Piovani dirige Piovani

cover piovani dirige piovaniNicola Piovani
Piovani dirige Piovani (2018)
Warner Music Italy 5054197956829
20 brani – Durata: 78’50”

Nei concerti di musica da film spesso – per esempio nel mio caso – si eseguono le partiture sinfoniche originali, cioè quelle scritte per le registrazioni della colonna sonora del film, ma riallestite in forma di suite sinfoniche. Riallestite in che senso? Nel senso che le musiche composte per un’opera cinematografica, durante le registrazioni, vengono poi quasi sempre riadattate, scomposte e riaggregate per funzionare nel montaggio del film. Alcune sequenze, ad esempio, vengono commentate con elementi semplicemente armonici privi del tema, altre con poche battute icasticamente interrotte, con frammenti della partitura originale dilatati, reiterati, scorciati. I film spesso contengono parti scomposte di una struttura musicale che, insieme a dialoghi e rumori, “ri-compongono” una nuova partitura cinematografica. Non mancano naturalmente in un film momenti in cui una musica si ascolta nella sua interezza, nella sua complessità, ma questo accade in poche sequenze, a volte quasi solo nei titoli di testa e di coda. Nel concerto registrato su questo disco abbiamo eseguito le partiture da cui sono nate le colonne musicali per il cinema dei Taviani, di Benigni e di Fellini, in un montaggio “da concerto” che le presenta nella loro interezza, e che vuole essere come riassunto dell’anima sonora di quelle opere cinematografiche.

Nelle note del libretto del CD, soprariportate, il Maestro Nicola Piovani, premio Oscar per la score de La vita è bella di Roberto Benigni del 1997, in poche semplici parole riassume il motivo di questa pubblicazione discografica Warner Music che ricapitola in tre lunghe suite le sue prove compositive di grande livello artistico-musicale per i tre succitati registi, con i quali ha stretto un rilevante legame non solo lavorativo ma anche umano che lo ha portato a scrivere colonne sonore indimenticabili. Lo stile di Piovani che in questa compilazione di pregevoli riesecuzioni, registrate dal vivo durante il concerto torinese all’Auditorium Rai “A.Toscanini” il 5 ottobre 2016, da parte della lussureggiante Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta dal Maestro stesso (nato a Roma il 26 maggio 1946), sboccia di nota in nota in tutta la sua primaria essenza popolaresca e nostalgica tra malinconiche melodie e motivetti canzonatori che risplendono di luce propria ascolto dopo ascolto. Difatti il Maestro romano, tre volte David di Donatello (Ginger e Fred, 1986, Caro diario, 1993 e La stanza del figlio, 2001), pluripremiato o candidato a vari ed influenti riconoscimenti tra i quali i Ciak d’Oro, Globi d’Oro e Grammy, nel suo stile ha evidenti richiami, fatti propri tirandone fuori una sua forma musicale, timbrica e armonica personale, di facile riconoscibilità anche ai non esperti cine-musicali e a quelli che si ritengono ‘sordi’ musicalmente (ciò che accade anche con altri illustri e pubblici compositori per le immagini, ossia Ennio Morricone e John Williams), agli stili inconfondibili di grandi Artigiani della Musica per Film quali Fiorenzo Carpi e Carlo Rustichelli che hanno reso grande il nostro Cinema. Nelle tre suite della durata di quasi trenta minuti cadauna, queste influenze, assonanze, si palesano con forza comunicativa e gioiosa vitalità di nota in nota, risaltando maggiormente la profonda cultura accademico-nazional-popolare del Maestro Piovani che ha un curriculum di tutto rispetto, avendo musicato film importanti per registi, oltre i suddetti, come Moretti, Monicelli, Tornatore, Magni, Agosti, Giuseppe Bertolucci e Bigas Luna. Nelle suite dai film di Taviani (Fiorile, Il sole anche di notte, La notte di San Lorenzo e Good Morning Babilonia), di Benigni (Pinocchio e La vita è bella) e Fellini (Intervista, La voce della luna e Ginger e Fred) si mescolano, data anche la diversità delle storie narrate dai registi, pagine e paesaggi sonori differenti ma sempre accomunati da un linguaggio basilare di natura, come accennato sopra, popolaresca: nei film dei fratelli Taviani subentrano motivi operistici, sentimental-melanconici, partecipi, dalle reminiscenze americaneggianti, marcie popolane e cantate settecentesche; nei due film di Roberto Benigni convivono episodi buffi, valzer e foxtrot, movimenti circensi (come farne a meno con la figura clownesca del suo protagonista e autore), attimi tensivi e leitmotiv di una bellezza dolorosa; nei film di Federico Fellini, logicamente e scontatamente visto il rapporto con la musica delle sue pellicole e con chi era nato il sodalizio più duraturo della sua carriera da cineasta, ovvero Nino Rota, Piovani si rifà al Maestro milanese per accontentare il regista riminese tirando fuori tra una citazione e l’altra, una canzone d’epoca e l’altra, una serie di moduli musicali emulanti lo stile rotiano ma cercando di uscirne a testa alta mostrando il suo di stile. E questo album, seriamente bello da sentire, con una performance nutrita e ammirabile dal primo all’ultimo brano che rende ancora più incantevoli e incantate, divertenti e divertite, appassionate e passionali i temi che abbiamo ascoltato migliaia di volte in svariate occasioni concertistiche o su incisioni dedicate al Maestro romano o da lui medesimo realizzate, è una rinnovata occasione per conoscere l’essenza pura, dinamica, bruciante e popolare, nel senso più alto del termine, di Nicola Piovani. E con la scusa andatevi a riscoprire o acquistare, se non ancora presenti nella vostra collezione, CD quali “Musica per il Cinema – Nicola Piovani” (Virgin), “The Best of  Nicola Piovani” (Rai Trade/SetteOttavi), “Le musiche di Concerto Fotogramma” (Emergency Music), “In quintetto” (La voce della luna/Self/Fazioli) e “Piovani Cantabile” (Sony Music). 

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