First Time on CD

cover first time on cdEnnio Morricone
First Time on CD (2019)
Pesi&Misure/Heristal APMCD249
13 brani – Durata: 45’18”



Stavolta, visto che parliamo nuovamente di Ennio Morricone ma riferendoci ad un’ennesima compilazione a lui dedicata, messa alle stampe prima della sua scomparsa il 6 luglio scorso all’età onorabile di 91 anni, si potrebbe sorvolare su preamboli alquanto noti sulla sua sterminata carriera cine-musicale e andare dritti al sodo, ossia recensire la straordinarietà dei brani selezionati (per la prima volta su CD come ‘urla a gran voce’ il titolo dell’album); 13 pezzi appartenenti a pellicole denominate (erroneamente, per buona maggioranza dei casi) ‘minori’ degli anni settanta, con colonne sonore facenti parte del catalogo dei master originali dell’etichetta italica Cometa Edizioni Musicali della compianta Ivana Mattei, compilati, scelti e prodotti da Pietro Paluello della Pesi&Misure, dapprima stampate solo su vinile. Il CD apre le danze meditative, grottesche, gioiose, empiriche, liturgiche e leggere – a dimostrazione del grandissimo rigoglio compositivo che vi era nella figura di questo titano della Film Music come pochi altri al mondo – con la traccia sinfonica semiseria, parzialmente epicizzata, con uso abbondante di voci e sberleffi, rumori dissacranti, “Grande Ouverture”, tratta dalla commedia drammatica, vincitrice del David di Donatello per la sceneggiatura, Attenti al buffone di Alberto Bevilacqua, con Nino Manfredi, Eli Wallach e Mariangela Melato; poi si passa all’”Adagio sacrale n.1” che già dal titolo indica la sua vena sonora clericale e contemplativa, scritto per il programma TV L’uomo e la magia, al valzer piacevole “Come un girotondo” intriso di quel tematismo dolce tipico del Morricone più amorevole e soft, composto per il film di Roberto Faenza Forza Italia!, documentario sulla situazione politica d’Italia nel dopoguerra e negli anni del Miracolo economico italiano; sempre da Attenti al buffone il melanconico e tristemente disperato “Larghetto”, per archi, arpa e chitarra acustica; “Tra la foresta e il mare” dalla serie televisiva L’Italia vista dal cielo (episodio sulla Sardegna) vede un Morricone new age che in 8’00” illustra un paesaggio bucolico quasi astratto e soltanto all’apparenza incantato e primitivo, con impiego di strumenti etnici, percussioni tribali, suoni lievi (arpa, pizzicati degli archi, flauti, campane, piano e vocalizzi incorporei) con una parvenza tematica che gioca a nascondino emotivamente con le stesse note che escono dal suo pentagramma; “Largo” è struggente sin dalla sua apertura che esalta la coralità drammaturgica degli archi ma non si sa a che produzione del piccolo o grande schermo sia appartenuto come composizione; “Pavana” di nuovo da Forza Italia del 1977 è un inno delicatissimo in stile ‘Pomp and Circumstance’ di cui il compositore romano premio Oscar era un ‘mago’ nel tirarli enfaticamente fuori dal proprio cilindro di note; “Rondò capriccioso” e “Adagio primo”, nonché “Allegretto”, dimostrano tutta la versatilità classica e bachiana, in special modo, del suo autore, tra melopee, valzer giocondi e danze pastorali: brani chissà composti per quale commissione visiva! “Ricerca notturna” è musica tipica da poliziesco, aggressiva con un crescendo pregno di piano ritmico, sonagli, chitarra elettrica e tromba distorta. L’incedere da ‘duello al sole leoniano’ del pezzo “Sardegna” e l’”orrore” insinuante liturgico di “Organo nel vento”, estratti dal già citato L’Italia vista dal cielo, chiudono un album di folgorante elaborazione che ad ogni traccia trasuda genialità d’ispirazione ed esecuzione. Che rende ancora più logorante la recente dipartita di un Maestro che lascia un vuoto immenso nell’Ottava Arte! Deo gratias che resta la sua Musica a colmarne la mancanza fisica terrena. Per merito, anche, di queste raccolte ‘intelligenti’.

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