The Best Soundtracks of Pericle Odierna

cover odierna best soundtracksPericle Odierna
The Best Soundtracks of Pericle Odierna (2020)
Heristal/Pesi&Misure APMCD325
25 brani – Durata: 62’36”



Fresco vincitore del prestigioso premio Globo d’Oro 2020 per la colonna sonora dell’opera prima Picciridda – Con i piedi nella sabbia (leggi recensione), il compositore Pericle Odierna (intervistato a Soundtrack City da me e Marco Testoni), viene omaggiato con questa preziosa raccolta dall’etichetta Heristal/Pesi&Misure, che sino ad oggi ha pubblicato e stampato su CD, per fortuna, buona parte delle sue score. Compilazione accurata che contiene estratti da partiture per il Cinema, TV, spot pubblicitari e Teatro, per un totale di 16 opere spalmate su 26 tracce della durata complessiva di un’ora di ascolto variegato e poeticamente sensibile. Come avevo avuto modo di esprimere già a suo tempo in una mia intervista a Odierna (leggi qui), dove lo avevo definito uno “Scultore di Note”, ribadisco che trattasi seriamente di compositore intimista, sfaccettato e dalla spiccata carica espressiva, sapiente nell’intervallare una mediterranea gioiosità con un’intellettuale padronanza nel saper elaborare suoni e relativi strumenti di varia natura e provenienza: nasce a St. Albans, nell’Hertfordshire, in Gran Bretagna nel 1965, e si diploma in clarinetto al Conservatorio di Musica di Stato di Salerno, divenendo un rinomato polistrumentista.
L’album si apre con lo struggente e delicatissimo leitmotiv di “Sara” dal film del 2013 La settima onda per passare al tema lirico popolare alla Piovani di “Bruno e Gina” dal documentario omonimo del 2014. “Il 1400 in Italia” muta il tono intimo dei primi due brani d’apertura del CD, con un incedere drammatico action da poliziesco Made in USA, per synth e percussioni su tappeto d’archi che espongono il tema portante scritto per il docufilm del 2017 Leonardo, The Man Who Saved Science. “Sentimental Havana” per piano solo, percussioni etniche, basso e sintetismi eterei e avvenenti, raffigura una bossa nova di suadente bellezza per il film Cubanìa del 2020. Con il pezzo “Con i piedi nella sabbia” si giunge allo score di quest’anno, vincitore del succitato Globo d’Oro, ovvero Picciridda dove la chitarra acustica solista di Riccardo Corso, su archi e strumenti etnici in controcanto, intona il meraviglioso tema sconsolato del film tratto dal romanzo omonimo di Catena Fiorello, autrice anche della sceneggiatura insieme al regista Paolo Licata. “Asade e Bologna” dal cortometraggio Asade è un brano di matrice classica nel leitmotiv, tra Vivaldi e Barber, che a metà vira verso lidi mediterranei etnico ritmici più moderni per poi assumere, sul finire, tratti minimali. “Leone & Giampiero” è un pezzo free jazz virtuosistico, che ancora una volta mostra il marcato eclettismo di Odierna, questa volta per una commedia filmica dal medesimo titolo del 2006. “Senza amore”, dall’omonimo film del 2007, è un brano classico affliggente per violoncello solo e violini. “Poeti e navigatori” dalla serie TV del 2018 Italia, poeti e navigatori è la sigla principale vibrante poetica emozionalità verso il nostro Bel Paese e le sue bellezze artistiche e paesaggistiche indiscusse: traccia trascinante! “Dedicato a Nino” dallo spot del 2010 Olio extravergine di oliva italiano già dal titolo dichiara l’amore sperticato di Pericle per il grandissimo Nino Rota e la sua armoniosa e popolare gradevolezza musicale, che qui viene fuori in tutta la sua più sublime essenza – qui e là si ravvisano assonanze anche con il Luis Bacalov da Oscar de Il postino –. “Favoletta” dalla commedia cinematografica Fallo per papà del 2012 è un minuetto classicheggiante dalle ondeggianti armonie che fa il pari con il bellissimo valzer successivo che prende il titolo dallo spettacolo teatrale Ho perso la faccia (2008) per cui è stato scritto. Il corto Una notte ancora del 2012 gode di un tema di rotiana memoria, assai doloroso, “S’agapò”. “Leonardo artista” da Leonardo, The Man Who Saved Science vive di suggestioni mediorientali tra modernismi synth e ritmiche etniche incisive. “Il leone di vetro” dalla pellicola omonima del 2014 (premio “Massimo Troisi” miglior colonna sonora consegnato dal compianto Stelvio Cipriani nel 2014) è un leitmotiv di silvestriana essenza con sfumature minimaliste alla Desplat di sottile gentilezza: premio allo score meritatissimo. “La settima onda”, dal summenzionato film, tocca vertici di elevata commozione nel suo pianismo tematico alla Stelvio Cipriani di Anonimo veneziano, con archi in controcanto in levare, vocalismi cupi e il flauto shakuhachi che esegue anch’esso il tema portante. La chitarra acustica di Riccardo Corso nella performance affranta di “Chitarra melanconica” di Cubanìa è da pelle d’oca. “Il padre di mia figlia” dal film omonimo del 2016, per inquieto violoncello solista e piano minimale reiterato, a scandire la drammaturgia della trama. Movimentato brano etnico africano dalle nuance beffarde partenopee in “Mo vi mento” dal film medesimo del 2018 che sprizza grottesche armonie in tutta la sua energica durata. “Donna Maria” da Picciridda ha in grembo tutta la liturgica e popolana sicilianità melodica dal profondo afflato commovente. “Amanti” da Il leone di vetro è un tema reiterante glassiano altamente drammatico, per piano solo e archi contrapposti, e il duduk sul finire. Leitmotiv valzeristico alla Pino Donaggio di aerea soavità “Mr. Valzelà nel sogno” per il teatro di Ho perso la faccia. “Tema di Luigi” da Senza amore ci presenta un tango mediterraneo dai tratti melò. La canzone melanconica e straziante “Accussì” con la voce accorata di Loredana Marino e le liriche sentite di Pino Ingrosso, estrapolato da Picciridda, è di quelle talmente belle e intense da riascoltare all’infinito. Si chiude con il tema grottesco portante, in forma di marcia, di Fallo per papà, simil Johnny Stecchino di Evan Lurie di benigniana memoria: citazionismo divertito e divertente

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