Mortal Kombat

cover mortal kombatGeorge S. Clinton
Mortal Kombat (Id. - 1995)
Varese Sarabande – CSD00065
26 brani – Durata: 43’00”

Quando uscii Mortal Kombat fu qualcosa di rivoluzionario per il mondo dei videogiochi: ogni singolo aspetto venne curato per farlo sembrare un progetto fuori dagli schemi. Passarono gli anni e, ovviamente, diventò il soggetto ideale per un film sulle arti marziali che, sebbene ottenne un discreto successo, era molto lontano dallo stile del picchiaduro, tranne che per la colonna sonora.
Il compositore George S. Clinton, infatti, decise fin da subito di non usare un’orchestra tradizionale, ma un organico più ridotto dando spazio all’elettronica, ai bassi, alla chitarra elettrica e a strumenti propri della cultura orientale per dare un suono più esotico (come da tradizione nel videogioco). Il risultato fece della musica di Mortal Kombat un concentrato di azione, potenza e, soprattutto, fece fare un passo avanti nella storia musicale del videogioco: non era più il prodotto o il contesto ad avere un suono, ma anche i suoi personaggi. In ordine di tracklist, infatti, i primi strumenti a emergere sono i tamburi giapponesi Taiko: colonne portanti dell’intera soundtrack, fungono da tappeto musicale, con il continuo percuotere a varie velocità, per gran parte delle battaglie identificando il contesto Mortal Kombat (il brano più significativo è “A taste of things to come”).
Subito dopo, compare la chitarra elettrica (suonata dal virtuoso Buckethead) usata, invece, per identificare tre personaggi molto iconici del videogioco: i ninja Scorpion e Sub-Zero e il mostro a quattro braccia Goro. I primi due, eterni rivali, vengono descritti da un solo e lungo accordo di quinta accompagnato dalla batteria (oltre al brano che porta il loro nome, è possibile ascoltare il motiv in “Liu vs. Sub-Zero” e “Johnny vs. Scoprion”). Il terzo, invece, è definito da sezioni musicali più lunghe e complete in stile heavy con accordi più ‘pesanti’, brevi e ripetuti, uniti all’elettronica (“Goro vs. Art”, “Goro chase” e “Goro Goro”). Alla chitarra elettrica puo’ essere associato anche il ninja Reptile il quale, essendo un personaggio controverso, viene descritto con suoni distorti per non identificarne la natura (“Liu vs. Reptile”).
Si passa poi al canto della musica popolare di Tuva (molto usato nella Siberia centro meridionale e in Mongolia) in cui la laringe viene costretta per ottenere una maggiore amplificazione degli armonici: il suono che ne emerge è basso e spettrale (amplificato dall’utilizzo di molteplici didgeridoo) e identifica l’antagonista Shang Tsung nel momento in cui prende le anime dei suoi avversari (“Soul snatchin’” e “Liu’s dream”).
Ultimo, ma non meno importante, il flauto Shakuhachi che con i suoi abbellimenti identifica la natura da ‘spaccone’ di Johnny Cage e dei suoi film (una serie di note ripetute, quasi a scandire il tempo, nel brano che porta il nome del personaggio) nonché la regalità della principessa Kitana (con una melodia molto breve in “The Garden” e “Liu vs. Kitana”).
I suoni tradizionali della colonna sonora, ovvero le parti riferite alla piccola orchestra e alla pura elettronica, vengono invece rapportati al protagonista Liu Kang (caratterizzato dagli archi in “Flawless victory”), nonché agli unici momenti di pace del film (“On the Beach” e “Friends”).
Se Mortal Kombat fu un punto di partenza per molti videogiochi del genere, la colonna sonora del film (oggi al 25° anniversario), proprio perché manteneva lo spirito rivoluzionario del picchiaduro, diede una lezione su come la musica non fosse un elemento da trascurare. Anche nei film di lotta.

 

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