Armageddon (Score Album)
Trevor Rabin
Armageddon – Giudizio finale (Armageddon – 1998)
Columbia/Sony Music CK 69689
18 brani – durata: 50’11’’

Il disco si apre con “Armageddon Suite”, brano destinato esclusivamente all'edizione su CD. La suite offre una buona visione d'insieme del tema principale e di alcuni tra i passaggi più caratteristici della composizione, in cui spiccano il piacevole fraseggio di chitarra e il bel leitmotiv eroico. Entrando nel vivo della composizione per la pellicola invece s'incontrano momenti molto eterogenei, che spaziano quanto a stile, come il country “Oil Rig”, commento alle scene ambientate sulla piattaforma petrolifera, dove un largo utilizzo di batteria, armonica a bocca e chitarra inquadrano uno stile ritmato e decisamente adeguato. L'evoluzione del film, e il suo risvolto più drammatico, si fregia di commenti come “AJ's Returns”, in cui Rabin svolge un buon lavoro di composizione ed orchestrazione, generando un movimento molto appassionante e coinvolgente, ed offrendo una esecuzione sinfonica vigorosa e prorompente. Il suo essere ancora acerbo nella gestione del corpo orchestrale si accusa in molti momenti, tra cui quello in questione, ed il risultato spesso appare piuttosto finto ed ovattato, con conseguente compromissione del sound, che specialmente nella sezione d’ottoni risulta essere ben poco brillante, facendo poca giustizia al vigore che la sezione è solita esprimere per commenti di questo genere. Il risultato è comunque buono, e la resa, grazie alla larga presenza di elettronica, è senza dubbio convincente. Molto trascinante il brano “Evacuation”, in cui, dopo un incipit di basso cavalcante, la sezione d'ottoni dipinge un'atmosfera tensiva che, attraverso un crescendo, esplode in un tema decadente carico di grande personalità. Particolare attenzione viene dedicata alla gestione della sezione d’archi, la quale svolge un ruolo di supporto e protagonista al tempo stesso, grazie ad una buona alternanza ed una orchestrazione comunque valida, in cui spesso spicca la mano di Gordon Goodwin, fido collaboratore di Rabin. “Launch” è sicuramente uno dei momenti più emozionanti dell'intera partitura, una lunga sequenza musicale di ben 8 minuti che trasmette un carico emotivo intenso e trascinante. La presenza di un modesto, ma funzionale, corpo corale dona al passaggio maggiore spessore, ricreando un forte retrogusto di speranza, elemento portante della pellicola. Tutto il brano è concentrato sul crescendo del tema principale, con un arrangiamento che ne enfatizza il carattere più drammatico e delicato. Larga infatti la presenza degli archi, e ben più pacata quella degli ottoni. L'elettronica accompagna in modo assolutamente non invasivo l'evoluzione del leitmotiv, conferendogli un gusto melodico e poco muscoloso. Molto più potenti e aggressivi invece momenti come “Short Straw” o “Death Of Mir”, in cui Rabin enfatizza la presenza del tema eroico e di quello decadente attraverso un largo utilizzo di trombe e tromboni, numerosi unisoni di corni ed una ritmica sintetica cadenzata, a tratti sincopata, martellante ma non chiassosa. Brani dal forte carattere adrenalinico e capaci di trasmettere sensazioni molto penetranti, specialmente se associati alle scene commentate. Personale e caratteristico per questo genere di film “Long Distance Goodbye / Landing”. Il compositore si cimenta infatti in una scrittura piuttosto intelligente, caratterizzata da un momento eroico e altamente emotivo, che sfocia poi in una presenza sinfonica in grande stile che enfatizza l'atto conclusivo prima di un finale melodico in cui spiccano arpeggi, belle presenze di piano ed una interpretazione dalla ritmica andante del tema portante, eseguito da una generosa sezione d'archi.
