Film Music 1976 – 2020

cover brian eno film musicBrian Eno
Film Music 1976 – 2020 (2020)
Universal Music 073 573-8
17 brani – Durata: 66’23”



Tante candidature e diverse vittorie, tra cui un Bafta, un Brit, cinque Grammy, non soltanto per sue colonne sonore – una filmografia con svariati titoli (all’incirca una ventina per registi assai popolari) tra corti, film, documentari e serie tv, nonché l’inserimento di alcuni brani nelle colonne sonore scritte da altri, anche pezzi preesistenti extracinematici – dove prevale sempre e comunque, con molte derive in altri generi seppur amalgamati all’interno del suo stilema portante ed unico, il suo inconfondibile ed emulato tocco sonoro, ossia quello inventato dal medesimo: l’ambient music. Una musica a volte ipnotica, cullante, lisergica, contemplativa, a volte spirituale, atmosferica, pulsante, derivativa e minimale (forse; ad ogni modo con un orecchio ai suoi ispiratori John Tilbury, Cornelius Cardew ed Erik Satie) ma certamente innovativa, che a 72 anni il britannico Brian Eno, all’anagrafe Brian Peter George St. John le Baptiste de la Salle Eno, musicista, compositore e produttore discografico, si è visto impiegare e richiedere nell’ambito delle produzioni di pellicole, docufilm, documentari, multimedialità, programmi TV (più di un centinaio i brani utilizzati) dagli esordi nel 1970 ad oggi.
Questo album del creatore della musica cosiddetta “d’ambiente” contiene composizioni nate per il grande e piccolo schermo insieme ad altre ideate per e ispirate dal cinema, che poi sono finite per diventare parte stessa preponderante del commento di un film o una serie, e non solo. Il titolo esplicativo del CD la dice lunga: “Film Music 1976 – 2020” nel quale si possono trovare (udire), totalmente immersi in una sorta di viaggio astrale e metafisico, tra accenni tematici, veri e propri ambienti nel quale cadere in trance e sprofondare nei pensieri/ricordi più taciuti e magari obliati, tracce stranote e sette inedite, estratte dalla serie TV Top Boy, vincitrice del Bafta per la miglior colonna sonora, dal film Amabili resti, Arena, Fuga dal mondo dei sogni, Dune, Heat – La sfida, Al di là delle nuvole, Una vedova allegra… ma non troppo, Trainspotting, Sebastiane, Rams, Jubilee, Hammerhead, For All Mankind, We Are As Gods e O nome da morte. Ha collaborato con o è stato semplicemente adoperato da registi del calibro di Dario Argento, David Lynch, Peter Jackson, Ralph Bakshi, Michael Mann, Jonathan Demme, Danny Boyle, Derek Jarman (effettivo sodalizio), Steven Soderbergh, Nanni Moretti, John Woo, Todd Hayes e Michelangelo Antonioni, molti di questi ampiamente presenti in questo album con uno o più pezzi tratti da composizioni pregresse o ex novo per loro film. 17 brani, alcuni co-scritti con il fratello Roger e con altri amici di sempre, come Daniel Lanois, gli U2, etc., che sono essenze sonore, percorsi musicali che non basterebbero mille aggettivi o altrettante parole per descriverne il nucleo vitale, nota per nota, emozionale ed emotivo, significante e significativo, quindi il consiglio è quello di acquistarlo e affondare in esso/esse senza protezioni e senza costrizioni, librandosi e liberandosi da tutto – basti ascoltare “Prophecy Theme” da Dune, “Under” da Cool World, “Reasonable Question” da We Are As Gods, “Late Evening in Jersey” da Heat, “Deep Blue Day” da Trainspotting o “An Ending (Ascent)” da For All Mankind, Traffic e 28 Days Later per comprendere ciò che dico.   

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