Renaud Capuçon – Cinema
AA.VV.
Renaud Capuçon – Cinema (2018)
Brussels Philharmonic – Stéphane Denève
Erato/Warner Classics 0190295633936
19 brani – Durata: 76’17”
Da sempre posseggo un interesse per le musiche per film – se no non sarei qui a scriverne, ovviamente – e soprattutto, negli anni di collezionismo più sfrenato, verso le raccolte e compilation varie di riesecuzioni o cover di colonne sonore più o meno famose. Ne vado sempre alla ricerca e quando mi capita sottomano una compilazione come quella che vi sto recensendo, rimango a bocca aperta e mi rendo conto che anche dopo centinaia e centinaia di raccolte di soundtracks del passato e del presente più o meno riuscite ed entusiasmanti all’ascolto, posso ancora rimanere stupefatto dal sentirne l’ennesima.
Poi qui trattasi di un violinista francese di tutto rispetto accompagnato da un’orchestra altrettanto rispettabile e illustre dove sul podio si trova uno dei più rinomati e anch’egli celebrato direttore d’orchestra del mondo: parlo di Renaud Capuçon al violino supportato dalla Brussels Philharmonic diretta da Stéphane Denève. Questa raccolta è di quelle che non finiresti mai di ascoltare sia per l’enorme qualità esecutiva solistica ed orchestrale che per l’originalità degli arrangiamenti che a tratti mutano in maniera magistrale temi arcinoti (trascrizioni superbe ad opera di Cyrille Lehn e Daniel Cappelletti): ecco, forse, l’unica critica che si può attribuire a questo album è quella della scelta dei leitmotiv da eseguire, dato che per buona parte la selezione è andata verso lidi sicuri e di maggiore appeal, in particolar modo per il grande pubblico. Ma sarebbe cercare sul serio il pelo nell’uovo o, per dirla in musica, la nota minimamente sbagliata sul pentagramma. Allora diciamo solo che tra Temi famosissimi quali quelli scritti da John Williams per Schindler’s List, Ennio Morricone per Nuovo Cinema Paradiso e Mission, Nino Rota per Il padrino, Nicola Piovani per La vita è bella, Henry Mancini per Colazione da Tiffany e John Barry per La mia Africa, troviamo leitmotiv altrettanto noti invero per gli amanti della Film Music e qualche neofito ma addirittura alcuni di nicchia per puri collezionisti e aficionados di colonne sonore. Ovvero L’attimo fuggente di Maurice Jarre, Yentl e Quell’Estate del ’42 di Michel Legrand, Il disprezzo di Georges Delerue (la cui score venne sostituita nel mercato italiano con le musiche antitetiche di Piero Piccioni, Ndr.), La leggenda di Robin Hood di Erich Wolfgang Korngold, Il favoloso mondo di Amélie di Yann Tiersen, Bagdad Cafè di Bob Telson, The Twilight Saga: New Moon di Alexandre Desplat, Vento di passioni di James Horner, Joyeux Noël - Una verità dimenticata dalla storia di Philippe Rombi, La 7eme cible di Vladimir Cosma. A proposito del perché della realizzazione di questo tributo alla Musica per Immagini, lo stesso Renaud Capuçon dichiara nel libretto del CD: “Suonare musica dalle colonne sonore dei film che significano così tanto per me mi ha permesso di raccontare la mia storia. Un certo numero di racconti diversi finiscono intessuti qui, ispirando la migliore storia di tutti - quella che ti racconterai mentre ascolti questo album”. E quanto affermato dal violinista francese non può che rimanere impresso dopo svariati ascolti di questo meraviglioso assemblaggio di temi dinamici, drammatici, favolistici, romantici, mielosi, poetici e via aggettivando all’infinito, perché non soltanto vi torneranno alla mente le immagini-sequenze tratte dai film succitati ma queste performance incredibilmente intense e belle vi susciteranno ricordi della vostra esistenza anche slegati dal contesto filmico a cui appartengono i singoli leitmotiv eseguiti nelle 19 tracce, piombando in un luogo astratto dove i sogni divengono realtà. Ogni pezzo è un percorso cine-musicale che non solo traccia un momento della Film Music importante anche al di fuori della pellicola, vivendo di vita propria più che degnamente, ma è un percorso dell’anima di chi li interpreta e subito dopo di chi li sente, assorbito pienamente dalle note che il violino solo e l’orchestra al completo ci iniettano nello spirito. Questa ‘sensazione-viaggio mentale’ che, cari lettori, può darsi riteniate esagerata e azzardata dopo aver letto la mia esuberante recensione, sgorga dall’ascolto attento, innumerevoli volte, di tutte le tracce, di cui conosco alla perfezione le versioni tematiche originali ed altre cover di una loro buona parte in molte altre raccolte. Una ‘sensazione-viaggio mentale’ di stupore, gioia e intima consapevolezza che chi ha veramente la Dote di mettere in note i sentimenti (quali essi siano e a chi possano appartenere di reale e irreale!), con e senza l’ausilio di immagini da commentare, e farle rimanere impresse anche nello spettatore e uditore più distratto – non soltanto quello colto musicalmente – in quel momento è davvero un Maestro della Musica a tutti gli effetti e tale rimarrà nella memoria di ognuno di noi per sempre. I leitmotiv di questo album sono tutti, nella stragrande maggioranza come accennatovi sopra, ultranoti e l’interpretazione data da Renaud Capuçon, con l’autorevole ed eccelso contributo della bacchetta appassionata e cinefila di Stéphane Denève che guida una Brussels Philharmonic in stato di grazia, è qualcosa di magnifico e paragonabile ad altri grandi tributi alla musica per film di apprezzabili solisti strumentali mondiali quali Lang Lang, Yo-Yo Ma, Sara Andon e Simone Pedroni, tutti ampiamente recensiti nella nostra rivista nel corso degli anni. Insomma, un CD da acquistare senza indugi e da regalarsi e regalare a Natale a chi ama seriamente la Musica, non solo quella legata alle scene di film celebri o meno conosciuti come alcuni presenti in questa raccolta denominata “Cinema”. Dulcis in fundo, come non emozionarsi e commuoversi sentendo il violino soave di Capuçon avvolgere la voce delicata e accogliente della cantante Nolwenn Leroy in una delle più straordinarie performance di sempre di una delle più belle canzoni della Storia della Settima Arte, “Calling You” da Bagdad Cafe: solo questo pezzo vale la spesa!