I giorni dell'ira
Riz Ortolani
I giorni dell’ira (Day of anger) (1967)
Penta Music PTM 001
40 brani - durata: 78:16

Western all’italiana del periodo aureo diretto da Tonino Valerii che ha a disposizione star del calibro di Giuliano Gemma e Lee Van Cleef. La storia è in pratica un racconto di formazione dai risvolti edipici in cui i machiavellismi e le smargiassate tipiche del genere sono associati ad un inusitato messaggio etico: Scott Mary (Gemma), giovane orfano nato da una prostituta, ucciderà uno dei suoi due ‘padri’, cioè Frank Talby (Van Cleef), che l’aveva educato alla vita da pistolero, per vendicare l’altro, il vecchio stalliere Murph (Walter Rilla), che invece l’aveva aiutato a crescere dispensandogli consigli e premure. Alla fine butterà via la pistola scegliendo di vivere in pace.
Dopo varie versioni discografiche più o meno estese sia in vinile che in digitale, questo CD della neonata etichetta britannica Penta Music (uscito su licenza GDM Music) offre un resoconto praticamente completo della colonna sonora di Riz Ortolani: agli 11 brani appartenenti ad un vecchio LP RCA sono state aggiunte ben 29 tracce in stereo. Dopo una significativa militanza nel western pre-leoniano, il compositore pesarese espone una partitura robusta e timbricamente connotata dall’esteso utilizzo della chitarra elettrica. L’omonimo tema principale dalle preziose ombreggiature jazz è uno dei più celebri di tutta la storia del nostro western (non è sfuggito ad un cultore come Quentin Tarantino che nel 2012 l’ha inserito nello score di Django Unchained): alcune note a cascata di chitarra riverberata convergenti in un’esplosione di ottoni introducono un granitico riff ancora della chitarra con i fiati in contrappunto; nella seconda parte i fiati riprendono energicamente la linea melodica; infine la chitarra chiude con evoluzioni sullo stesso fraseggio. Il tutto si muove su una serrata ritmica tenuta da una seconda chitarra e dal charleston. La costante presenza del motivo lungo l’intera pellicola consta sia di ripetizioni pedisseque sia di riadattamenti scarni (vedi, ad esempio, la sezione introduttiva de “L’arma del killer” o “I giorni dell’ira #6”, entrambe con liquide note di chitarra elettrica e colpi di tambora su quella classica) o piuttosto rigogliosi (vedi le romantiche versioni orchestrali della prima parte di “Un uomo forte” e di “Un uomo forte #2”, usate quando Scott legge la lettera-testamento di Murph che gli lascia in eredità il revolver Colt appartenuto al famoso pistolero Doc Holliday). Il tema torna in auge, sottoforma di citazione, anche negli episodi atmosferici, come “Senza pietà”, per fiati, archi e chitarra elettrica più effetti sonori vari (cavalli al galoppo, rumore di passi, tintinnii di speroni, colpi di pistola, raffiche di vento), o “Violenza, odio” (simile a “I giorni dell’ira #6”), presente in due versioni, una più dimessa per chitarra elettrica, archi e tambora; l’altra più imponente per archi, chitarra elettrica e timpani. Un’altra sezione di “Un uomo forte” prevede alcune battute per banjo: vogliono sottolineare, con chiari intenti grotteschi, la disparità tra l’ingenuo ed inesperto Scott Mary che insegue a dorso di mulo un Talby sicuro di sé e troneggiante sul suo elegante cavallo. “Una notte serena” inaugura il secondo tema conduttore caratterizzato da una tromba deguellizzante, ma ribadito sia in versioni distese per armonica (“Una notte serena #2”, “Una notte serena #5”, “Una notte serena #6” e “Una notte serena #7”), con o senza effetti sonori naturalistici (il frinire delle cicale), o per chitarra classica sola (“Una notte serena #4”), sia più ritmiche per orchestra con i fiati a fanfara spesso spalleggiati dalla chitarra elettrica (“Fino all’ultimo colpo”). A dispetto del titolo, il pezzo si impone a ridosso di momenti piuttosto drammatici, come il trascinamento di Talby steso a terra e legato per le mani ad un cavallo o le sparatorie finali. “I giorni dell’ira #4” e “I giorni dell’ira #8” sono due riduzioni pianistiche della canzone “It’s time to go”, intonata nel saloon da una voce femminile non accreditata. Tra i 13 inediti, spicca “I giorni dell’ira #14 (demo song)”, cantata in italiano da Raoul in previsione di un 45 giri promozionale che non venne mai prodotto.