Tutta un’altra vita

cover tutta unaltra vitaCris Ciampoli
Tutta un’altra vita (2019)
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27 brani – Durata: 57’00”



La gradevole canzone pop “Full of Love”, che apre la OST della commedia con Enrico Brignano Tutta un’altra vita, per la regia di Alessandro Pondi, ha il sapore delle ballad alla Savage Garden con un’agguerrita impronta canora della sua interprete, Chiara Ciampoli, moglie del compositore, in puro stile Eurythmics. Canzone che proprio in questi giorni è salita alla decima posizione nella sezione Top Ten Brani di iTunes, insieme ad una sfilza di canzoni internazionali di enorme successo.

Il compositore Cris Ciampoli (Tides, La mia famiglia a soqquadro) (leggi intervista) ha le carte in regola per commentare musicalmente l’esistenza routinaria del tassista romano Gianni (Brignano) che per un colpo di fortuna (o forse sfortuna, visto come si evolveranno gli eventi narrati) ritrova le chiavi di una sontuosa villa, lasciate nel suo taxi da una coppia di ricconi, appropriandosi della loro vita e abitazione lussuosa. Nei panni di un ricco, incontrerà una donna, Lola, che gli mostrerà cosa voglia dire avere ‘tutta un’altra vita’. Ciampoli dopo la canzone d’apertura, ci presenta un tema swingante alla Pantera Rosa, “La prima volta in villa” e subito dopo uno scat brioso “Corsa all’ospedale”, per proseguire con una divertente canzone ‘salsa’ che sbeffeggia simpaticamente il Santana di “Corazon Espinado” featuring Mana. “La seconda volta in villa” ripresenta il tema manciniano di cui sopra che sottolinea, con uso piacevolmente swing della voce femminile della Ciampoli, il tono circospetto ma ridicolo del protagonista Gianni che ha deciso di svoltare alla grande in modo definitivo; poi il brano vira verso lidi soul (Chiara ha una voce notevole e incisiva) e folk sul finire del tema portante, ritornante con disinvoltura nel suo perenne andirivieni. “Como se” è un’incantevole canzone bossa nova con la suadente e sensuale Chiara che tra il citato Santana (nell’utilizzo cantabile e codificato della chitarra elettrica) e ritmo brasileiro cangia in modo superbo l’andatura della partitura: a proposito, tutti gli strumenti sono suonati dal compositore stesso in modo impeccabile. “Sadness” muta il tema principale per chitarra acustica, percussioni, tastiere e sintetismi vari in elegiaca melanconia. “Sono una Escort” ha un sound blues atmosferico parecchio amabile. “Why” è l’ennesima canzone in inglese di Chiara Ciampoli che nella sua essenza indie pop molto british delinea paesaggi romanticamente placidi e dolcissimi. “La la La la La” è una fanciullesca filastrocca pop divertente. “James Bond”, a dispetto del titolo, è una canzone disco anni ’70 dalla cupa voce maschile. “Di fretta e furia” suona tecno disco e spezza, come per “James Bond”, l’andamento finora pacato e sobrio dello score. Altra canzone, “Time Goes by”, rockeggiante. “Kid Field” è rock strumentale dapprima che nella seconda parte diviene cantabile e digrada nel blues alla Ry Cooder sotto anfetamine. Rock pop palpitante ed euforico è “Engaged”. In “La moglie inferocita” riappare il tema manciniano che quasi cauterizza i toni fin d’ora eccitati e ballabili, cosa che con il successivo “I Gotta Dance” vengono a rituffarsi in un frenetico sound puramente settanta Motown. Anche “Shake & The Party” fa l’occhiolino alla Donna Summer moroderiana in maniera divinamente e goliardicamente citazionista. “Arriva il padre” scivola via come seta fine su un corpo bellissimo addormentato che viene però scosso da un imprevisto poco piacevole. “Moments in Love” fa tenerezza nel ricordare alcuni leitmotiv anni ’70 - ‘80 di sigle di telefilm Made in USA o le ballate pop dance di Mike Francis. “Titoli di coda” chiude in modalità soul con la splendida voce di Chiara, che nella seconda parte diviene suite strumentale funky jazz di stravolgente bellezza e dinamica.
Un vero plauso all’ecclettico comporre e suonare di Ciampoli (anche voce nelle parti maschili) e all’incredibile virtuosismo vocale e canoro della moglie Chiara, la quale ha suonato il pianoforte in alcune tracce con esecuzione più accurata – la batteria jazz swing invece è ad opera di Marco Ciampoli, fratello del compositore, e lo strepitoso mastering affidato al grande Antonio Baglio, ingegnere del suono che adesso vive a Miami, richiestissimo da molti cantanti di fama sia italiani che stranieri – che rendono questa colonna sonora esuberantemente simpatica da udire a ripetizione.   

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