Si può essere più bastardi dell’ispettore Cliff?

cover si puo essere piu bastardi dell ispettore cliffRiz Ortolani
Si può essere più bastardi dell’ispettore Cliff? (1973)
Chris’ Soundtrack Corner/Sugar CSC 024
20 brani – Durata: 34’00”



Trattasi di poliziottesco anni settanta con colonna sonora superlativa del sempre più compianto Riz Ortolani. Uno che sapeva mettere in note qualsiasi genere di pellicola, come solo i grandi veri artigiani della Musica per Immagini della nostra incredibile fucina di compositori del passato riuscivano a fare, con una maestria ed inventiva davvero insuperabili ancora oggi.

Il film del 1973 di co-produzione italo-franco-americana Si può essere più bastardi dell’ispettore Cliff? (noto in USA col titolo di Mafia Junction), diretto da Massimo Dallamano con mano sicura da professionista qual era – suoi i western Duello nel Texas e Le pistole non discutono come direttore della fotografia e come regista il giallo Cosa avete fatto a Solange? tutti con score morriconiane e Quelli della calibro 38 con musiche di Stelvio Cipriani – fu la sua prima prova registica nel genere poliziesco all’italiana e scelse nei ruoli primari gli attori Ivan Rassimov, Giacomo Rossi, Stephanie Beacham (conosciuta come ‘Scream Queen’ degli horror Hammer e nel cast della soap Dynasty), Ettore Manni e Patricia Hayes (la strega Fin Raziel in Willow di Ron Howard), e sul podio della colonna sonora il talento acutissimo del pluripremiato Maestro Riz Ortolani. Il quale contraccambiò la scelta di Dallamano con una score di tutto rispetto, sullo stile, molto in voga all’epoca, delle OST di Lalo Schifrin, Quincy Jones e Jerry Fielding per il medesimo genere cinematico, ovverosia il poliziesco sporco e duro, senza regole e iperviolento. Difatti il leitmotiv principe della partitura che fa la sua comparsa fin dal brano d’apertura della pubblicazione integrale su CD, finalmente, di questa colonna sonora, “Main Title”, altro non è che un sound carico di adrenalina data dalla ritmica sincopata della batteria, dal basso funky, dalla chitarra acustica di sostegno, dall’organo swingante, dal piano jazzato e dagli ottoni (corni in primis) svettanti che delineano un tema agguerrito tipicamente schifriano per l’Ispettore Callaghan eastwoodiano, per intenderci meglio, ripetuto più e più volte nell’album in versioni rallentate o velocizzate, il quale negli “End Title” assume contorni funky ancora più scoppiettanti. Un vero idillio di virtuosismi tra le note!
Il tema portante possiede alcuni tratti in comune con il tema del medesimo anno di realizzazione di questo Si può essere più bastardi dell’ispettore Cliff? per il ‘Mafia Movie’ di Alberto De Martino, Il consigliori sempre musicato da Ortolani. Però ciò non incide sulla qualità di questa stampa discografica e sulla sua score che traccia dopo traccia acquista punti, come nel brano “A Pool for Mama & Tony”, nel quale il compositore di capolavori quali Mondo cane, Fratello sole sorella luna, Africa addio, La piovra e molti altri (l’elenco potrebbe risultare infinito), mostra il suo notorio lato tenero compositivo alla Henry Mancini e scrive un leitmotiv per chitarra acustica, basso, batteria spazzolata e tromba solista in stile lounge folk, altamente melodioso. Ritmo tribale sincopato nel breve “Sniper’s Action”; Ottoni scaldati dalla ritmica convulsa e dalla chitarra elettrica acida, dal basso furibondo e dall’organo swing nel pezzo d’azione “Lebanese Rally”; una ballata soft jazz surriscalda di erotismo “International Escort Service”, ovviamente dato il titolo del brano; altra traccia con lo stesso motivo soft appena citato, ma in versione sexy e lasciva, si fa strada in “Love Break”; la canzone festosa per la madre del gangster del film, “Mamma, We Like You So Much”, cantata al suono di una chitarra acustica, anticipa lo stesso motivetto solista per chitarra nel successivo “Dead in the Gutter”.
Peccato che non siano riportati i nomi dei musicisti chiamati ad eseguire questa eccellente score.

Stampa