California & Reverendo Colt
Gianni Ferrio
California (1977)/Reverendo Colt (1970)
Digitmovies/Digitsoundtracks CDDM 269
39 brani – durata: 63’10’’

Grazie al recupero delle registrazioni depositate presso gli archivi privati del M.° Gianni Ferrio, la Digitmovies riversa in un unico CD due western da tempo considerati perduti: California e Reverendo Colt.
Esauritasi la corrente farsesca successiva al fenomeno Trinità, il western all’italiana visse a metà degli anni Settanta una stagione di effimera rinascita con una serie di film ben confezionati e dalla tenuta narrativa superiore alla media. Forse condizionato dalla consapevolezza dell’irreversibile decadenza del genere, Michele Lupo diresse uno di questi capitoli di commiato, un capitolo dai riflessi autunnali, a tratti poetico, con personaggi autentici e un’insolita cura nel rappresentare l’umiliazione e la rassegnazione dei vinti.
Giuliano Gemma - che l’anno successivo interpreterà anche l’ultimo ‘spaghetti’ della stagione regolare, Sella d’argento di Lucio Fulci - è Michael Random detto ‘California’, un soldato sudista disilluso e misantropo, congedato al termine della Guerra di secessione americana. Sulla via del ritorno a casa, diventerà amico del giovane ed ingenuo William Preston (Miguel Bosé), che verrà ucciso da alcuni fanatici in vena di epurazioni. California raggiungerà così la fattoria del ragazzo per dare ai familiari la triste notizia e deciderà di fermarsi con loro. Quando Helen (Paola Bosé), sorella di William, cadrà nelle grinfie di una banda a caccia di disertori, scatterà la vendetta inesorabile. Gianni Ferrio sorregge l’onda di luce incantata della splendida fotografia di Alejandro Ulloa con una partitura accorata e crepuscolare, in cui viene data particolare distinzione ai registri più sofferti dell’armonica di Franco De Gemini. Abbandonata la grandeur orchestrale che aveva accompagnato anni addietro le pagine più eroiche da lui scritte per il western, il compositore, pur senza dismettere del tutto la sezione archi, colloca al centro dell’organico un complesso moderno imparentato con il pop degli anni Settanta, ma vi affianca anche timbriche acustiche ora cupe ora dai colori pastello. Il tema principale “Seq. 1” - ripreso in forma più estesa in “Seq. 31”, già edita all’epoca su un vinile a 45 giri - è una triste e struggente melodia per chitarra elettrica ed armonica su base tastieristica, appaiata ad un coro che intona stancamente il verso «California, goodbye»; nella seconda parte il brano si movimenta grazie all’avvento degli archi, mentre la chitarra, con un pizzico di riverbero e wah-wah secondo la moda della musica leggera del tempo, esegue una ritmica sincopata. Spesso richiamato dall’armonica in molteplici combinazioni, il brano concorre a descrivere l’amarezza e la desolazione degli sconfitti, ma funziona egregiamente anche sullo sfondo della nascente amicizia tra California e William oppure al cospetto di circostanze tragiche. In quest’ultimo caso il testimone delle parti solistiche passa alla chitarra elettrica: distorta nella scena del rapimento di Helen (“Seq. 19”); pinkfloydiana su un tappeto di sintetizzatori quando California scopre il cadavere di William appeso con una fune a scopo di dileggio (“Seq. 26”). Non è un caso che questa stessa versione comparirà quando il protagonista libererà Helen dal rifugio dei malvagi, quasi a voler sottolineare una possibile continuità tra due episodi di segno contrario. Infine, poco prima della scena finale e sempre all’interno del rifugio, un messicano ne esegue un arrangiamento per chitarra sola (“Seq. 27”). Le truci imprese della banda di cacciatori di taglie guidata da Rope Whittaker (Raimund Harmstorf) risuonano drammaticamente in un ruvido tema blueseggiante per chitarra elettrica, armonica e batteria (“Seq. 2”). Anch’esso é ripetuto piuttosto spesso, con lievi variazioni e talvolta interrotto o preceduto da qualche battuta di suspense. Una serie di brani orchestrali nostalgico-romantici, con predominio della chitarra classica e contributi di flauto, pianoforte, arpa e armonica (“Seq. 13”, “Seq. 14”, “Seq. 15”, “Seq. 28”), seguono California nella fattoria dei Preston, dove trova l’affetto di una famiglia, pur lacerata dal dolore della perdita, e l’amore (casto) di Helen. Le cavalcate nei paesaggi dell’Almería sono scandite invece dalla trascinante “Seq. 20”, per organo a canne, alternato ad una serie di virtuosismi di chitarra classica, e timpani. Due i temi da saloon, entrambi extradiegetici: uno, per pianoforte, quando William e California entrano a cavallo nel locale disfatto di una cittadina fantasma (“Seq. 11”); l’altro, annesso ad una scena girata in un saloon gremito, per banjo (“Seq. 16”). Il resto del commento di Ferrio si divide tra momenti di suspense, anche piuttosto spinti sul piano della sperimentazione (si notino “Seq. 12” e “Seq. 21”), e brevi o brevissime chiose musicali di indirizzo mutevole. Da segnalare, a questo proposito, “Seq. 6” (pianoforte a puntine, chitarra ritmica, armonica e versi onomatopeici), corrispondente alla caccia alle rane scatenata in uno stagno dai sudisti affamati: è in pratica l’unica concessione all’umorismo ad avere una certa ampiezza.
Diretto sette anni prima dall’argentino León Klimovsky (e, si dice, anche da Marino Girolami), Reverendo Colt ha invece come protagonista un ex pistolero divenuto pastore protestante - da qui l’ossimorico soprannome - interpretato dall’americano Guy Madison. Dai molti flashback capiamo che l’uomo si è convertito alla vita spirituale in seguito alla morte accidentale di un bambino avvenuta durante una sparatoria. Circondato dalla diffidenza dei cittadini di Tucson, dove si é recato per costruire una missione, e accusato ingiustamente di un delitto, sarà costretto ad impugnare di nuovo la pistola per dimostrare la sua innocenza e l’autenticità del suo ravvedimento. La colonna sonora, composta da Ferrio sotto lo pseudonimo di Lady Park, é integrata con materiale di repertorio firmato da Piero Umiliani. Il CD documenta solo le otto tracce concepite dal primo appositamente per il film. Sobrietà ed essenzialità sono i principi a cui si è attenuto il maestro, che decise di non avvalersi dell’orchestra, ma coinvolse strumentisti di spicco come Alessandro Alessandroni alle chitarre e al fischio, ed Oscar Valdambrini al flicorno. Spoglio ma efficace nel comunicare la sua parentela col western all’italiana é il tema dei titoli di testa “Seq. 1”, una progressione per timpani e chitarra acustica attraversata da solismi di chitarra classica prima, di flicorno poi. Le riprese giungono all’altezza di “Seq. 3”, “Seq. 6” e “Seq. 8”, quest’ultima introdotta da alcune battute per chitarra e fischio. Due chitarre, una acustica ed una classica, intessono successivamente le armonie ispaniche di “Seq. 2” e “Seq. 4”, mentre la stilisticamente omologa “Seq. 7” è un brevissimo e triste frammento cantato in spagnolo. “Seq. 5”, infine, è un episodio di suspense che sfrutta effetti elettronici, basso, timpani e una tromba militaresca dal suono deformato.
Come viene correttamente segnalato nelle note editoriali, il disco non é impeccabile dal punto di vista della resa sonora, ma ciò è dovuto al pessimo stato di conservazione dei nastri originali, danneggiati a tal punto da non consentire un restauro ottimale.