The Karate Kid
Bill Conti
Karate Kid - Per vincere domani (The Karate Kid, 1984)
La-La Land Records LLLCD1520
27 brani – Durata: 50’39”

Ascoltare la colonna sonora di Karate Kid - Per vincere domani di Bill Conti è come allenarsi per un grande incontro.
Si consideri il titolo tronco della parola riferita allo sport: la trama verrebbe immediatamente ricordata come una storia teenager anni ‘80 su un ragazzo di un’altra città che si trasferisce, s’innamora di una ragazza ricca, ha dei problemi con dei bulli e li risolve grazie all’aiuto di un anziano saggio. La colonna sonora, di conseguenza, sarebbe radicata proprio nel decennio specifico sia come strumentazione che caratterizzazione musicale dei personaggi: una melodia degli archi molto pop accompagnata dagli ottoni per indicare il protagonista (“Main Title”), una variazione con le tastiere per la ragazza (“Decorate the gym”; “Troubled lovers”; “The kiss”), una linea di basso con sei accordi ripetuti da una chitarra elettrica (con un suono hard rock) per caratterizzare l’aggressività dei bulli (“Fite nite”, “Bumpy ride” e “Dan ducks out”) e un flauto di pan, suonato dal virtuoso Gheorghe Zamfir, per indicare l’anziano saggio (“Bonsai tree”).
Fin qui tutto combacia con uno schema che si conosce bene e che, soprattutto, ci si aspetta di sentire se non fosse per quell’ultimo strumento solista citato che, non solo introduce la figura del maestro Miyagi, ma anche l’elemento ‘karate’ nella storia. Di conseguenza: si torni a pensare al titolo del film completo per iniziare l’allenamento dell’ascoltatore.
L’ultima traccia menzionata, infatti, mette a disposizione un altro elemento base oltre il flauto di pan: un pizzicato degli archi. Inizialmente le loro melodie si avvicinano timidamente, ma con i brani “On to Miyagi’s” e “The path” si alternano invece in maniera ordinata e, come i movimenti di ogni tecnica del karate, vengono ripetute fino alla noia arricchendosi di nuovi elementi musicali e fissandosi nella mente dell’ascoltatore (“Japanese sander” e “Paint the fence”).
Come nel film, però, l’allenamento ha uno scopo da raggiungere: l’equilibrio («Ricordi quando facevamo lezioni sull’equilibrio? Quelle lezioni non dovevano servire solo per karate. Servono per tutto nella vita. Tutto nella vita ha un suo equilibrio. In questo modo tutto va meglio»). Viene concessa una piccola pausa con il brano, quasi barocco, “Daniel sees the bird” e, nuovamente, i due temi e strumenti ben noti s’intrecciano, variano in continuazione (“Fish and train”), ma mantengono sempre un equilibrio perfetto che raggiunge il suo culmine nel finale (“Training hard”).
A questo punto, l’allenamento è da considerarsi completo e si può tornare all’interno del film anni ‘80 con una nuova mentalità. Per esempio: l’aggressiva traccia orchestrale “No mercy”, unico riferimento al Cobra Kai, si dimostra piatta come quella dei bulli citata all’inizio e, di conseguenza, lascia intendere all’ascoltatore che l’avversario non sia poi così temibile.
Si giunge quindi al brano “Daniel’s moment of truth” ovvero la somma di tutto ciò che era il protagonista (un suono alle tastiere radicato negli anni ottanta) e di ciò che è diventato (un’intera orchestra che enuncia il suo tema iniziale): un’evoluzione musicale del personaggio marcata da un colpo sul piatto che è sinonimo di vittoria e che l’allenamento è andato a buon fine.
Se poi l’ascoltatore volesse saperne di più sul karate, con l’edizione limitata della La-La-Land Records della colonna sonora per i 35 anni dall’uscita del film, si potranno osservare quali siano stati i tentativi di Bill Conti prima di raggiungere il perfetto equilibrio musicale. Per esempio: marcare meglio il momento finale con una batteria più evidente (“Daniel’s moment of truth - Alternate take”) o provare diverse variazioni con il flauto di pan (“Fish and train - Alternate ending” e “Miyagi battles bones”) o, finalmente, poter ascoltare materiale mai andato su CD (“Fascination”).