06 Lug2015
West and soda
Giampiero BoneschiWest and soda (1965)
Beat Records Company CDX 1010
21 brani - durata: 41' 29"

La romana Beat Records torna al western all’italiana con una pubblicazione che non mancherà di incontrare i favori di tutti gli appassionati: la colonna sonora di Giampiero Boneschi per il film d’animazione di Bruno Bozzetto West and soda. Il titolo del cartone traduce l’intenzione di quest’ultimo di fare una summa animata, e dunque parodistica, del cinema western, avendo in mente soprattutto il modello fordiano, di cui si è più volte dichiarato fanatico, ma non risparmiando neppure alcuni tocchi derivanti dalla reinvenzione all’italiana del genere inaugurata proprio in quegli anni.
Stupisce a questo proposito il fatto che la preparazione del lungometraggio, piuttosto tortuosa data la limitatezza dei mezzi tecnici allora disponibili, iniziò nel 1962 per concludersi solo nel 1965. Quindi, come lo stesso cartoonist ha voluto precisare anni fa in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il suo restyling della materia americana precorre quello operato da Sergio Leone. La trasposizione nella dimensione del cartone animato trasforma il western in una sorta di fiaba moderna, in cui è forte la valenza archetipica e netta la separazione manichea tra bene e male (come insegna la tradizione hollywoodiana). Esilissima di conseguenza la trama: la bella Clementina gestisce tranquillamente una fattoria, ma è insidiata dal perfido Cattivissimo (che vorrebbe sposarla soprattutto per impadronirsi del di lei podere) e dai suoi sgherri Ursus e lo Smilzo; un giorno incontra, rimanendone subito affascinata, il cavaliere solitario e depresso Johnny, il quale rinsavisce per salvarla dalle grinfie dei villain; segue un gran finale con estenuante duello e fuga dei due innamorati verso un tramonto infuocato.
Classe 1927, pianista e compositore di formazione classica ma anche fondatore, nel dopoguerra, di uno dei primi gruppi jazz italiani, Boneschi assunse l’impegno di scrivere il commento musicale dopo che decadde una prima committenza a Enzo Jannacci. Come indicazione di lavoro ricevette quella di identificarsi con lo spirito dell’intera operazione: ironizzare sulle soluzioni del western classico senza tralasciare eventuali guizzi d’invenzione personale.
Dopo anni di oblio, il disco della Beat Records riporta finalmente alla ribalta la partitura con un numero di tracce corrispondente a quelle incise su un vecchio vinile della Carosello, divenuto negli anni un raro oggetto da collezione. Incredibile nel tema dei titoli di testa “West and soda” la permeabilità ai tópoi del western italico, come la nostalgica introduzione per armonica sola, la ritmica da danza flamenco, qualche sonorità onomatopeica e il coro epico (I Cantori Moderni di Alessandroni). Viene da chiedersi se Boneschi l’abbia composto avendo già visto (e soprattutto ascoltato) Per un pugno di dollari (1964). Il motivo ricompare a partire dalla seconda metà del film ne “L’incendio”, arpa, archi e fiati vorticosi al seguito delle fiamme che divampano nella fattoria di Clementina; in “Johnny avanza”, variazione priva di melodia e con la ritmica in crescendo; “Inseguimento”, ripresa per accenni e con variazioni nella parte per armonica; in “Finale (West and soda)”, simile al brano d’apertura ma senza l’introduzione per armonica e con timbri onomatopeici più evidenziati.
Il secondo motivo portante è “Tema di Clementina”, sdolcinato omaggio orchestrale ai western di Hollywood. Quattro le ripetizioni: “Clementina”, in chiave più malinconica; “Viaggio in paese”, più mosso e con ritmica galop; “Notturno”, fiabesche sottolineature del dialogo sotto le stelle tra Clementina e Johnny per arpa, flauto ed armonica con un filo d’archi in sottofondo; “Un’armonica per Clementina”, ovviamente con l’armonica di Franco De Gemini sotto i riflettori. Assente nel CD un’ulteriore versione con chitarra classica ascoltabile durante la supplica minacciosa del Cattivissimo alla fanciulla.
Nella scena del temporale, una delle più impegnative dal punto di vista degli effetti grafici, Bozzetto aveva bisogno di una musica che restituisse convenientemente un’atmosfera sospesa e al contempo una sensazione di minaccia incombente. Chiese allora a Boneschi di scrivere un brano simile a quello concepito da Nino Rota per una sequenza di 8½ (1962) di Federico Fellini, cioè quella in cui Marcello Mastroianni rivede in sogno i genitori al cimitero (il titolo della traccia è appunto “Cimitero”). “Temporale” ne riprende sommariamente la struttura armonica dalle tinte fosche e le note gravi del flauto.
Ci sono poi brevi intermezzi drammatici orchestrali di carattere fortemente didascalico: “Arrivano i cattivi”, anch’esso d’attesa sui registri gravi degli archi; “Le ire di Ursus”, agitato e percussivo; “Drammatico per Johnny”, chiaroscurale e culminante in alcune tambureggianti battute finali (descrive la metamorfosi dell’eroe); “Il Cattivissimo”, ancora con insistenze sui toni gravi degli archi.
Completano la raccolta il ragtime pianistico “Il pianista” (musica da saloon); le trombe e i tamburi de “Gli indiani” (per le sequenze pleonastiche dell’assalto alla diligenza con relativo intervento del 7° Cavalleria); il concitato orchestrale con percussioni ed inserti flautistici “Sarabanda rodeica”; la danza in stile country per violino e banjo “Balletto dei cattivi” (insieme al precedente commenta ironicamente le devastazioni compiute da Ursus e dallo Smilzo nel ranch di Clementina); il tango per orchestra e pianoforte “Tango per un pianista virtuoso” (come sfondo al tentativo di seduzione subito da Johnny da parte di Esmeralda, la donna del saloon incaricata dai malvagi di estorcergli il nome di una miniera d’oro); il requiem orchestrale “Le mucche di Clementina” (quando le mucche fanno partire sul grammofono una musica dolente per la presunta morte di Johnny).
Una speciale menzione, infine, all’elegante artwork vintage del CD, che ripropone fedelmente quello del vecchio LP. In più è allegato alla confezione un cartonato per conservare appaiate la presente uscita ed un’altra dedicata da Beat Records a Bruno Bozzetto: Vip, mio fratello superuomo (1968) con musiche di Franco Godi.