Armageddon è una colonna sonora di passaggio, una partitura che pur dimostrando una buona capacità compositiva ed una impronta stilistica indubbiamente personale, porta con se anche il grande peso di una mano ancora poco esperta. Se la presenza di temi interessanti e di una varietà musicale testimoniano una buona fantasia e creatività, la tecnica orchestrativa e il risultato finale accusano invece una capacità ancora in via di sviluppo. Il risultato infatti, musicalmente parlando, poteva essere notevolmente migliore. Il disco, e la OST come la si sente sul film, non ha particolari difetti o pecche, però visto il carico sinfonico e la potenza dei temi composti, avrebbe potuto essere interpretata, arrangiata o orchestrata in un modo tale da far invidia a composizioni meno brillanti ma magistralmente eseguite. La presenza di Harry Gregson-Williams, compositore di ragguardevole successo (Le Crociate, Le Cronache Di Narnia, Shrek), è stata indispensabile nella versione conclusiva della partitura, così come la si sente nel film. Il musicista si limita a mixare, rielaborare e aggiungere elettronica al lavoro completamente composto da Rabin, introducendo pagine con un gusto molto personale (per esempio la sequenza che commenta l'arrivo dello shuttle sull'asteroide e la perdita della seconda nave), in cui il carattere drammatico, catastrofico e, perché no, apocalittico trasuda da ogni singola nota. Rabin rimase piacevolmente colpito dalle capacità e dal buon rapporto sviluppato col suo collaboratore, tant'è che si ritrovarono a lavorare nuovamente insieme per Nemico Pubblico. In quel caso, per volere stesso del compositore, sui titoli di testa e sull'edizione in CD, apparve anche il nome di Harry.
Nato in Sudafrica nel 1954, durante gli anni vissuti nell'antico continente, dove il padre, Godfrey Rabin, svolgeva il lavoro di diplomatico, Trevor matura la sua formazione musicale studiando composizione, arrangiamento e direzione. La passione trasmessagli dal padre, violinista di grande talento, lo porta a studiare diversi strumenti quali pianoforte, tastiera e chitarra, il suo favorito. Entrato nel famoso gruppo degli Yes, Rabin vanta il privilegio di essere il compositore della canzone “Owner of a Lonely Heart”, singolo più venduto della storia della musica rock, la quale, per ironia della sorte, venne respinta da più produttori discografici prima della sua entrata nella band. Durante la metà degli anni 90 l’artista intraprende la carriera di compositore per il cinema, scrivendo musica per alcune tra le pellicole più famose dell'ultimo decennio del ventesimo secolo. Nel 1997 sostituisce il collega Mark Mancina, ingaggiato per comporre le musiche di Speed 2, nel film Con Air, prodotto da Jerry Bruckheimer. Questo sarà l'inizio di una collaborazione col famoso produttore americano, col quale lavorerà anche per titoli quali Bad Boys II e Il Mistero dei Templari. Nonostante la collaborazione con Harry Gregson-Williams per Armageddon e Nemico Pubblico, Trevor Rabin non entra a far parte della Media Ventures, fondata dal famoso compositore tedesco Hans Zimmer. Infatti in più interviste Rabin ribadisce che l'unico rapporto avuto con Zimmer e la sua società risale al periodo del suo ingaggio per Armageddon; in quella occasione Rabin affittò solo una sala presso i suoi studi durante la produzione del film. Tra i fidi collaboratori di Trevor Rabin ritornano nella sua carriera i nomi di Gordon Goodwin, suo fedele direttore d'orchestra ed orchestratore, e Paul Linford, produttore delle sue colonne sonore ed occasionalmente compositore di musica addizionale per alcune sue partiture. Anche Don Harper ha lavorato diverse volte con Rabin come direttore d'orchestra in The Great Raid, Texas Rangers e Jack Frost e come compositore di musica addizionale per la versione cinematografica de Il Mistero dei Templari.
Armageddon ad oggi risulta essere ancora il lavoro più famoso di Trevor Rabin, fungendo da manifesto di uno stile che negli ultimi anni si è notevolmente evoluto e raffinato, portandolo a scrivere pagine di livello superiore quali The Great Raid o Snakes On A Plane. Ma come diceva Italo Calvino “Il primo libro sarebbe meglio non averlo mai scritto. Finché il primo libro non è scritto, si possiede quella libertà di cominciare che si può usare una sola volta nella vita, il primo libro già ti definisce mentre tu in realtà sei ancora lontano dall'esser definito; e questa definizione poi dovrai portartela dietro per la vita, cercando di darne conferma o approfondimento o correzione o smentita, ma mai più riuscendo a prescinderne”, e quindi sebbene il musicista abbia dimostrato una crescita artistica, molto spesso il lavoro per la pellicola prodotta da Jerry Bruckheimer risulta essere ancora la sua etichetta.