Nuda

cover nudaAA.VV.
Nuda (2019)
Four Flies Records 42CD
21 brani – Durata: 54’05”



Partiamo in quarta elencando i nomi di spicco che trovate, con brani precedentemente non realizzati su CD o mai incisi su vinile, in questa ‘sexy’ compilazione ad alto tasso erotico – ed il nome della medesima chiarisce ampiamente quanto appena affermato – “Nuda”, contenente 21 tracce dalle colonne sonore della commedia italiana scollacciata dal 1975 al 1981: nomi del calibro di Gianni Ferrio, Franco Micalizzi, Alessandro Alessandroni, Nico Fidenco, Fabio Frizzi, Enrico Simonetti, Walter Rizzati, Giacomo Dell’Orso, Detto Mariano, Franco Campanino, Vittorio Pezzolla e i Pulsar Music LTD (al secolo i grandissimi Enrico Pieranunzi & Silvano Chimenti). L’etichetta Four Flies Records ha pubblicato questo CD, di cui uscirà anche la versione vinilica 33 giri, in concomitanza della stampa del tomo del noto critico, storico del cinema e autore televisivo Marco Giusti, su edizione Bloodbuster, ‘Dizionario Stracult della Commedia Sexy”, dal quale estraggo uno stralcio dell’introduzione per meglio addentrarsi nei meandri di questa raccolta, succo sonoro di un Cinema che, volente o nolente, ha fatto breccia nella Storia del grande schermo, come i generi Peplum, Western, Horror, Thriller, Polizieschi, Fantasy partoriti in casa nostra tra i ’60 e gli ’80: “…solo quando sfiora la commedia, anzi la nostra commedia, evolvendosi dall’erotico con pretese o dall’erotico drammatico, che darà vita a un nuovo genere tutto italiano, quello cioè della Commedia Sexy. Con mille sottogeneri e ramificazioni.”. E a questo Genere ed i suoi derivati, alcuni addirittura sfocianti nel porno poco soft, i compositori chiamati in causa a dare ancor maggiore erotismo attraverso le loro note, quando in buona parte di erotismo ve ne era poco o nulla, contenuto solo nel titolo del film o nei flani dell’epoca – e non dimentichiamo la divertente e divertita gioia, tipicamente maschile, di leggere i titoli dei film sui quotidiani, sempre a fine giornale, soprattutto quelli prettamente pornografici, che bisognava consegnare un Oscar a chi li inventava (rammento ancora i geniali, da risata fragorosa, Juranal Park, Biancaneve sotto i nani, Avanti e dietro c’è posto e mi fermo qui prima che la censura mi fulmini!), hanno scritto colonne sonore di tutto rispetto, con musicisti incredibili a dar sfogo al loro virtuosismo, perfino qualora i leitmotiv fossero molto semplicistici ma che con le loro performance divenivano qualcosa di unico. Questa compilazione, concepita da due archeologici cine-musicali di Genere quali gli scaltri e sapienti Pierpaolo De Sanctis e Andrea Fabrizii, contiene uno scrigno di temi con sonorità per lo più disco da far andare letteralmente in sollucchero i Dj odierni, che a piene mani saccheggiano da tempo questi pezzi settanta e ottanta ancora ineguagliati per dinamica ritmica e allegria compositiva. A mio modesto avviso, nemmeno i compositori stessi se ne rendevano conto all’epoca di quello che stavano creando musicalmente, magari considerandoli lavori scritti con la mano sinistra e di second’ordine. Quindi tra Classe mista, L’infermiera di notte, La settimana bianca di Ferrio, La professoressa di scienze naturali di Alessandroni, L’insegnante viene a casa, Una moglie, due amici, quattro amanti di Campanino, Sette ragazze di classe di Frizzi, Cornetti alla crema di Mariano, La sposina di Fidenco e Scusi lei è normale? di Micalizzi, Taxi Girl dei Pulsar Music LTD, La liceale di Pezzolla, Grazie nonna di Simonetti, L’infermiera di mio padre di Dell’Orso, L’insegnante balla con tutta la classe di Rizzati si viene fiondati, caricati a mille, in una sequela di leitmotiv ballabili, briosi, effervescenti e con assoli virtuosi oltre ogni interpretazione fine a se stessa, con evidenti rimandi in alcuni casi a Bob Marley, Bee Gees e tutte le hit songs commerciali del periodo. E in altri anticipando di molto ciò che sarebbe stato sviluppato (o rubato con cognizione di causa ma mai dichiarato) successivamente nella musica prog o elettronica psichedelica. Un album da acquistare per dovere di apprendimento di un certo modo di scrivere musica applicata che oggi in buona parte è scomparso. Anche perché sono scomparsi i Generi di cui eravamo Grandi Artigiani!

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