Pillole di Note: Focus sull’etichetta All Score Media

Pillole di Note: Focus sull’etichetta All Score Media

Colonne Sonore ritorna questo mese con la rubrica, che vi piace tanto oramai, indirizzata alle recensioni di partiture o compilazioni di una sola etichetta in particolare, designata per lo più alle Soundtracks. Di volta in volta la prendiamo in esame con le sue nuove o meno recenti pubblicazioni che secondo la nostra redazione sono di notevole interesse per voi lettori, sempre alla ricerca di allettanti chicche cine-musicali.
La rubrica prende il nome semplicistico ma diretto di ‘Pillole di Note’, ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.

E questo mese analizziamo l’etichetta tedesca All Score Media: (https://www.allscore.de/):



Peter Thomas
Il furore della Cina colpisce ancora (The Big Boss, 1971)
All Score Media ASM 048
20 brani – Durata: 41’23”

Peter Thomas
Femmine carnivore/Omicidio al 17° piano/I desideri morbosi di una sedicenne (Die weibchen/Engel, die ihre Flügel verbrennen/Oh Happy Day, 1970)
All Score Media ASM 041
CD 1: 24 brani – Durata: 47’56”
CD 2: 37 brani – Durata: 72’21”



Il rinomato compositore tedesco Peter Thomas ci ha lasciati nel funesto anno appena passato (vi rimandiamo al nostro esaustivo articolo sulla sua dipartita), come tanti altri numi tutelari della musica applicata alle immagini (su tutti il Nostro Ennio Morricone). Thomas è stato un grandissimo sperimentatore, non soltanto in ambito cine-televisivo-musicale, introducendo nelle sue innumerevoli colonne sonore (quasi 200 all’attivo tra documentari, cinema e serialità) dall’impronta beat, jazz, pop e dance, stilemi avanguardistici e atonali, producendo una varietà di musica considerevolmente elevata e importantissima anche al di fuori della Germania, che lo ha sempre considerato il suo più distinto e autorevole compositore di musica per immagini. Come attuarono molti suoi colleghi connazionali e italici – vedi il succitato Morricone, Piccioni, Nascimbene e Umiliani – nelle sue partiture per il piccolo e grande schermo vi fu un’incessante ricerca di commistione di suoni e strumenti (alcuni perfino da lui creati ad hoc), facendo fuoriuscire pentagrammi infuocati sperimentalmente e tematicamente. Ne sono una ragguardevole riprova i due album qui recensiti, assai noti nell’ambito musicologico e musicale, soprattutto dai DJ di tutto il globo che in ogni loro performance cercano di introdurre sample di opere, anche minori ma non per questo meno considerevoli, di questo autore. In special modo il doppio CD contenente le colonne sonore integrali eseguite dalla sua Sound Orchester, con alcune tracce inedite, di tre film del 1970, Femmine carnivore, Omicidio al 17° piano e I desideri morbosi di una sedicenne, un horror/thriller, un crime e un dramma erotico, sono un succedersi di ritmi psichedelici, groove, soul/funky, pop, progressive e beat, che in taluni casi sfiorano il lascivamente sadomaso sonoro (“Eins und eins ist Sex”, oltre al sexy romanticismo di “Sweet Girl – Sweet Love” in Omicidio al 17° piano). Il tema portante di Femmine carnivore “Lied für die Säge (vokal)” ha parecchi punti in comune con la canzone famosa di Al Bano “Quando il sole tornerà” del 1969, precisamente un anno prima di questa score. Anche I desideri morbosi di una sedicenne esibisce brani ipnoticamente suadenti e a tratti eccessivi e disturbanti ma di un fascino vintage, quando la musica si scriveva e si realizzava sul serio (non campionata e scritta al computer senza nessuna gavetta e studi reali), ad esempio “Good Morning Town” e “Panki”.

Fragorosa la colonna sonora per la versione europea di Il furore della Cina colpisce ancora (The Big Boss, 1971) – il compositore Fu-Ling Wang nella resa originale - uno degli ultimi titoli stranoti di Bruce Lee, uno dei più stimati artisti marziali di tutti i tempi, il re del Kung Fu al Cinema. Questo action/dramma è incentrato su un giovane operaio che ha giurato di non usare mai la violenza, il quale lavora con i suoi cugini in una fabbrica di ghiaccio dove iniziano misteriosamente a scomparire tutti i lavoratori. Thomas compone uno score possente, anche qui dal groove blaxploitation fortemente marcato, con pochi sprazzi di quiete (il tema d’amore in “Girl Loves Cheng Li” e “China Love”), echi di sonorità orientali in salsa pop (“Finding The Drugs”) e synth psichedelici al limite dello sperimentale (“Communication in Hyperspace”, “Malaparte Sinus”).        

Sam Spence
Our Man In Munich (2007)
All Score Media ASM 025
22 brani – Durata: 56’44”



Il californiano Samuel Lloyd Spence (29 Marzo, 1927 – 6 Febbraio, 2016) è stato un compositore di colonne sonore meglio noto per il suo lavoro con la NFL Films, la società di produzione cinematografica e televisiva della National Football League, che ha prodotto una quantità notevole di spot, programmi televisivi, lungometraggi e documentari, nonché altri eventi rilevanti e spettacoli di premiazione non propriamente connessi. La sua musica è stata usata anche nei videogiochi di calcio EA Sports Madden NFL e in molte pubblicità legate al mondo calcistico. La sua scrittura, composta arrangiata e diretta dal medesimo, per piccoli organici virtuosistici o compagini orchestrali di varia estensione ma poderose, suona citazionista (“Magnificent Eleven” che parafrasa la celeberrima I magnifici sette di Elmer Bernstein o “End Title” da Queen of Diamonds di barryana bondiana memoria e “The Game That Got Away” molto Shaft), dinamica (la stupefacente ebbrezza dei fiati e ottoni in “Sideline To Sideline”), divertita e divertente (“Honcho”, “Pink Blitz”) è tutta racchiusa in questa compilation, con alcuni brani inediti, di grandiosa fantasia compositiva ed energica performance che spazia da fine ’60 a metà ’80. Davvero un bel sentire! E un compositore da apprezzare a posteriori!

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