Pillole di Note: Focus sull’etichetta Varése Sarabande

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Varése Sarabande
Eccoci di nuovo con la rubrica che vi entusiasma tanto, indirizzata alle recensioni di partiture o compilazioni di una sola etichetta in particolare, votata per lo più alle Original Soundtracks. Ogni tanto ne esaminiamo le nuove e più o meno attuali pubblicazioni, che per la nostra redazione possono essere consigliabili per voi lettori affezionati della nostra rivista, sempre alla frenetica ricerca di odierne, o anche vintage, ghiottonerie cine-musicali.
La rubrica prende il nome sbrigativo ma avviato di ‘Pillole di Note’, ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che si contraddistinguono dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.
E questo mese analizziamo l’etichetta americana Varése Sarabande: (https://www.varesesarabande.com/):

John Powell
Dragon Trainer (How To Train Your Dragon – 2010)
Varése Sarabande VCL 1020 1205
CD 1: 25 brani - Durata: 52’35”
CD 2: 17 brani – Durata: 53’14” 
Score candidata all’Oscar, ai Bafta e vincitrice dell’International Film Music Critics Award (IFMCA) e dell’Ivor Novello Awards, serio colpo di coda (chi ha orecchie per intendere, intenda!) nella carriera di John Powell – 80 film nel carnet, 41 vittorie e 69 candidature – che con questo film d’animazione Dreamworks di enorme successo nel 2010 al botteghino, primo di una trilogia di grande richiamo cinematico, ha segnato l’apice delle sue composizioni per pellicole animate: 21 film dal 1998 al 2019, iniziando il suo viaggio a cartoni (seppur digitali) con Z la formica e, per ora, concludendolo con Dragon Trainer – Il mondo nascosto, transitando anche per Robots, L’era glaciale 2 – 3, Kung Fu Panda, insieme al mentore Hans Zimmer e Rio. Per una recensione approfondita della versione singolo CD, alla quale demmo meritatamente 4 chiavi di violino, uscita all’epoca del film in sala, vi rimandiamo al link del 2010 (leggi qui). Questa nuovissima edizione doppio disco, a dir poco strepitosa, non solo arricchisce l’ormai notevole parterre di temi e pagine meditative ed action del già corposo precedente album, ma ne accresce il valore compositivo con ben 17 brani in più (per un totale di 35’ di musica aggiuntiva). Come accade spesso con le edizioni deluxe, si vengono a scoprire (ascoltare) nuove versioni dei temi consolidati nell’immaginario cinefilo, alcuni precedentemente non realizzati o estesi: ed è in queste tracce ‘new version’, ‘alternate version’ e ‘demo’ che si stanano brani, come nel caso del presente score, di meravigliosa magniloquenza sinfonica, intimistica bellezza e geniale concretizzazione dal pentagramma alle sequenze commentate: la celtica e meditabonda “The Vikings Have Their Tea 1 & 2”, la picaresca ed araldica “Over/Less Okay” e “Wings”, oltre agli splendori epico avventurosi di pagine movimentate come la nota “This is Berk” nel quale si rivelano passaggi alla Signore degli Anelli di Howard Shore, senza tuttavia nulla togliere alla monumentale scrittura messa nero su bianco da Powell, supportato da un’orchestra di 128 maestri e un coro di 101 elementi. Una colonna sonora in puro stile grandeur sinfonica della Golden Age Hollywoodiana con venature sintetiche e ritmiche moderne che la rendono uno scrigno dall’ineffabile stupore perenne, ascolto dopo ascolto. Ottime, come sempre, le note a corredo del libretto.

