Hocus Pocus
John Debney
Hocus Pocus (Id. - 1993)
Intrada Special Collection - Volume 254
32 brani – Durata: 74’25”

La colonna sonora di Hocus Pocus è stata il primo lavoro importante del compo-sitore John Debney, diventata nel tempo un cult di Halloween tanto comica quanto spaventosa.
All’inizio della pellicola, ad esempio, compare la sagoma nera di una strega che sorvola Salem. Quest’ultima viene introdotta nel “Main title” con un coro femminile spettrale per poi lasciare spazio, quando compare finalmente sullo schermo, ad un’esplosione orchestrale con gli ottoni, violini e flauti in un ritmo incalzante e marziale. Questo sarà il suono che identificherà le paurose figure delle tre sorelle Sanderson come regine della notte, ma anche come personaggi comici. Alla fine della prima traccia, infatti, si puo’ ascoltare una piccola melodia ‘goffa’ e quasi comica al fagotto che ricorda molto il poema sinfonico L’apprendista stregone di Paul Dukas (da cui John Debney trae più volte spunto). Il contrasto tra le due melodie lascia un po’ perplessi, ma qui sta la bellezza della costruzione musicale delle tre streghe: bisogna averne paura, ma anche riderne perché loro stesse si definiscono come “tre povere vecchie zitelle inacidite che passa[no] tranquillamente la serata in casa a succhiar via la linfa da una giovane vita”. I brani che maggiormente evidenziano entrambi gli aspetti dei tre personaggi sono “Witches’ Lair”, “To the stake”, “The calming circle” e “Witches flight”Il lato più tenebroso delle streghe è possibile ascoltarlo, invece, nel celebre “Sarah’s theme”, interpretato da Sarah Jessica Parker e musicato da James Horner. Quest’ultimo era stato designato come compositore del film, ma riuscì a scrivere solo qualche altro brano, prima di abbandonare il progetto, che è possibile ascoltare grazie all’edizione Intrada della colonna sonora qui recensita (“Garden of magic No. 1” e “Thackery follows Emily”).
Piccola curiosità: all’etichetta si deve il merito di aver reso nuovamente disponibile una soundtrack considerata rara e, fino a poco tempo fa, introvabile. Un’altra sfumatura musicale riferita alle streghe è quella presente in “Winnie’s lament”: una melodia fatta con strumenti tipici di fine Seicento (epoca in cui le sorelle Sanderson sono esistite) come il clavicembalo, l’ocarina, il flauto dolce e il liuto.
Oltre alla magia, Hocus Pocus s’incentra anche sulla storia del teenager Max, di sua sorella Dani e della ragazza Allison: quando compaiono ogni atmosfera spettrale sparisce dando libero spazio a dolci melodie di flauti e violini fino ad arrivare al primo tema d’amore con l’oboe e il pianoforte (“Meeting Allison”). Il tema più incantevole, però, viene assegnato all’amore fraterno tra il protagonista e sua sorella: “Max and Dani” che possiamo riascoltare in “Graveyard attack” e nel finale di “Springing the trap”. Nota di merito a quest’ultimo brano, riferito al momento in cui le tre sorelle vengono ‘apparentemente’ carbonizzate, è la possibilità di udire in modo chiaro tutti i temi del film: da un’orchestrazione ‘tenebrosa’, si passa al prevalere delle melodie più dolci con il violoncello e una variazione del tema di “Max and Dani”.
Altra nota di merito, invece, alla sezione finale dello score in cui i leitmotiv del film sembrano scontrarsi (da “Winnie catches up” fino a “Witches capture Dani”) finché l’urlo del coro femminile (“Witches demise”) sancisce la fine della melodia delle sorelle Sanderson per procedere verso una serena conclusione con sonorità più angeliche.
In conclusione, una riflessione: a poche ore da Halloween 2020 ci sarà una reunion delle tre streghe per un evento di beneficenza per il New York Restoration Project (In Search of the Sanderson Sisters: A Hocus Pocus Hulaween). Sembra sia una prova schiacciante sulla veridicità di un sequel di Hocus Pocus e si spera che John Debney non abbia altri impegni.