La Tosca

cover la toscaArmando Trovajoli
La Tosca (1973)
GDM 2093
19 brani – Durata: 65’00”

La colonna sonora de La Tosca di Armando Trovajoli si conclude nello stesso modo in cui inizia: con un suono di chitarra, un fischio che intona la strofa del brano “Nun je da’ retta Roma” per poi lasciare spazio al Coro. Un dolce preludio alle note vicende del pittore Cavaradossi (Gigi Proietti), della cantante Tosca (Monica Vitti) e del barone Scarpia (Vittorio Gassman) intervallate da una melodia comica e veloce al sintetizzatore (supportata dai violini) che indica la Chiesa di Sant’Andrea della Valle, dove tutto ha inizio, e altri momenti di sfondo alla storia principale (“Festa a corte” e “Maestà! Cianno fatto li bozzi”).
Dal suono del sintetizzatore si passa ad un flauto che presenta sia Cavaradossi sia, con una melodia più frenetica, l’incontrollabile gelosia di Tosca. Alla loro storia d’amore viene affidato il momento più dolce eseguito dai violoncelli e dai violini che introducono il duetto “Mì madre è morta tisica”. Lo stesso tema verrà accostato anche alla protagonista stessa non solo per indicare che è un personaggio devoto all’amore, ma anche per far notare quanto questo sentimento sia forte anche nei momenti più tragici come l’uccisione di Angelotti (“Tosca a casa di Cavaradossi” e “Irruzione in casa di Cavaradossi”) o l’incontro con il barone a Palazzo Farnese (“Seduzione di Scarpia”).
L’amato di Tosca viene caratterizzato dal brano “Nun je da’ retta Roma” la cui melodia viene ripresa nel duetto “Tu’ madre è morta tisica” per raccontare l’evoluzione dell’amore dei due personaggi: se “Mì madre è morta tisica” è il tema e le parole che descrivono la protagonista, “Tu’ madre è morta tisica” è invece l’unione della musica che caratterizza Cavaradossi (la canzone su Roma) e della variazione del testo che rappresenta la donna che ama. Un connubio, quest’ultimo, che indica un forte sentimento che li terrà insieme fino alla morte.
Il leitmotiv che invece caratterizza Scarpia è un suono di sestine ai flauti che s’insinua nella mente dell’ascoltatore e in altri temi quasi come fosse un veleno: corrode la melodia della protagonista fino ad essere più forte, a scomparire (dopo l’uccisione del barone) e a ritornare a tradimento nel finale di “Tu’ madre è morta tisica” (ovvero quando Tosca capisce che Cavaradossi non è stato fucilato a salve). Non manca anche una caratterizzazione comica del personaggio con “Chi po’ sape’”.
Anche il personaggio di Angelotti (Umberto Orsini) ha una sonorità di riferimento ovvero quella della marcia militare, che poi viene ripresa nel “Canto dei Giacobini”. Nota di merito, invece, ai divertenti brani di ‘contorno’ come la buffa marcia del “Canto dei derelitti” e il corale “Tremate lo stesso’”.
La OST di Trovajoli, come già anticipato, si chiude con la stessa musica dell’inizio: come se questa cristallizzasse le vicende dei tre personaggi principali in un loop infinito. Così “Nun je da’ retta Roma”, il canto di Cavaradossi da Castel Sant’Angelo, diventa quasi il dolce buongiorno e buonanotte quotidiano alla città eterna. E tutti noi di Colonne Sonore non potremmo che essere più felici di ascoltare la voce dell’artista che l’ha interpretata per sempre.
Ciao Gigi.

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