New York chiama Superdrago

cover_new_york_chiama_superdrago.jpgBenedetto Ghiglia
New York chiama Superdrago (1966)
Digitmovies/Digitsoundtracks CDDM 257
32 brani - durata: 67' 52"



Nel 1966 lo spy movie all’italiana, penalizzato dall’ascesa del western, sembra aver già esaurito la spinta propulsiva del biennio precedente, avviandosi verso un precoce tramonto. Giorgio Ferroni si accoda al genere girando questo film che ripercorre schemi già noti: il folle miliardario Fernand Lamas (Carlo D’Angelo), interessato a controllare la classe dirigente del futuro, cerca di diffondere, a partire dai college americani, il Syncon 2, una potente droga sintetica in grado di annullare la volontà. Per sventare la minaccia, viene richiamato in servizio l’agente speciale Superdrago (Ray Danton).
La particolarità di “Motivi dell’indagine 1°”, tema di punta della colonna sonora, risiede nell’impiego in contrappunto di veri squilli di telefono che si alternano ai fiati alla John Barry. La trovata onomatopeica (legata un po’ pretestuosamente al titolo della pellicola) oggi potrebbe apparire ingenua, ma sicuramente allora doveva suscitare sorpresa alle orecchie di un pubblico meno abituato a stranezze e sperimentalismi. Benedetto Ghiglia, che in quegli anni compose altri due spionistici (nel 1965 Baleari operazione Oro e nello stesso 1966 S 007 spionaggio a Tangeri), si rifà all’illustre precedente di Mario Nascimbene, il primo in Italia a cimentarsi in arditezze sonore applicate alla musica da film (di lì a breve avranno una certa risonanza anche nel pop): per citare solo un paio di esempi, in Roma, ore 11 (1952), che affronta il dramma della disoccupazione postbellica concentrandosi su un gruppo di ragazze in affannosa ricerca di un impiego come dattilografe, il compositore milanese inserisce nella sezione ritmica dei veri rumori di macchina da scrivere; in Cronaca di un delitto (1953) la ricostruzione del microcosmo della fabbrica si avvale anche di un’incudine e, nella scena dell’uscita degli operai dal lavoro, di veri campanelli di bicicletta. Dopo il doveroso esordio in sincronia con i titoli di testa - Ghiglia ripudia qui la tradizione degli 007 originali, tutti con incipit canoro - il pezzo riaffiora, non necessariamente in parallelo a scene d’azione, prima in “Motivi dell’indagine (bossa)”, una versione latineggiante con la melodia principale esposta da uno xilofono, e poi in altre tre occasioni prive dei trilli telefonici e, grazie ad una sezione fiati più partecipe, con una maggiore inclinazione verso il James Bond sound.
Il secondo tema trainante è “La ragazza di Amsterdam”, motivo nostalgico che nella forma base coniuga la dimensione sinfonica con elementi fusion per poi riaffiorare anche per tromba o con trattamenti strumentali insoliti, ad esempio per carillon o per organetto da strada (quello in grado di produrre suoni grazie alla rotazione manuale di un cilindro chiodato). Superdrago individua infatti la base dell’organizzazione criminale nella capitale olandese, dove una collega doppiogiochista (Marisa Mell) lo aiuterà, a prezzo della vita, a smascherare i malviventi.
Le scene di seduzione e di intrattenimento galante, immancabili in tutti gli spionistici italiani e non, sono rese con brani languidi dalla forte connotazione jazz (“Quintetto sexy” e “Night soft”). Accanto alle sequenze di circostanza (“Ricerca della droga”, “Immersione”, “Primo risveglio”, “Secondo risveglio”, “Segnali delle spie” e “Segnali della droga”), dove spiccano talvolta i fiati talaltra lo xilofono, troviamo la chitarra stupendamente anni Sessanta di “Superdrago shake”, brano desunto dal livello interno (esce dal juke-box di una sala da bowling e accompagna il ballo di un gruppo di giovani), e “Piccolo concerto grosso”, episodio per archi d’ispirazione classica legato a scene d’ambientazione aristocratica.
La nuova edizione Digitmovies si basa sulla tracklist del coevo 33 giri della CAM; ad essa sono state aggregate undici sequenze inedite ritrovate sui nastri originali della sessione di registrazione. Ne scaturisce un CD dalle molteplici sfaccettature che certo non deluderà gli appassionati.


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