Unknown Soldier
Peter Calandra
Unknown Soldier (Inedito, 2004)
MovieScore Media MMS06001
10 brani + 3 Bonus tracks – Durata: 33’36”
Mikael Carlsson, fondatore dell’etichetta MovieScore Media, certamente nota agli appassionati di Musica Applicata, ha un grande, enorme merito: quello di proporre e portare all’attenzione degli appassionati musica scritta per film “minori”, talvolta distribuiti solo localmente e quindi poco o per niente conosciuti in Italia sebbene spesso di alta qualità e limitato budget. Altrettanto di alta qualità sono frequentemente (sebbene non “sempre”) le soundtracks di questi film, scritte da compositori quasi sempre poco conosciuti al grande pubblico e certamente meritevoli di un ascolto attento.
Normalmente, giungo all’acquisto ed all’ascolto di una colonna sonora solo dopo aver visto il film. Il catalogo MovieScore mi ha invece ispirato in più di un’occasione a seguire il percorso inverso: incuriosito da alcuni titoli, ne ho dapprima ascoltato la musica e successivamente ho cercato il lungometraggio per il quale la musica è stata scritta (peraltro non di rado è stato piuttosto difficile reperire il film trattandosi molto spesso di produzioni mai distribuite in Italia, disponibili solo in lingua originale e talvolta nemmeno in inglese). Ad ogni modo, questo mi ha permesso di conoscere veri e propri gioielli, sia dal punto di vista cinefilo che musicale.
Unknown Soldier di Peter Calandra è in assoluto la prima uscita con cui Mikael Carlsson ha inaugurato la sua etichetta nel lontano Gennaio 2006. Sono riuscito a trovare il DVD in rete, spedito dagli Stati Uniti, e devo dire che, da ogni punto di vista, si tratta di una delle belle sorprese cui mi riferivo poc’anzi.
Diretto da Ferenc Toth, Unknown Soldier è un film “spiazzante” che, nonostante l’aspettativa suscitata anche solo dalla copertina del DVD, racconta con sensibilità la storia delicata e toccante di Ellison, un ragazzino di colore, figlio di un onest’uomo che ha dedicato la vita al lavoro ed al sacrificio per la famiglia. Alla morte del padre, Ellison si ritrova solo, ad Harlem, impreparato ed allo sbando, senza nessuno cui far riferimento. A seguito di un percorso di maturazione drammaticamente troppo breve, dovrà scegliere se seguire gli insegnamenti paterni o se, piuttosto, preferire la via più facile della strada. Il film, tra l’altro, ha vinto il “Los Angeles and Philadelphia Film Festival”
La score di Peter Calandra non è meno spiazzante del lungometraggio. Non ci troviamo di fronte a tracce “pop” o Hip Hop come magari qualcuno (il sottoscritto, in primis) avrebbe potuto superficialmente attendersi, cadendo nel luogo comune che associa la popolazione afroamericana di oggi con la musica rap. Al contrario, Ferenc Toth ha scelto di accompagnare le vicende di Ellison con raffinata musica jazz, oltre che più tradizionale underscore, affidando la componente musicale del film a Peter Calandra, pianista e compositore d’esperienza “multi genere” sia indipendente che per cinema e TV.
Quello che Calandra propone è quindi un raffinato, elegante e sobrio mix di brani jazz strumentali (per piano, basso, sax, tromba e percussioni) che con estrema discrezione accompagnano le immagini. Questo approccio musicale, evidentemente, sposta la narrazione su un piano completamente differente da quanto atteso. Ellison, disperato, affronta tutti i rischi dei marciapiedi di Harlem accompagnato da delicati assoli pianistici o di sax piuttosto che da musica più “tradizionalmente” (e prevedibilmente) drammatica. I primi tre brani della proposta MovieScore ben rappresentano quest’anima della musica di Calandra. Il pianoforte, probabilmente elettronico, suonato dal compositore, conduce e fornisce l’infrastruttura musicale in cui si incastonano gli interventi e le improvvisazioni di sax e tromba. Il tutto si appoggia sulla sezione ritmica di basso acustico e batteria, con alcune reminiscenze “latine” introdotte dalle percussioni (“Opening Party”, “City Biking” & “Teen Hijinks”)
L’altra anima della produzione di Calandra è quella più, diciamo, narrativa o emotiva. Da alcuni è stata definita “ambient music”, ma non si tratta in alcun modo di musica ambient. Se proprio vogliamo affibbiare un’etichetta a questi brani, potremmo definirli un raffinato underscore la cui presenza è certamente funzionale nella soundtrack meritando quindi l’inclusione nell’album MovieScore. Raccontano i momenti più intimi di Ellison, la malinconia della sua nuova vita da solo. E lo raccontano per piano solo (“Can’t sleep here”) o attraverso delicati accordi pianistici accompagnati da lenti e toccanti assoli. Sax ben lontani dalle armonie jazz delle tracce precedenti (“Fire Escape Meeting”, “Ellison’s Pain”). Oltre all’unico brano di (moderata) azione (“The Escape”), “Searching” ed “Ellison’s Choice” sono forse i pezzi più deboli della selezione in cui tappeti di accordi sintetici, oltre all’onnipresente supporto pianistico, accompagnano le emozioni del protagonista.
I titoli di coda del film sono accompagnati da un riflessivo brano per piano solo (“End Credits”) che ben riassume nella delicatezza e nelle armonie l’epilogo del film (che non voglio anticipare ad eventuali coraggiosi che volessero cimentarsi nella ricerca del DVD).
La OST si chiude con tre tracce per piano solo (“Solemates”, “Time Returns Once”, “In the End”), sempre scritte e suonate da Peter Calandra ma che non nascono per il film. Ciononostante accompagnano perfettamente il “mood” del resto della colonna sonora e risuonano delle stesse gentili e malinconiche emozioni suscitate dalla produzione di Ferenc Toth.
Purtroppo la colonna sonora, disponibile un tempo solamente in digital download, risulta attualmente “DISCONTINUED” sul sito MovieScore ed in effetti, fino a poco tempo fa, sembrava non essere più disponibile su alcun digital store. La buona notizia è però che sembra recentemente riapparsa su TIDAL, peraltro anche in formato FLAC (lossless), sebbene ad un costo non proprio popolare, soprattutto in considerazione del titolo così di nicchia e della brevissima durata (33 minuti).