The Thing
Ennio Morricone
La cosa (The Thing, 1982)
Quartet Records QR420
10 brani – Durata: 49’16”

Seconda di genere sci-fi dopo quella per L’umanoide (Aldo Lado, 1978) e prima di Mission to Mars (Brian De Palma, 2000), la partitura de La cosa (1982) è considerata dai fan e critici di Ennio Morricone come una delle sue più interessanti della sterminata, straordinaria produzione del Maestro romano. Più volte riproposta sul mercato in vari formati, è stata ora ristampata in versione remastered (dai nastri originali) dall’etichetta spagnola Quartet Records, rispettando l’ordine della scaletta voluto dal compositore ai tempi della prima uscita del 33 giri marchiato MCA. Ideata come album concettuale, ebbe una lavorazione travagliata, conclusasi con gran dispiacere dell’autore: scritta prima che il montaggio venisse ultimato per problemi di tempistiche produttive e registrata tra Roma (sezioni synth) e Los Angeles (ampia orchestra), fu rimaneggiata dal regista John Carpenter e il suo fidato compositore Alan Howarth, che ritenendola poco in sintonia con il film definitivo aggiunsero nuovi pezzi elettronici. Spiazza perciò alquanto la dichiarazione dello stesso Carpenter riportata nel libro iconografico “Morricone” di Maurizio Baroni, che afferma: “…La musica era incredibile. Chiesi che il tema principale fosse composto <<usando meno note>>. […] Ennio trovò brillantemente il tema musicale per la scomparsa del genere umano. La mia collaborazione con lui fu adorabile…”.
Composta da dieci sequenze evocative, oscure, spaventose e premonitrici, “The Thing” è fortemente claustrofobica e raggelante. I brani esemplari “Bestiality”, “Eternity”, “Despair” e “Humanity (part 2)” sono stati tra l’altro riutilizzati da Quentin Tarantino in The Hateful Eight per il quale Morricone si è aggiudicato il secondo dei suoi due Oscar.
Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview n. 422 – Agosto 2020