Frozen II
Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez
Frozen II – Il segreto di Arendelle (Frozen II, 2019)
Walt Disney Records 00050087438692
12 canzoni – Durata: 34’27”
Il caso Frozen è di quelli trascrivibili nello schedario denominato X dei due famosi agenti speciali dell’FBI, Fox Mulder e Dana Scully, della serie X-Files.
Vi state chiedendo perché? Perché è seriamente un mistero di quelli inspiegabili, come la maggior parte di quelli indagati nel telefilm suddetto, in che modo dal 2013, anno di uscita al cinema di Frozen – Il regno di ghiaccio, non si sia mai spento il successo mediatico della pellicola e la richiesta incessante da parte dei piccini (soprattutto e scontatamente piccine) di giocattoli, gadgets e oggetti di varia tipologia e natura legati al merchandising ‘congelato’ di storia e personaggi. Sono passati ben sette anni e presumo che nessuno dei film animati della Casa di Topolino, neanche quelli più celebri e celebrati, abbia avuto un seguito così duraturo e ravvicinato nel tempo e tale da non calare mai d’interesse nelle vendite e nei desiderata dei bimbi.
Ammettendo consapevolmente il fatto che il primo film fosse artisticamente molto carino, ben confezionato, dalla trama ricca di colpi di scena adrenalinici e commoventi, personaggi tutti dal grande appeal, con canzoni orecchiabili e accattivanti, nel classico stile della Walt Disney, finanche uno score originale di forte impatto fuori e dentro le immagini (anche qui la tradizione disneyana non viene meno). Ma appuro l’ovvio, visto che parliamo di Disney e del suo marchio di fabbrica per eccellenza: Storia + Musica/Musica + Storia, le due facce della medesima medaglia sin dalla sua creazione. Effettivamente la OST di Frozen nel 2013 conteneva la canzone tormentone portante “Let It Go”, cantata da Idina Menzel nella pellicola e Demi Lovato nella versione pop. In italiano interpretata dalla protagonista della serie TV di enorme successo, per il periodo, Violetta, Martina Stoessel, con il titolo di “All’alba sorgerò” solo nei titoli di coda, e cantata stupendamente da Serena Autieri, doppiatrice di Elsa, nel film. OST dallo strepitoso e rimbombante trionfo con le canzoni scritte da Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez, e lo score altrettanto efficiente di Christophe Beck. Con i testi italiani della sempre brava Lorena Brancucci. Soundtrack che è giunta alla posizione numero 1 nella classifica statunitense Billboard 200, in cima alla classifica per 13 settimane non consecutive, cosa che non succedeva ad una colonna sonora dal 1997 con Titanic, vendendo in tutto il globo nel 2014 oltre 7 milioni di copie e facendo sì che “Let It Go” si aggiudicasse l’Oscar (leggete nostra recensione).
E, come accennato poco sopra, dopo sette anni, nel novembre 2019 approda nelle sale il seguito, qui recensito nella versione per il mercato italiano, Frozen II – Il segreto di Arendelle, a mio modesto parere non efficace per trama e ritmo rispetto al capostipite, ma ugualmente ammaliante per un pubblico di piccoline, il quale ha ottenuto fragorosi incassi (film d’animazione di maggiore incasso nella storia del cinema e il decimo col maggiore guadagno), confermando il fascino assuefacente e impenetrabile di questo 58° classico disneyano. La colonna sonora, che stavolta contiene solo le canzoni e non, come per il precedente, lo score originale di Beck, è di nuovo curata dai coniugi Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez, con gli attinenti testi italiani a firma di Lorena Brancucci. La canzone principe dell’album e del film è “Nell’ignoto” (in inglese “Into the Unknown”) che ha ottenuto candidature ai Golden Globe, Oscar, Satellite Awards e Critics’ Choice Awards: un pezzo di pregevole richiamo che si è meritato ogni nomination e che dal primo ascolto non ti lascia più, cosa che era accaduto anche con “Let It Go”.
La OST dei Lopez, come per Frozen, ha uno stile melodico pop fortemente pertinente ai gusti correnti musicali, pur ancorandosi agli stilemi storici, imprescindibili, meravigliosi e indimenticati, ancora oggi, del Musical d’annata sia puramente disneyano che classico negli arrangiamenti e forme canore; le sette nuove canzoni che posseggono più di un’assonanza con quelle del primo film, ovviamente, sono tutte di nuovo brillantemente e magnificamente interpretate, nella versione italica, da Serena Rossi (Anna), Serena Autieri (Elsa), Paolo De Santis (Kristoff) ed Enrico Brignano (Olaf), i quali riescono a conferire ad ogni brano una carica emotiva performante raggiante che ne accresce il quid musical-emozionale. Già menzionata, la canzone “Nell’ignoto”, è quella che spicca su tutte le altre per dirompente e affascinante melodismo, con annessa performance che fa venire la pelle d’oca e che, non per mero campanilismo, nella versione della Autieri assume valenze armoniche e timbriche che quelle della Idina Menzel nell’originale solo parzialmente vengono sfiorate, seppur in un’interpretazione ai massimi livelli. “Nell’ignoto” presente anche nell’energica performance del grande Giuliano Sangiorgi che compete, svettando sul podio con egual vigore, con quella inglese dei Panic! At the Disco, anche nell’album italico, insieme alla bellissima, poeticamente celtica nell’arrangiamento folk/new age, “All is Found” (“Il fiume del passato” in italiano cantata enfaticamente da Claudia Paganelli) interpretata dalla voce angelicamente fanciullesca e fiabesca di Kacey Musgraves. Se vogliamo cercare una nota stonata, la canzone che nel film risulta veramente, come la scena che commenta, intralciante ed esageratamente fuori contesto, è quella di Kristoff sognante e le sue renne canterine (“Perso quaggiù” – “Lost in the Woods” in inglese), che tra un ammiccamento pop ad Elton John ed uno trasgressivo, o finto tale, ai Queen sul disco funziona ma sul film strappa più di una risata infastidita, spezzando il ritmo narrativo.