Elmer Bernstein
Wild Wild West (Id. – 1999)
Varése Sarabande VCL 0820 1204
47 brani - Durata: 76’17”
Lo striminzito album del 1999 con 30 minuti scarsi di score, viene finalmente sopperito da questa nuova edizione completa, con ben 46’ di colonna sonora in più. E che colonna sonora! Il premio Oscar Elmer Bernstein, scomparso nel 2004 a 82 anni, assistito nella musica addizionale dal figlio Peter (un totale di 10 brani), per il western comico action simil 007 ante litteram, con Will Smith, Kevin Kline, Kenneth Branagh (cattivone macchiettistico) e Salma Hayek, scrive una partitura che è la summa di tutte quelle per la grande Frontiera yankee composte in quasi sessant’anni di carriera. Tutti gli stilemi del sinfonismo coplandiano del Suono del Far West d’annata, di cui Bernstein è stato tra i migliori in campo – enumera nel suo curriculum soundtracks iconiche quali Lo sperone insanguinato, I magnifici sette, I quattro figli di Katie Elder, Il grinta, Il grande Jake – si ritrovano in Wild Wild West, ultima sua partitura dell’ovest americano dopo quella del 1986, in accoppiata con Randy Newman, per il comico I tre Amigos! che faceva il verso alla sua celeberrima e succitata I magnifici sette. Questa versione deluxe, con molte tracce bonus, tra alternative, non usate nel film ed estese rispetto all’album stampato all’epoca, farà andare in brodo di giuggiole tutti i fan incalliti del Maestro newyorkese e del suo stile inconfondibile tra grandeur orchestrale, nuance jazzistiche, elementi folk e funky e pagine beffarde con ritmi sincopati e un uso di suoni elettronici moderni (affidati prevalentemente al figlio) che creano un patchwork musicale di altissimo livello qualitativo, che lascia a bocca aperta traccia dopo traccia. E qui, a dir la verità, citarne una piuttosto che un’altra mette in gran difficoltà; ma se proprio dobbiamo, allora menzione d’onore va ai ballabili “Waltz First Mansion”, “Polka” e la vorticosa e ipnotica danza del ventre di “She Dances”, ai momenti d’azione sfrenata di “Rescue”, “Train Attack” e concludendo con il classico sound Old West dei titoli di coda “The End (Ride the Spider)”. Scritture così si faticano ad ascoltare oggi come oggi, anche se in molti giovani talenti ci provano, ma la classe dei veterani hollywoodiani è tutt’altra cosa. E questo CD lo dimostra ad ogni reiterato sentire.

John Debney
SeaQuest DSV (Id. – 1993 - 1996)
Varése Sarabande VSD00243
CD 1: 26 brani - Durata: 59’44”
CD 2: 32 brani – Durata: 73’10” 
Serie TV targata anni ’90 prodotta da Steven Spielberg con Roy Scheider (Lo squalo) protagonista assoluto nel ruolo del capitano Nathan Bridger, a capo del sommergibile SeaQuest, il più veloce ed avveniristico che vi sia nell’anno 2018, in cui la terra è in gran parte sommersa dalle acque, e colonie di umani vivono in città sottomarine, in preda a terroristi e creature inimmaginabili di ogni sorta che vogliono distruggere le Nazioni Unite degli Abissi. Come enuncia L’Universale Le Garzantine - Telefilm (2005) “Il Capitano Neno del XXI secolo a capo dell’Enterprise dei sette mari” viene commentato epicamente da John Debney (Hocus Pocus, Corsari, La passione di Cristo, L’era glaciale – In rotta di collisione) nella prima stagione, sostituito nella seconda e terza da Don Davis. Entrambi i compositori americani si aggiudicano l’Emmy per il tema principale e l’underscore. In questo doppio CD, che subentra a quello del 1993, di appena 30 minuti di musica con le due ore e passa attuali, vi sono soltanto le composizioni di Debney per il pilota ed alcuni episodi della stagione 1. Il “SeaQuest Opening Credits” ha molti tratti in comune con lo storico tema dei titoli di testa della serie fantascientifica anni ’70 Galactica scritto da Stu Phillips; togliendo questa inezia, il resto delle composizioni del compositore californiano, con una nomination agli Oscar e oltre 200 partiture nella sua filmografia, vero esperto di commenti poderosi per la serialità televisiva (Texas Rising, American Odyssey, The Orville), ha realizzato una sequela di pagine action al cardiopalma (“Battle Stations”) inframmezzate a sequenze di grande enfasi: una su tutte la magnifica “The Forgiving”. Un florilegio di rimandi alle colonne sonore sci-fi di Jerry Goldsmith e James Horner per la saga di Star Trek.

Bill Conti
Moses Wine detective (The Big Fix, 1978)
Varése Sarabande VCL 03201200
28 brani - Durata: 51’13”

Il detective privato Moses Wine (Richard Dreyfuss) viene ingaggiato da una vecchia fiamma per indagare su una pericolosa campagna di diffamazione politica. Le sue investigazioni vengono trasferite in musica dal premio Oscar Bill Conti (le saghe di Rocky e Karate Kid) con un piglio ‘dixieland’ canzonatorio mescolato ad un sound blaxploitation sin dai “Main Title” che ci fiondano in quelle atmosfere poliziesche e da Heist Movie anni ’50 – ’70 tra La Stangata e Shaft il detective. In alcuni momenti si abbozzano leitmotiv folk pensosi (“The Cops and Moses”), che vengono shakerati da sussulti funky-techno-sinfonici action fragorosi in “Moses Driving Through Town” e classicismi mozartiani disorientanti in “Exchange of Envelopes”.

