Symphony No. 3 “Symphony of Sorrowful Songs”

cover gorecki gibbons pendereckiHenryk Mikolai Gorecki
Symphony No. 3 “Symphony of Sorrowful Songs” (2019)
Domino Recording WIGCD395 X
Beth Gibbons, Soprano
Polish National Radio Symphony Orchestra
Direttore: Krzysztof Penderecki
Durata: 48’13’’  

Tre artisti straordinari. Beth Gibbons (1965), una celebrata rockstar e due superbe icone della musica contemporanea polacca, Henrik Mikolai Gorecki (1933 – 2010) e Krzyszof Penderecki (1933) in veste di direttore d’orchestra si incontrano nella registrazione discografica del concerto tenuto il 29 novembre 2014 al Teatro dell’Opera Wickl a Varsavia con l’Orchestra Nazionale della Radio Polacca di Katowice, ora proposta dal Label Domino Recording in una imponente edizione contenente CD e DVD.
Oltre al proprio formidabile talento musicale, i tre artisti hanno in comune  pure un interessantissimo rapporto con il grande schermo.

Ricordiamo Beth Gibbons - fondatrice della mitica band dei Portishead - con due brani “The Rip” e “Mysteries” nel capolavoro di Wim Wenders Palermo Shooting (2008).
Diverse partiture di Krzysztof Penderecki sono entrate nelle colonne sonore di oltre trenta film firmati da importanti registi come William Friedkin, Stanley Kubrick, Alfonso Cuaron, Wes Craven, Martin Scorsese e Andrej Wajda.
La Terza Sinfonia di Henryk Mikolai Gorecki – denominata “Symphony of the Sorrowful Songs” (“Sinfonia piesni zalosnych”) – con la sua singolare storia è diventata una vera Hit di musica classica contemporanea e vanta la presenza in oltre venti OST di film realizzati da prestigiosi cineasti quali  Maurice Pialat, Peter Weir, Julian Schnabel, Isabelle Coixet, Liliana Cavani, Gabriele Salvatores, Paolo Sorrentino.
Il regista Terence Malick l’ha inserita in ben tre dei suoi film, The Tree of Life, To the Wonder e il bellissimo The Knight of Cup.
Composta nel 1976 su commissione del Sueddeutscher Rundfunk per il Festival di Royan, la partitura di Gorecki segna un suo sensibile cambio di linguaggio dalle costruzioni improntate al serialismo strutturale e atonale adottate in precedenza a soluzioni armoniche improntate a sobrietà modale, forte componente spirituale e contemplativa sempre avvolte in rigorosa severità estetica. Malgrado il grande successo ottenuto in patria la sinfonia viene accolta con grande scetticismo negli ambienti avanguardisti, in particolare di Parigi e Darmstadt, dove la nuova via intrapresa da Gorecki  viene considerata marcatamente involutiva.
Il suo organico orchestrale prevede archi, quattro flauti, quattro clarinetti, due fagotti, due controfagotti, quattro corni, quattro tromboni, piano e arpa. La partitura ha enorme presa sul grande pubblico.
Dagli anni settanta a oggi sono state realizzate ben quattordici registrazioni discografiche, record assoluto per una partitura contemporanea.
Nel 1991 quando la casa Elektra Nonesuch pubblica la sinfonia in CD, nell’interpretazione del soprano Dawn Upshow con la London Sinfonietta diretta da Davd Zinman, si assiste a un clamoroso e dirompente successo con un milione di copie vendute e un’ascesa del pezzo di Gorecki alle prime posizioni dei pop-charts  britannici.
In realtà, a nostro avviso, quella di Upshow e Zinman non è assolutamente la migliore realizzazione discografica. Gli preferiamo di gran lunga quella della Decca con il soprano Johanna Koslowska con la Warsaw Philharmonic Orchestra diretta da Kazimierz Kord e soprattutto quella del Label RPO con il soprano Susan Gritton e la Royal Philharmonic Orchestra di Londra diretta da Yuri Simonov, che a nostro avviso rimane assoluto riferimento interpretativo per profondità di accenti, intensità espressiva e folgorante immagine sonora.
I testi del primo movimento (lento – sostenuto tranquillo ma cantabile) sono tratti da un antico lamento polacco del XV sec. (Symku mily i wybrany, Rozdziel matka swoie rany… Mio figlio amato dividi con tua madre le tue ferite…) mentre quelli del secondo (lento e largo – tranquillissimo) sono ispirati a una lapide in cui una prigioniera nel campo di concentramento della Gestapo a Zakopane invoca il sostegno della Vergine Maria (O Mamu, nie placz… No Madre, non piangere…).
Kajże się podzioł mój synocek miły? (Dove ti trovi, mio giovane figlio?) invoca disperatamente in un antico canto silesiano la voce di una madre alla ricerca del figlio disperso in guerra, nel testo in quattro strofe che compongono la struttura del terzo e conclusivo movimento (lento, cantabile – semplice).
Avvolta nel suo sommesso dolore la musica della Terza Sinfonia presenta accenti consonanti in una contemplativa lentezza che si dipana attraverso dilatate e ripetute volte espressive, in una toccante ed estatica catarsi nel suo interpellare in modo dirompente l’anima dell’ascoltatore.
Impressiona e sconvolge una partitura di tale impatto religioso e sentimentale, nata in un contesto politico dominato da un regime dittatoriale marxista che è comunque riuscito a concedere una maggiore libertà artistica ed espressiva di quanto sia avvenuto in altri paesi est-europei.
Con la sua voce fondamentalmente di contralto Beth Gibbons ha compiuto una profonda preparazione vocale linguistica, fonetica oltre che tecnica per poter affrontare un ruolo solistico concepito per soprano, quindi con un registro maggiore.
Con le sensuali modulazioni della sua voce e nell’assorta eloquenza del suo avvolgente fraseggio, la cantante inglese riesce con estrema bravura a calarsi in un universo a lei non abituale e tratteggia in modo profondamente intenso e coinvolgente gli struggenti slanci lamentosi che percorrono la scrittura evitando di cadere in stucchevoli sottolineature sentimentali.
Krzysztov Penderecki rende grande onore al suo collega, propone una lettura tesa e lucida del testo orchestrale e ottiene dalla Polish National Symphony Orchestra di Katowice un sound dallo spessore profondo e intenso per una drammaturgia sonora immediata ed emozionale. In introspettivo raccoglimento esalta in modo esemplare il fervore visionario della splendida scrittura e la sua profonda carica spirituale e poetica.
In conclusione, una realizzazione discografica ‘storica’, fra le più interessanti del nuovo secolo, per un’interpretazione che si pone come valida alternativa  alla menzionata registrazione della RPO.
Accompagnato da immagini che invitano al ricordo e alla preghiera, il DVD contribuisce a trasmettere la magica atmosfera di uno stellare avvenimento artistico.
Assolutamente imperdibile per gli amanti della grande musica.

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