Petit Vampire

cover petit vampireOlivier Daviaud
Petit Vampire (Inedito, 2020)
22D Music Group
Lato A: 14 brani
Lato B: 13 brani
Durata totale: 47’00”



L’amicizia che si viene a creare tra un vampiro di 10 anni che, ovviamente, non invecchia mai e un povero orfano, viene sconvolta da un mostro con tre teste a forma di luna, che gli darà non poco filo da torcere. Musicalmente questo delizioso e dinamico film animato possiede delle sottolineature molto classiche e nazionalpopolari nel suo approccio: il 49enne arrangiatore di canzoni e compositore francese Olivier Daviaud (da noi intervistato), ai primi passi nella musica applicata alle immagini, con pochi titoli in curriculum dal 2006 ad oggi, tra molti corti, qualche serie TV ed esigui film, in primis il biopic del 2010 Gainsbourg (Vie héroïque), ha composto una colonna sonora orchestrale, gravida di leitmotiv, che sin dalla filastrocca iniziale popolare e un po' cupa “Prologue (Je m’en vais pour de bon)”, marca con precisione la linea tematica e le fonti d’ispirazione dalle quali ha attinto, soprattutto nella concitata e successiva esplosione sinfonica alla Danny Elfman e Bill Conti di “Ouverture”, eseguita con accesa vitalità da una compagine londinese in ottima forma diretta da James Shearman, e nelle tracce più parisienne da un gruppo di virtuosi solisti francesi.

Nella parte centrale del brano appena citato si aprono spiragli parafrasanti “L’apprendista stregone”, poema sinfonico composto nel 1897 dal compositore francese Paul Dukas, e usato nel celeberrimo Fantasia disneyano. Quindi, come avrete ben compreso, questa OST si ingegna, con grande divertissement, a mescolare accenti tradizionali di colonne sonore alla Vladimir Cosma (“Petite valse swing”, “Dans la lande”, “Le vol des copains”) e i nostri Fiorenzo Carpi e Carlo Rustichelli (“Qui es-tu? Un vampire!”, l’esaltante effervescenza di “Le cauchemar de Petit Vampire”), a pagine più mosse in stile hollywoodiano ma con quel pizzico di mediterranea euforia tradizionale (il celtico e sorprendete orchestralmente “Le bateau s’envole”, “Vers la jonque”, “Imagine un beau prince”, con rimandi ai Goblin). Vedi anche la marcia follemente sbarazzina e fiabesca in perenne crescendo di “Générique début” e “Générique fin”, la derisoria, balcanicamente bandistica “Procession”, il delicato minimalismo incantato di “Pandora couche Petit Vampire”, il valzer romantico di “Dans le bras de Pandora” che risuona di melodie alla Francis Lai a braccetto con Michel Legrand, l’eroico crescendo goldsmithiano di “A l’abordage!”.

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