World Soundtrack Awards – Tribute to the Film Composer
AA.VV.
World Soundtrack Awards – Tribute to the Film Composer (2020)
Brussels Philharmonic Conducted By Dirk Brossé
Presented by Film Fest Ghent
Silva Screen Records SILCD1625
15 brani – Durata: 64’00”
Breve cronistoria del World Soundtrack Awards così come restituita nel libretto del CD: “Vent’anni fa la World Soundtrack Academy ha consegnato i primissimi World Soundtrack Awards. Da allora sono diventati di fondamentale importanza in tutto il settore. I premi non solo hanno rafforzato l’identità del Film Fest Ghent, ma sono stati anche il trampolino di lancio di un compositore per gli Oscar, i Golden Globe e i BAFTA. Se l’Europa è attualmente la metropoli della musica per film, dapprima Ghent ne è stata l’ispirazione. Mediante un concorso incentrato sull’impatto della musica sui film, proiezioni di film muti con musica dal vivo e concerti di maestri come Nino Rota, Bernard Herrmann ed Ennio Morricone, Film Fest Ghent è stato il punto d’incontro preferito dei compositori dal 1986. Molti di loro hanno voluto consolidare la loro amicizia e i contatti professionali, che hanno portato alla nascita della World Soundtrack Academy. Grazie all’Accademia e alla cerimonia di premiazione annuale, i compositori di musica da film non erano più rinchiusi nei loro studi di registrazione. I loro score raggiunsero l’aldilà e vennero a guadagnare nuovi significati grazie al risultato ottenuto dalle esibizioni dal vivo di fronte al pubblico. Il Film Fest Ghent ha realizzato tutto questo e li ha onorati perpetuando quell’aldilà a Gand con una serie di album. Per celebrare il ventesimo anniversario della WSA, l’album è composto da composizioni di tutti i vincitori del premio “Film Composer of the Year”. Godetene! Grazie a tutti coloro che, in un modo o nell’altro, hanno contribuito alla storia di successo dei WSA. Non ultimo alla Filarmonica di Bruxelles e al nostro direttore musicale, il maestro Dirk Brossé”. Ecco spiegato il perché di questo eccellente album commemorativo, vero e proprio tributo ai compositori da film, sotto forma compilatoria di grandissimo spessore e importanza, non soltanto archivistica e collezionistica, ma in special modo esecutiva. Una selezione intelligentissima e meticolosissima di temi e suite, per nulla ovvia e rispecchiante la grande conoscenza della materia cine-musicale da parte di chi ha creato questo prestigiosissimo riconoscimento internazionale, che rende questo “World Soundtrack Awards – Tribute to the Film Composer” uno scrigno ineguagliabile di rarità e di score note rieseguite da far strillare al capolavoro. Solo i nomi scelti per rappresentare questi gloriosi vent’anni bastano a convincersi immediatamente di comperare il CD, confezionato con la solita cura certosina dall’etichetta inglese Silva Screen Records, con un audio eccellente da far tremare le pareti di casa, soprattutto quando l’apertura dell’album è affidata alla maestosa pomposità ufficiale della “World Soundtrack Awards Fanfare” del compianto ingegno compositivo di Elmer Bernstein, scritta apposta per la cerimonia di premiazione del 2002 con il titolo originale “For Flanders”, qui registrata per la prima volta. Bernstein (New York, 4 aprile 1922 – Ojai, 18 agosto 2004) fu un carissimo amico del Festival sin dal 1993 in cui venne invitato per la sua splendida e sentimentale colonna sonora de L’età dell’innocenza, celeberrimo autore delle musiche per I dieci comandamenti, I magnifici sette, L’uomo dal braccio d’oro, La grande fuga, Ghostbusters e Lontano dal Paradiso, con 14 candidature all’Oscar e una sola vittoria per Millie nel 1968.
