Music for an Imaginary Thriller
Louis Siciliano ALUEI
Music for an Imaginary Thriller (2020)
Film-Music Records digital only
5 brani – durata: 31’27”
Per Louis Siciliano, che ho avuto l’enorme piacere di intervistare telefonicamente in questo periodo di reclusione obbligatoria, da rispettare senza se e senza ma: “questo album nasce perché, in questo momento critico delle nostre vite, dove tutto rimarrà fermo per un bel po', forse l’unica possibilità era scrivere musica per un thriller immaginario che poi, ora come ora, così immaginario non è. Quindi un qualcosa che mi divertisse e mi stimolasse; ma quando dico ‘divertire’ mi esprimo nel senso mozartiano del termine, ovvero ‘Musica come atto di gioia’ che fa scaturire da noi stessi la gioia dell’indagare e del creare. E’ un album interessante, creato e suonato, ovviamente, da solo, con qualche sovraincisione successiva, coadiuvato, in uno studio di registrazione nella campagna umbra, dal grande ingegnere del suono, fonico e produttore musicale, tra gli altri di Demetrio Stratos, Vinicio Capossela, del Canzoniere del Lazio, Pasquale Minieri. Il tutto nasce da una cellula leitmotivica sviluppata al piano; quindi un album classico con vari temi noir, thrilling, che è il genere che amo tantissimo da musicare per il Cinema e ascoltare, come pubblico fruitore, essendo anche un ammiratore sperticato del sodalizio tra Bernard Herrmann e Alfred Hitchcock. Quando ho la possibilità di poter scegliere che film commentare, mi butto sul genere thriller che apprezzo più di tutti gli altri generi cinematografici”.
Dopo cotanta premessa, questo concept album, dal marcato mood cinematico musicale, del compositore campano dalla fama internazionale, da noi premiato nel 2016 per la frizzante colonna sonora della spensierata e gradevole commedia A Napoli non piove mai, film diretto e interpretato dal partenopeo Sergio Assisi, e più volte recensito tra le nostre pagine web (Principessa, Il rabdomante, 20 sigarette), e intervistato in diverse occasioni, dal titolo esplicativo di cui sopra, Music for an Imaginary Thriller, apre il suo excursus sonoro con il lunghissimo brano “L’ignoto” di ben 15’05”. Una traccia che pulsa su un tappeto sospensivo sintetico dalle atmosfere fosche e guardinghe che, nella predominanza del leitmotiv pianistico desolato e desolante, svela tutta la sua essenza noir classica, pur tuttavia esigente di un modernismo thrilling astratto e gravido di tanto Cinema giallo attuale, sia nelle movenze synth tenebrose e aeree, quasi avvicinantesi alla scary music più pura (in special modo nella seconda parte del pezzo), nondimeno tracciante vie neoclassiche da thriller argentiano o baviano anni ’60 – ’70. Una lunga e satura discesa agli inferi, ossia quell’ignoto perturbante che oggi come oggi, con la situazione Covid-19 che ci riempie di ansie e incertezze sempre più, è quanto mai tematicamente attuale e disvelante emozioni che in buona parte cerchiamo di tenere nascoste, ma che Siciliano ci obbliga a scrutarle con il Suo sentire (comporre) che diviene anche il Nostro. “L’eau et la terre” si apre con un’arpa dai toni orientaleggianti che viene interrotta da liquescenze sonore e percussioni sospese le quali, come da titolo del pezzo, alitano ‘acqua e terra’, con intromissione di vari strumenti etnici distillati sapientemente (Aluei è un polistrumentista eccezionale), sui quali sovrasta un clarinetto jazz che esegue un tema – ora sì che appare – stilisticamente noir anni ’40: un brano fuorviante che soltanto sul finire si mostra thrilling nella sua entità, dapprima ambientalista e religiosamente dichiarante la sua natura di ritorno alla primigenia essenza dell’umana specie. “Il vento favorevole” di 6’59” parte con un minimalistico crescendo del piano alla Glass o Nyman (fate voi, tanto gli stilemi sono quasi simili) che ad un tratto si frena e assume le sembianze di un ‘vento tutt’altro che favorevole’, anzi melanconicamente affranto e tensivo al contempo, sfociando in un leitmotiv da horror giovanilistico anni ’80 (vedi Nightmare - Dal profondo della notte) che via via va perdendo la sua peculiarità ‘scary’ per rientrare sui propri passi tristemente desolatori e vigili. “Diaphonie des essences” prosegue nell’allargare il tema principale che percorre tutte le tracce, o buona parte di esse, come trait d’union della trama pentagrammata di Siciliano in questo concept album omaggiante il genere noir e le sue dinamiche compositive, con un paesaggio etnico-pianistico che profuma di spirituale cammino verso l’Eden immaginifico o immaginato. L’ultimo pezzo dell’album, “Music for an Imaginary Thriller” sprofonda negli inferi ligetiani e bartòkiani alla Shining con un sax ‘lontano’ e perscrutante che alla Badalamenti e Shore di Twin Peaks e Il pasto nudo sonda anfratti mentali disturbanti e colmi di malessere e malumore, pur accentuandone le timbriche jazzistiche dello strumento eletto come solista di questo incedere oscuro e funesto.