03 Feb2015
Odissea nuda
Angelo Francesco LavagninoOdissea nuda (1961)
GDM 4216 CD
29 brani – durata: 70’57”

Ennesimo frutto della collaborazione GDM/Sugar Music, la colonna sonora estesa di Odissea nuda contribuisce ad approfondire il catalogo del Maestro Angelo Francesco Lavagnino.
Il compact disc, totalmente rimasterizzato e restaurato nel suono grazie al lavoro di Claudio Fuiano (che scrive anche le liner notes), offre agli appassionati collezionisti di soundtracks l'occasione di avere per la prima volta su un unico supporto l'intera sessione di registrazione (in mono), ovvero la musica che si ascolta realmente nel film edit, oltre al raro E.p. che la RCA Italiana stampò nel 1961 (RCA – EPA 30-405) contenente 7 brani selezionati dal Maestro in persona, che al tempo vennero poi smistati in altrettanti 45 giri per il mercato italiano (RCA 45rpm 47-9372) e francese (RCA France 75-667).
Della musica che possiamo ascoltare nel film resta fuori, pertanto, solo la canzone “Baci cha cha cha”, scritta da Lavagnino ed incisa su 45 giri RCA (Serie Europa PM 45-0137) dal complesso The Flippers (in formazione: Max Catalano alla tromba, Romolo Forlai al vibrafono, Fabrizio Zampa alla batteria, Franco Bracardi – futuro pianista in un noto show tv - e Stefano Torossi al basso – che aveva appena sostituito Maurizio Catalano e che sarebbe diventato un nome nelle library e colonne sonore).
Odissea nuda (Diario di un viaggio nei mari del Sud) è un film drammatico diretto da Franco Rossi ed interpretato da un ottimo Enrico Maria Salerno; si trattava di una co-produzione italo-francese che sfruttava in pieno il boom degli atolli del Sud Pacifico come nuova location, frontiera per avventure reali e spirituali, un po' come quella che sembra vivere il protagonista.
Ricordiamo il regista Franco Rossi per alcuni film tra i quali Il seduttore (1954), con Alberto Sordi, e Smog (1962), con Enrico Maria Salerno e la strepitosa colonna sonora jazz di Piero Umiliani featuring Chet Baker, oltre che per una serie di quei film ad episodi tanto in voga in Italia nei Sessanta: da Tre notti d'amore a Controsesso, da Alta infedeltà a Le bambole, fino a I complessi e Le streghe; si tratta di ottimi lavori cinematografici ai quali dobbiamo affiancare di diritto lo sceneggiato televisivo L'Odissea, scritto e diretto dal nostro, insieme a Piero Schivazappa e Mario Bava, grande successo per la RAI nel 1968.
Tornando ad Odissea nuda, scritto da Rossi con Ennio De Concini e Ottavio Alessi, “calato nella suggestiva fotografia di Alessandro D'Eva e in una scrittura nervosa e sensibile, di taglio diaristico, è un film sottovalutato che aspetta di essere riscoperto. Vietato ai minori di 16 anni per la sua componente di erotismo esotico...” (da “Il Morandini”): le componenti individuate dal critico cinematografico sono assecondate e enfatizzate dalla musica che il Maestro Lavagnino compose per il film.
Si tratta sostanzialmente di un unico tema, melodico e lirico, coniugato in diversi arrangiamenti ed interpretato da diversi organici, per lo più da un largo ensemble orchestrale e da un coro di voci – entrambi magnificamente diretti in studio da Carlo Savina – e in minor parte da un piccolo combo elettrificato.
Il cd si apre con l'ep RCA di sette brani dai titoli: “Arrivo a Bora Bora”, breve pezzo sognante e descrittivo, dominato da archi e arpa, che presenta il tema portante di tutta la colonna sonora; “Tristezza nel cuore” che introduce invece il secondo mood, quello cupo e angosciante, con archi tesi e accordi di organo Lowrey, letteralmente “inzuppato” nel riverbero; “Isole di sogno” che riprende il tema al flauto; “Arrivo a Papeete” e “In navigazione”, due brani in stile tamourè con percussioni esotiche, chitarra elettrica e tromba o armonica solista, tipicamente descrittivi delle bellezze dei luoghi e delle donne; “Rock”, un twist scatenato con sassofono e tromba in evidenza, pianoforte in ottavi, per le scene ambientate nei locali della vita notturna di Tahiti e “L'Americana”, che declina il tema con archi suadenti e passo slow jazz.
Le rimanenti tracce includono, come detto, la totalità delle note incise per la colonna sonora e mantengono la bipartizione tra atmosfere solari, distese e sognanti, adatte a descrivere lo splendore dei luoghi e delle abitanti (Seq. 6 e 9, con chitarra elettrica slide e archi; le Seq. 15 e 16 per chitarra ed orchestra, e le conclusive Seq. 21 e 22, in cui il tema esplode in tutto il suo lirismo, prima per chitarra o flauto, poi per l'intera orchestra e coro, con il pianoforte che ricama fraseggi dal gusto exotica) e, di contrasto, atmosfere scure, nervose e di mistero, perfette per descrivere lo stato d'animo del protagonista o situazioni di suspance o pericolo (le Seq. 1, 3, 7 e 8, con note di organo e percussioni riverberate, pizzicato dell'arpa e flauto; le Seq. 10, 11, 12, 14, 18, 19 e 20, tutte caratterizzate da archi tesi à la Bernard Herrmann, percussioni in evidenza e tema suonato alla tromba con sordina). Completano il quadro una serie di brani di commento: il cha cha twist di Seq.2 e 17 (degno di un film di Tarantino!); lo squillante mambo di Seq.4; la mini suite di Seq. 5 che parte a tempo di marcia militare, interrotta da accordi sospesi di vibrafono e organo, per poi evolversi in un'atmosfera di tipo lounge dal finale scuro e misterioso (uno dei brani migliori nella raccolta); infine, il capolavoro della soundtrack, la rumba strappa lacrime di Seq.13, con il tema affidato ad un dialogo cuore a cuore tra fisarmonica e tromba e un piano in ottavi - à la Santo & Johnny - che ne asseconda perfettamente il battito.
Uno splendido lavoro del Maestro Lavagnino, per gli appassionati del suono orchestrale, ma che non manca certo di spunti innovativi, sia dal punto di vista della composizione, che da quello del suono e della tecnica di registrazione.