08 Gen2015
I 3 del Colorado
Carlo SavinaI 3 del Colorado (1965)
Beatrecords Company CDCR 124
18 brani (17 di commento + 1 canzone) - durata: 41' 29"

Lo spagnolo Armando de Ossorio, famoso soprattutto per l’horror, firma con I 3 del Colorado il secondo dei suoi due western (il primo, Attento gringo… Ora si spara!, precede di un anno l’epoca leoniana). Ambientato in Canada nella seconda metà del XIX secolo, il film illustra, certamente badando poco alla precisione storica, il conflitto tra coloni inglesi e meticci dell’Hudson, facendo però anche ampie concessioni al melodramma, come spesso accadeva nei western a maggioranza produttiva spagnola.
Accanto al tema avventuroso, infatti, si colloca in primo piano l’amore impossibile tra Anna, la figlia di un industriale inglese ostile ai meticci, e Victor, un giovane cacciatore di pelli che ha sposato la causa dei ribelli per vendicare la morte del fratello giustiziato dai soldati britannici.
La colonna sonora di Carlo Savina si trova dunque a confrontarsi con una materia filmica che c’entra poco o nulla con le crudezze e l’inconsistenza morale del western all’italiana: la prevalenza da un lato dell’azione dall’altro dei sentimenti lo inducono a concentrarsi soprattutto sugli sfondi e ad ispirarsi direttamente al sound del western americano degli anni Cinquanta. L’intero lavoro mette in primo piano la struttura sinfonica dei brani e un certo melodismo di tono ora epico ora nostalgico-romantico, e ruota attorno a “Seq. 1”, trionfalistico motivo corale rinvigorito da una ritmica marziale. Ad esso si ricollegano successivamente ben undici variazioni strumentali di umore mutevole: si passa dagli inserti atmosferici (“Seq. 2”) alle nuance malinconiche (“Seq. 7”) spesso tra loro alternate (“Seq. 16”), dalle divagazioni sognanti (“Seq. 11”) a quelle decisamente cupe (“Seq. 15”). Banditi gli strumenti etnici (compare solo un’armonica sempre in “Seq. 2”) e quelli non convenzionali (in questo caso nessuna eredità da Ennio Morricone nonostante il boom dell’anno prima di Per un pugno di dollari avesse già fatto valere la sua carica ispiratrice), domina un’orchestra di stampo classico, talvolta aggiornata dall’inserimento di un organo elettrico o intervallata dall’irrompere di trombe militaresche (“Seq. 10”). Nelle note editoriali allegate al CD Beatrecords (si tratta della prima edizione in assoluto), Roger A. Fratter sostiene che in alcuni passaggi di musica sospesa, ad esempio negli accenti sinistri risuonanti in “Seq. 4” e nella seconda parte di “Seq. 8”, si possono cogliere dei tentativi di sperimentazione in qualche modo propedeutici a …E Dio disse a Caino (1969), un horror-western di Antonio Margheriti servito dal maestro Savina con una partitura dai tratti marcatamente gotici. Forse però anche altri western all’italiana del compositore potrebbero rientrare a buon diritto in tale percorso evolutivo, uno per tutti Joko, invoca Dio… E muori! (1968), diretto dallo stesso Margheriti.