Pillole di Note: Focus sull’etichetta Universal Music

Pillole di Note: Focus sull’etichetta Universal Music
Colonne Sonore – Immagini tra le note riprende la rubrica, sospesa causa pandemia globale, dedicata alle recensioni di partiture o compilazioni di una sola etichetta in particolare, specializzatasi ovviamente o in parte alle Soundtracks. Di volta in volta la prendiamo in esame con le sue nuove o meno recenti pubblicazioni ma che secondo la nostra redazione sono di rilevante interesse per voi bramosi lettori, sempre alla ricerca di nuove chicche cine-musicali che, nella vastità di uscite settimanali e mensili di varie etichette nostrane e internazionali, potrebbero sfuggire, così non scoprendo, con grande vostro rammarico, patrimoni sonori nascosti. La rubrica prende il nome semplicistico ma diretto di ‘Pillole di Note’, ovvero mini recensioni di un certo qual numero di colonne sonore che differenziano dalle solite nostre classiche recensioni di lunghezza più o meno variabile.
E questo mese analizziamo l’etichetta internazionale Universal Music e le sue unificate Decca, Deutsche Grammophon, etc. etc. (https://www.universalmusic.com/):

Jóhann Jóhannsson & Yair Elazar Glotman
Last and First Men (Id. – 2017)
Deutsche Grammophon 483 7415 GH3
Lato A: 6 brani
Lato B: 3 brani
Lato C: 6 brani
Lato D: 5 brani
+ Bonus Blu-ray Disc film Last and First Men – Narrazione di Tilda Swinton

Jóhann Jóhannsson
Personal Effects (Id. – 2009)
Deutsche Grammophon 483 8386 GH
Lato A: 9 brani
Lato B: 7 brani

Due generi cinematici: fantascienza (Last and First Men) e dramma (Personal Effects). Un’unica personalità musicale: Jóhann Jóhannsson. In verità, nel primo caso, coadiuvato dal collega, facente parte della New Wave compositiva nordica (per chiarirci Hildur Guðnadóttir, Ben Frost, Geoff Barrow, Ben Salisbury, Dustin O’halloran, Hauschka, Ólafur Arnalds), Yair Elazar Glotman – compositore che combina classicismo ed elettroacustica –.
Jóhann Jóhannsson è scomparso troppo presto dalle scene cine-musicali odierne, a causa di un’overdose di cocaina e medicine il 9 febbraio del 2018 nella sua casa di Berlino; avente una ‘Voce’ sonora ben codificata e chiara, pur rientrante nel minimalismo più battuto da tanti colleghi (che si rifugiano in esso quando non hanno talento), ma con ben altre onde emotive e logiche compositive da divenire subito riconoscibile e apprezzato globalmente (18 vittorie e 64 candidature, tra cui due nomination agli Oscar per La teoria del tutto e Sicario, aggiudicandosi con il primo un Golden Globe per le migliori musiche), viene stampato per la prima volta in vinile dalla sempre attenta Deutsche Grammophon. La quale realizza due 33 giri, uno doppio, edizione deluxe, contenente la colonna sonora del film fantascientifico Last and First Men diretto proprio da Jóhannsson, con narrazione dell’attrice inglese Tilda Swinton, e il blu-ray del medesimo più tre poster artistici della pellicola, e uno singolo con la OST per il film drammatico con Michelle Pfeiffer, Ashton Kutcher e Kathy Bates, Personal Effects.
Se pensate per Last and First Men alla potenza espressiva di una partitura avanguardistica nel linguaggio e dall’impatto uditivo folgorante come Arrival, allora siete fuoristrada perché questo score del 2017 è, a detta del Manchester Evening News “un requiem mozzafiato per l’ultima specie umana nella civiltà, maestosamente messa insieme in sette anni dal compositore che è destinato alla pura grandezza”: direi un’enfasi espositiva che calza a pennello alla composizione di Jóhannsson e Glotman tra ambient e lunghe rarefazioni riflessive e alienanti (mi si passi il termine più che appropriato dato il genere trattato!) che dai solchi dei due vinili si anima e conduce in un labirintico avvicendamento di percezioni strumentali reali, vocali (al violoncello e come vocalist la premio Oscar per Joker Hildur Guðnadóttir) e sintetiche da cadere in trance. Tutto ciò che viene narrato, dalla voce immaginaria e glaciale della Swinton, nel film – due miliardi di anni in avanti, una futura razza di umani si trova sull’orlo dell’estinzione, e tutto quel che resta del mondo sono monumenti solitari e surreali, che trasmettono il loro messaggio nel deserto – è tramandato musicalmente con un perdurante anelito vibrante rimpianto e amarezza, pur credendo in una rinascita spirituale totalizzante.
In solitaria sul dramma di un ventiquattrenne lottatore che incontra una mamma di 20 anni più grande, anch’ella in terapia di gruppo per famiglie vittime di un omicidio (in questo caso la sorella e il marito), si prodiga ad aiutare il figlio adolescente sordo di Lei, e nel frattempo attendono le condanne per i processi per omicidio, Jóhannsson compone una partitura emotiva e dura (piano, synth, City of Prague Philharmonic Orchestra e Sinfonietta Cracovia) che in “Annie’s Death (Live in Krakow)” esplica tutta la poetica intimista di questo compositore non in pace con sé stesso data la fine impensata e tragica.

Gary Clark/AA.VV.
Modern Love (Id. – 2019)
Decca Records 0841351
Lato A: 6 brani
Lato B: 7 brani
Bellissima, divertente, commovente ed emozionante serie TV basata su una rubrica del New York Times di storie vere, che indaga relazioni, amori e connessioni umane delle più disparate e inaspettate. Cast efficace di volti noti, tra i quali Anne Hathaway, Tina Fey, Andy Garcia, Catherine Keener, Dev Patel, e la regia ‘coinvolta’ e ‘coinvolgente di John Carney (i musicali e appassionanti Once e Tutto può cambiare, veri film per chi AMA la MUSICA), anche ideatore e sceneggiatore di alcuni episodi, insieme ad altri autori e registi, ha nella colonna sonora, stampata in vinile trasparente, un ulteriore punto di forza. Canzoni originali scritte dal cantautore, compositore, produttore musicale Gary Clark (classe 1962) con liriche di Carney, orecchiabili scrigni preziosi di note e parole che vanno dritto al cuore, tra pop anni ’80, folk odierno, motivi canzonatori, pezzi soft e contributi di songs di Regina Spektor, David Bowie, Steve Earle e altri. Canzoni da groppo in gola “The Lost and Found”, la sigla “Setting Sail” (rammenta una canzone di Scrivimi una canzone con Hugh Grant e Drew Barrymore) e la spensierata giovialità di “Bipolar Girl” cantata da Anne Hathaway.