Harold Faltermeyer
L’implacabile (The Running Man, 1987)
Varése Sarabande VCL 0520 1201
35 brani - Durata: 51’13”

Chi ama lo stile caratteristico elettro-pop del compositore tedesco, americano d’adozione, Harold Faltermeyer, quello di Beverly Hills Cop, Fletch e Tango & Cash per capirci, nominato agli Oscar, Golden Globe e ai Bafta e vincitore di due Grammy (Beverly Hills Cop - Un piedipiatti a Beverly Hills e Top Gun), allora avrà pane per i suoi denti. La OST, finalmente in versione integrale, per il fantascientifico distopico L’implacabile (1987) con Arnold Schwarzenegger, Maria Conchita Alonso e Yaphet Kotto, diretti da quel detective Dave Starsky della mitica serie TV anni ’70 Starsky & Hutch, ovvero il bruno riccioluto Paul Michael Glaser, ha il suo punto di forza nell’iconico tema dei titoli di testa “Logo-Bakersfield” e nelle movimentatissime pagine d’azione elettro-techno-rock “Buzzsaw-Richards Fight” e “Broadcast Attack” (con l’incipit uguale a quello saltellante e martellante di Beverly Hills Cop) e nella disco dance anni ’80 “Captain Freedom’s Workout”. Come ho scritto nella mia recensione ai due score di Beverly Hills Cop: “Faltermeyer con queste due partiture ha fatto scuola, creando un sound che ancora oggi è emulato e iper abusato in film del medesimo genere e simili provenienze, e tutt’ora subito riconoscibile e riconducibile al film e all’epoca di appartenenza, i mitici e mirabolanti anni ’80.” Idem per la soundtrack, con reminiscenze carpenteriane, di The Running Man.

Danny Elfman
L’ultima eclissi (Dolores Claiborne, 1995)
Varése Sarabande VCL 1115 1199
CD 1: 20 brani - Durata: 46’06”
CD 2: 11 brani – Durata: 44’06” 
Il nome di Danny Elfman non ha bisogno di presentazioni anche se è giusto riferire le sue 3 nomination agli Oscar e ai Golden Globes, due vittorie agli Emmy, un sodalizio importantissimo con Tim Burton, al pari di quelli nobili di Herrmann/Hitchcock, Williams/Spielberg, Morricone/Leone, Silvestri/Zemeckis, etc. etc., e con Gus Van Sant, oltre le 120 colonne sonore all’attivo. Il periodo solido di partiture entrate di diritto nella storia della Settima e Ottava Arte si può circoscrivere agli anni ’80 – ’90, ai quali appartiene questo capolavoro di score del 1995: l’intenso e teso film drammatico mistery, tratto da un bellissimo libro di Stephen King, L’ultima eclissi (Dolores Claiborne), diretto da Taylor Hackford con Kathy Bates, Jennifer Jason Leigh e Christopher Plummer, gode di una OST che brano dopo brano svela architetture, temi, incisi, climi che percorrono strade sinuose, insidiose, falsamente placide, irte di segreti criminosi – la trama racconta di una giornalista di una grande città che si reca nella piccola cittadina dove sua madre è stata arrestata per l’omicidio di una donna anziana per cui lavorava come domestica – con una aggrovigliata rete pentagrammata (orchestrazioni superbe del fido Steve Bartek) che fa innalzare questa partitura tra le migliori della sua filmografia: brani topici come “Vera’s World”, “The Ferry Ride”, “The Eclipse” e “End Credits” sono qualcosa di indescrivibile a parole. Finalmente ringraziamo l’etichetta statunitense per aver pubblicato questa splendida versione integrale.

Marco Beltrami
Dracula’s Legacy – Il fascino del male (Dracula 2000, 2000)
Varése Sarabande VSD00259
25 brani - Durata: 77’27”
Il moderno Dracula targato anni 2000, prodotto dal compianto Wes Craven con protagonista Gerard Butler sanguinolento conte vampiro, è affidato alle macabre cure compositive dell’italoamericano Marco Beltrami (nomination agli Oscar, Golden Globes, vincitore di Emmy e International Film Music Critics Award) con 140 opere filmiche e televisive nel proprio carnet, che realizza una colonna sonora horror – campo da lui bazzicato in molteplici occasioni con sempre ottimi risultati, ad esempio la saga di Scream, il primo Resident Evil, Il Corvo 3, Warm Bodies – che si destreggia tra vocalismi arabeggianti, sinfonismi possenti e urlanti ‘gore’ ad ogni nota, ambienti sintetici tesissimi e infastidenti, placide arie che sottintendono storie romantiche o presunte tali. Qui e là si affacciano assonanze con il suo idolo Jerry Goldsmith, tanto care a Beltrami che sa come metterle in atto, e pagine elettro-dance disturbanti alla Carpenter, il tutto rimestato con grande appeal. Dei 25 brani presenti in questo sostanzioso album, bisogna citare almeno “Lifeboat (Main Title)”, “Mission Impossible”, “Vault Vixen” e “Sun Also Rises”.