La notte di San Lorenzo

cover la notte di san lorenzo newNicola Piovani
La notte di San Lorenzo (1982)
Quartet Records ‎– QR163
19 brani – Durata: 59’23’’

È doveroso iniziare la recensione della colonna sonora de La notte di San Lorenzo, film dei fratelli Taviani, con una certezza acquisita sul compositore Nicola Piovani: la sua musica non accompagna il film, ma ne rintraccia il messaggio della speranza di un avvenire migliore. Si pensi a una delle prime frasi chiave: “si ha il dovere di sopravvivere”. Osservando però le atrocità della Seconda Guerra Mondiale (in questo caso in Toscana) e la strage del Duomo di San Miniato (epicentro della pellicola ed evento storico in cui persero la vita cinquantacinque persone radunate nella chiesa, colpita accidentalmente da una bomba americana), la domanda sorge spontanea: perché si dovrebbe sopravvivere? Finita la guerra, andrà meglio o ci saranno eventi peggiori?
La risposta è: la speranza. È il sentimento che fa sopravvivere i protagonisti (un gruppo di uomini, donne e bambini) che, nonostante le avversità e momenti tragici, continuano il loro viaggio alla ricerca dei soldati americani per essere liberati. Ed è proprio questo che esprime la musica di Piovani: non importa quanto dovremo lottare, ci sarà sempre qualcosa per cui sperare.Lo si percepisce fin dal primo tema: una dolce melodia al clarinetto che fa da sfondo all’incipit del film in cui, da una finestra, si vede una meravigliosa notte stellata nella ricorrenza di San Lorenzo (si tratta dei primi minuti di “La notte di San Lorenzo - Part I”). Più volte il tema tornerà nella pellicola per sottolineare i momenti di dolcezza.
A contrasto, invece, il suono che fa riferimento alla guerra con un concitato dei violini intervallato da un accordo grave al pianoforte che catapultano l’ascoltatore dentro le sofferenze, le paure di non sopravvivere e la stanchezza dei protagonisti (sempre nei primi minuti di “La notte di San Lorenzo - Part I”).
Non mancano le identificazioni musicali delle fazioni della guerra attraverso degli arrangiamenti del compositore romano di brani popolari: “John Brown’s Body” (americani), l’“Offertorium” della Messa da Requiem di Giuseppe Verdi (italiani; i personaggi) e l’aria “O du mein holder Abendstern” dal Tannhäuser di Richard Wagner (tedeschi).
In merito agli ultimi due brani si noti più che una contrapposizione di fazioni, un punto di contatto. L’identificazione musicale ricade su momenti di estrema dolcezza del canto per entrambi i brani: un voler mettere a nudo, probabilmente, un sentimento comune ovvero la sofferenza e la fragilità di fronte alla guerra.
Se in precedenza la OST era divisa in due parti come un racconto musicale con vari temi di diversa lunghezza (a eccezione per i brani non inediti), ora è possibile ascoltare ogni singola sezione nella nuova versione edita dalla Quartet Records: dieci sequenze per poter assaporare tutte le sfaccettature e le emozioni del film.
Il senso che assume la musica di Piovani nei confronti di alcuni periodi bui della nostra storia fa riflettere: come si puo’, pensando anche al film che gli valse l’Oscar (La vita è bella), provare speranza e utilizzare come tema cardine una melodia dolce in tanta oscurità? La risposta più banale sarebbe che si tratti di uno stile, mentre probabilmente è il ricercare un suono che esprima la forza dell’essere umano: dopo che le bombe avranno smesso di cadere, verrà il momento di ricostruire e di ricominciare a vivere col sorriso.

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