La seconda traccia, la “Red Sparrow Suite” dal film omonimo del 2018 con Jennifer Lawrence, composta da James Newton Howard (le saghe di Hunger Games e Animali fantastici), vincitore del premio WSA per “Film Composer of the Year” nel 2008 e ospite d’onore al concerto WSAwards del 2012, è un gioiello compositivo che strizza l’occhio al Bernard Herrmann hitchcockiano de La donna che visse due volte: l’overture, qui rieseguita in versione leggermente abbreviata nella durata (6’36” anziché gli 11’ dell’originale), è da elogiare come espresso nelle parole di Roberto Pugliese nella recensione della nostra rivista: “trattasi per l’appunto di un pezzo da concerto autoconcluso, sviluppato secondo uno schema di forma-sonata senza soluzione di continuità con continui inserimenti solistici e concertanti. Il dipanarsi iniziale degli archi contiene qualcosa di oscuro e misterioso ma carezzevole, sottolineato dal dolce e malinconico intervento tematico dell’oboe, sino ad un episodio più mosso e di sapore inequivocabilmente “slavo”, non immemore del Ciaikovski di “Romeo e Giulietta” e dagli sviluppi contrappuntistici sensazionali; a questo segue una coda di nuovo lenta e solennemente scandita dalle percussioni ma con sonorità più fredde e inquietanti dell’incipit”. Un brano memorabile e come se ne scrivono pochi oggigiorno nelle colonne sonore per il Cinema.
Subito dopo è la volta del “Main Title” da Paura (1996) con Mark Wahlberg e Reese Witherspoon, scritta da Carter Burwell (Fargo, Twilight, Tre manifesti a Ebbing, Missouri), “Film Composer of the Year” nel 2016 per Carol di Todd Haynes, il quale ha presentato la sua musica per film in concerto ai World Soundtrack Awards 2018: traccia in puro stile burwelliano con percussioni tribali conclusive dopo un inizio meditativo e pastorale dai tratti tuttavia solenni. Alberto Iglesias, due volte vincitore del WSA “Film Composer of the Year” nel 2006 e nel 2012, viene rivelato attraverso il brano “Soy Marco” da Parla con lei (2002) del sodale Pedro Almodóvar (11 collaborazioni insieme), elegia funebre che si palesa sotto le sembianze di un lentissimo tango straziante (al violino solista l’intenso Henry Raudales). Dopo è la volta del premio Oscar Elliot Goldenthal (Alien³, Batman Forever, Heat – la sfida, Intervista col vampiro), che ha vinto il premio “Film Composer of the Year” nel 2003 per lo score di Frida (scritto per la sua compagna, la regista Julie Taymor), presentato nell’album con la traccia “The Homecoming” da Cobb (1994) con Tommy Lee Jones: tema pucciniano nella sua forma originaria di adagio melanconico e liricamente affranto con un finale leggermente fastoso, che in alcuni passaggi rammenta anche Herrmann e alcune pagine del successivo Howard Shore più meditabondo della trilogia de Il signore degli anelli. Il premio Oscar e alla carriera del WSA 2020 Gabriel Yared (Il paziente inglese, Le vite degli altri, Ritorno a Cold Mountain), viene ossequiato con la partitura rifiutata di Troy di Wolfgang Petersen con Brad Pitt del 2004, sostituita da quella più routinaria di James Horner: una suite, registrata per la prima volta assoluta, epicamente monumentale in cui si stagliano con robustezza e leggiadria il tema d’amore di Elena e Paride e quello energico della battaglia finale, tra interventi corali sacri e un crescendo orchestrale poderoso e insinuante; un vero peccato che questa OST non abbia ancora visto la luce discograficamente, quindi speriamo in una mente illuminata che decida di stamparla! Il compianto Jóhann Jóhannsson, ha vinto il premio WSA come “Film Composer of the Year” per due anni consecutivi (2017 e 2018), ivi presente, con il collega Rutger Hoedemaekers, con il pezzo inedito “When at Last the Wind Lulled”, quasi premonitore della sua troppo prematura scomparsa: un’elegia funeraria dolorosissima.
