Scappo a casa

cover scappo a casaFabrizio Mancinelli
Scappo a casa (2019)
Backstage/Artist 1 Entertainment
19 brani – Durata: 31’00”



Ascoltando questa partitura del bravissimo compositore Fabrizio Mancinelli, altro talento italiano rientrante nella categoria delle ‘fughe dei cervelli’ all’estero, precisamente oltreoceano nella mecca del Cinema, risalta subito all’orecchio la grande vena melodica e il citazionismo colto, frutto di studi del repertorio Golden & Silver Age nostrano di attenta analisi. La score per la commedia on the road di Enrico Lando con Aldo Baglio in versione solitaria, separato dai fedeli amici di scorribande filmiche e televisive del noto trio Aldo, Giovanni & Giacomo, è un omaggio dotto ed entusiasta alle colonne sonore per pellicole comiche dolceamare di Maestri del nostro stupefacente Cinema di un dì, quali Manuel De Sica, Piero Piccioni, Riz Ortolani, con strizzate d’occhio a compositori indiscussi della Settima Arte straniera come Henry Mancini e Lalo Schifrin.

Questo affastellarsi di stilemi oramai consolidati da tempo immemore nella musica applicata, entrati sotto pelle nella memoria cinefilo-musicale di Mancinelli, fanno sì che dal suo pentagramma fuoriescano una sequela di tracce compositive simpaticamente originali pur nel loro spiccato riferimento d’origine, che spaziano dallo swing/jazz brillante tra i succitati De Sica, Piccioni e Mancini di “Welcome to My World”  al techno metallico e arabeggiante al contempo di “Italian (Stallion) Nightmare”; dal sound ballabile popolaresco di “Italian (Stallion) Dream” al tensivo e ritmico “Escaping” molto schifriniano nel suo basso compulsivo e l’energico incedere folk delle percussioni; dal ‘western touch’ misto di sinfonismo hollywoodiano vecchio stampo e sperimentalismi morriconiani (e aggiungerei alla Ry Cooder per Walter Hill) di “Finding North” all’epicità sempre italico western di “Chasing Freedom” (vedi anche “To Freedom”). Molto delicato il tema d’amore che compare in “How is a French Kiss”. Chiude l’album digitale il pezzo folk “On My Own” in cui il tema portante, che di riffa o di raffa l’ha fatto da padrone in tutta la OST, viene esposto burlescamente quasi a dire che se proprio tutto sembrava perduto, in realtà non lo era perché a volte gli accadimenti inaspettati fanno solo che bene ad una vita piatta, ignorante e illusoriamente positiva. Ed è questo ciò che accade ad Aldo che nel ruolo dell’egoista, razzista e viziato Michele deve ritornare ad ogni costo in Italia dopo essere stato scambiato per un immigrato clandestino a Budapest, e gli unici che lo aiuteranno saranno una donna ed un uomo di colore: bello smacco per lui che ha sempre ritenuto gli stranieri degli inutili scrocconi, ladri e perditempo. Terminiamo con le affermazioni di Mancinelli rilasciate nella nostra intervista pubblicata qualche settimana addietro: “Scappo a casa ha rappresentato per me una sfida. Ho avuto la fortuna di lavorare a distanza, con conversazioni Skype quotidiane, con amici vecchi e nuovi che mi hanno voluto e coinvolto su questo bel film. Sin da subito con il regista Enrico Lando ed il montatore Luigi Mearelli abbiamo capito che avremmo voluto e dovuto dare una veste musicale al film in qualche modo riconoscibile, ma allo stesso tempo inusuale per il cinema italiano di ora. Quindi, ho cercato di allontanarmi dagli stilemi musicali della nuova commedia italiana, per fare una sorta di viaggio nel tempo musicale. Il jazz/swing da Big Band diventa allora descrizione del nostro antieroe Michele, sbruffone e un po’ vitellone, per poi passare ad atmosfere western un po’ più rudimentali nel tema del viaggio, con richiami anche ad un certo cinema dei fratelli Cohen. La vera sfida è stata, in questo contesto, rendere il tutto credibile e sonoramente omogeneo, creando un fil-rouge ed una unità narrativa da capo a fine”.

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