Ralph Breaks The Internet
Henry Jackman
Ralph spacca internet (Ralph Breaks The Internet, 2018)
Walt Disney Records 00050087403966
33 brani (30 di commento e 3 canzoni) - Durata: 68'02"
Sono trascorsi sette anni dal primo Ralph spaccatutto e al timone della colonna sonora del proseguimento Ralph spacca internet, notevolmente superiore al primo capitolo (specie nella sequenza delle Principesse Disney, a dir poco strepitosa e geniale), ritroviamo il compositore Henry Jackman. Classe 1974, inglese di nascita e americano di adozione, si è formato alla scuola di Hans Zimmer e John Powell come compositore addizionale in OST del calibro de Il cavaliere oscuro, Kung Fu Panda e la saga de I Pirati dei Caraibi.
In solitaria dal 2000 ha scritto le interessanti score per film importanti quali Kick-Ass, X-Men – L’inizio, Big Hero 6 e il sequel di Jumanji. Sa mescolare, orchestrandole sapientemente, sonorità sinfoniche ed elettroniche e rispetto alla pellicola del 2012 il lavoro in esame ha una marcia in più, con un tema principale molto videoludico anni ’80 (data anche la trama del film) già presente nel primo Ralph (ovvero “Best Friends”) e tracce frenetiche e riflessive molto appassionanti come le due anime del seguito, vedi “The Big Idea”, “The Internet”, “King Kong”, “The Meaning of Friendship” e “Letting Go”.
Nella colonna sonora è presente un nome notissimo nell’ambito delle musiche disneyane, ovvero il compositore Alan Menken – premio Oscar per La sirenetta e La bella e la bestia – che ripercorrendo i fasti sonori da musical d’antan delle sue colonne sonore succitate, con qualche nota di sarcasmo davvero divertente e divertita, ha scritto la canzone della protagonista Vanellope, “A Place Called Slaughter Race” (interpretata da Sarah Silverman, la “Wonder Woman” Gal Gadot e parte del cast), e il ritmato pezzo pop dei titoli di coda, con la performance soft di Julia Michaels, “In This Place”. Inoltre gli ultragettonati Imagine Dragons cantano il tormentone “Zero” a completamento di una OST molto coinvolgente.
Recensione concessa su autorizzazione e pubblicata in origine sulla rivista cartacea Audioreview n. 406 - Febbraio 2019