Il titano John Williams (le saghe di Indiana Jones, Guerre Stellari ed Harry Potter), aggiudicatosi il primissimo premio “Film Composer of the Year” per A.I. Artificial Intelligence, invece che essere omaggiato con score pompose e magniloquenti lo si ascolta nella sua vena poeticamente più contemplativa e delicatamente appassionata del pezzo “The Face of Pan” tratto da Hook di Spielberg del 1991. Il talentuoso Nicholas Britell, nominato due volte all’Oscar (Moonlight e Se la strada potesse parlare), premio WSA “Discovery of the Year” nel 2017 per il summenzionato Moonlight di Barry Jenkins e “Film Composer of the Year” nel 2019, si palesa con una “Suite” dalle prime due stagioni della serie Succession, mai prima d’ora registrata e incisa su album: sinfonismo a profusione in un vorticoso inseguirsi di rimandi volutamente classici mescolati all’oramai già iconico tema dei titoli di testa. Un lavoro eccelso! A seguire il premio Oscar Mychael Danna (Il dolce domani, Little Miss Sunshine, Il viaggio di Arlo) che ha vinto il “Film Composer of the Year” nel 2013 per Vita di Pi ed è stato ospite d’onore ai WSAwards 2007: lo si ascolta nella meravigliosa “Suite” da Monsoon Wedding: Matrimonio indiano (2001) di Mira Nair con gli assolo struggenti al bansuri (flauto traverso indiano) di Manuel Hermia. Il premio Oscar Alexandre Desplat, cinque volte insignito come “Film Composer of the Year”, nonché ospite d’onore per eccellenza in occasione del 20° anniversario della WSA, viene onorato con la cerebrale “Suite” da The Imitation Game (2014) che raggruppa tre pagine topiche dello score originale.
Patrick Doyle (Harry Potter e il calice di fuoco, Thor, L’alba del Pianeta delle Scimmie) ha arrangiato appositamente per questo album la canzone dei titoli di coda di Assassinio sull’Orient Express del fido Kenneth Branagh, “Never Forget” dall’impetuoso fascino poetico senza pari. Dalla poesia in note alla cavalcata eroico fantascientifica della “Suite” dai tre Star Trek reboot del premio Oscar Michael Giacchino (Lost, Up, JoJo Rabbit) che è stato sia “Discovery of the Year” nel 2005 per Gli incredibili che “Film Composer of the Year” nel 2015 ai WSAwards: un reale monumento all’epica musicale delle colonne sonore sci-fi della grande Hollywood del passato con l’apertura del “Tema principale” per Star Trek (2009), succeduto dal leitmotiv solenne della Yorktown da Star Trek Beyond (2016) e passando al tenebroso tema “Ode to Harrison” da Star Trek into Darkness (2013), per concludere pompieristicamente con il tema dell’intera saga. Angelo Badalamenti (Velluto blu, Twin Peaks), “Film Composer of the Year” nel 2005 e premiato alla carriera nel 2008, è il penultimo della track list con l’affascinante e appassionato arrangiamento sinfonico del tema “The Voice of Love” dal capolavoro di David Lynch (e prequel della serie TV) Twin Peaks: Fuoco cammina con me (1992).
E non poteva esserci miglior chiusura di un CD celebrativo di tale entità esecutiva – uno smagliante Dirk Brossé sul podio della straordinaria compagine Brussels Philharmonic in una performance che illumina ogni nota di nuova veste sonora pur trattenendone le tonalità originali – con la suite “Tribute to the Film Composer” (come da titolo della raccolta) che il geniale John Williams arrangiò in maniera altrettanto geniale per la Notte degli Oscar del 2002 per riverire i suoi illustri colleghi compositori (Alfred Newman, Max Steiner, Bernard Herrmann, Henry Mancini, Ennio Morricone, Nino Rota, James Horner, Bill Conti, John Barry, Maurice Jarre, Elmer Bernstein, Randy Newman e alcuni altri) e le rispettive colonne sonore iconiche: 4’25” di pura gioia musicale e vivace assemblaggio intelligente, raggruppante 23 temi da film storici – in ordine di apparizione la fanfara della Warner Bros., Casablanca, Quarto potere, la fanfara della 20th Century Fox, Guerre Stellari, Lo sparviero del mare, Io ti salverò, Titanic, Psycho, Lo squalo, La pantera rosa, Exodus, La mia Africa, Il dottor Zivago, Il ponte sul fiume Kwai, Patton, Rocky, I magnifici sette, Il migliore, Nuovo Cinema Paradiso, Il padrino, E.T., Via col vento.
Una compilazione da possedere ad ogni costo nella propria collezione di colonne sonore perché di quelle che, se sfuggono di mano, un giorno subentrerà il pentimento di non averla acquistata per tempo appena pubblicata. Collezionista avvisato, mezzo salvato!