I Love My Mum

cover i love my mumMassimiliano Lazzaretti
I Love My Mum (Id. – 2018)
Mapple Productions
12 brani – durata: 32'00"



Massimiliano Lazzaretti ha trionfato nel 2016 come miglior compositore italiano e migliore colonna sonora originale per Il traduttore al nostro Premio Colonne Sonore, votato da voi lettori.
Si ripresenta a noi con una nuova colonna sonora spumeggiante e articolata come la trama del film per cui è stata scritta: una coppia, madre (interpretata da Kierston Wareing che ha vinto il premio Bafta come migliore attrice ed è stata, tra gli altri, protagonista del film It’s a Free World di Ken Loach) e figlio viene involontariamente spedita in un container da Londra al Marocco con nient’altro che il loro pigiama.

L’avventura on the road li porta attraverso la Spagna e la Francia in un viaggio per tornare a casa e ricostruire la loro relazione difficoltosa. Una commedia inglese, diretta dallo spagnolo Alberto Sciamma, davvero briosa, che già dal primo pezzo della OST si intuisce che ritmo avrà grazie all’idea di Lazzaretti di rendere musicalmente la pellicola ancora più dinamica di quanto in effetti lo è di suo. Echi buonviniani, con archi in crescendo e percussioni frenetiche, nel leitmotiv portante si inseguono come guardie e ladri o gatto e topo nel brano d’apertura dello score, “The Container”; il successivo “Walk, Walk, Walk” delinea l’ambiente marocchino dal quale parte il peregrinare tragicomico di madre e figlio, con una linea melodica etnica marcata e piacevole, molto arabeggiante e danzante; “Romantic Beach” sfuma la tensione tra i due protagonisti con un tema amorevolmente delicato, che profuma di rimembranze, per pianoforte e tappeto d’archi: a tratti doloroso nella sua melodiosa andatura tenue e cullante; “Ska Drug” parte sospensivo assumendo pian piano una forma ska, come da titolo, ballabile e scanzonata; “Ron and Dad” è un bellissimo tango struggente e appassionato come si confà al genere musicale nativo, per bandoneon, piano e violino; “Taxi Driver” ci ripresenta il tema apparso nel brano iniziale, con una verve beffarda, ancora più sostenuta, tipica delle colonne sonore da commedia classica italica anni ’50 – ’60 con una chitarra elettrica in sottofondo che ne accresce il dinamismo e l’aspetto da slapstick comedy; “Te Quiero Mi Amor” è una canzone parafrasi sfottente del martellante tormentone “Despacito” di Luis Fonsi, interpretata anche da uno dei giovani cantanti più promettenti del panorama musicale spagnolo: Fran Rozzano; “Romantic Dinner” ci immerge, tra piano solista e archi delicatissimi in controcanto, in un’atmosfera trasognante e mielosa da Love Story classica della commedia All British; “Want Go To Home” vive di melismi etnici arabeggianti con il sopraggiungere a metà del pezzo di un cantante arabo, che sembra la versione giovanile del famoso cantante algerino Khaled nel timbro di voce, che intona una canzone, sul tema principale, trascinante per armonia e gradevolezza sonora; altro momento intimista e pregno di significati reconditi, per violino e piano su tappeto d’archi, è il dolcissimo “Dramatic Dinghy”; “Arrival in Marocco” è una traccia di commento vigorosa e action, variante movimentata del leitmotiv portante; infine chiude l’album digitale “Dramatic Lie” in modo desolatamente disorientante su ritmiche e piano sintetici.

Quasi nel medesimo periodo il compositore romano Lazzaretti scrive la partitura per il cortometraggio drammatico I am Bansky diretto da Samantha Casella: 4 pezzi compongono la colonna sonora, ovvero “Main Theme”, etereo tema per pianoforte e suoni synth tensivi, quasi un motivo da thriller argentiano moderno o action hollywoodiano, “The Mistery of Bansky”, un suono prolungato alla Ligeti su coro campionato liturgicamente orrorifico, “Who is Bansky”, industrial music ritmicamente in crescendo e in ultimo il brano “The Journalist”, martellante e colmo di tensione. Il corto ha vinto il premio come Best Directing al Gulf of Naples Film Festival.   

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