensione al punto estremo e soltanto l'ultima traccia del disco, “The Purpose”, conserva la soluzione al movimento di continua crescita e sovrapposizione ritmica e sonora, affidandosi al calore del violoncello che scioglie in poche note il dolore in speranza.