06 Ott2014
Il grande Silenzio & Un bellissimo Novembre
Ennio MorriconeIl grande Silenzio (1968)/Un bellissimo Novembre (1968)
Beat Records CDCR 126
18 brani (13 da Il grande Silenzio e 5 da Un bellissimo Novembre) – durata: 48’50”

La sempre pregevole etichetta romana Beat Records pubblica nel medesimo CD due colonne sonore di Ennio Morricone che hanno in comune solo l’anno di produzione e uscita nelle sale cinematografiche, il 1968, annoverando due differenti registi, nomi del calibro di Sergio Corbucci e Mauro Bolognini, e due generi filmici all’opposto, il western all’italiana e il dramma erotico sentimentale. Sia Corbucci che Bolognini hanno spessissimo lavorato con il Maestro Morricone nella sua lunghissima carriera nella Settima e Ottava Arte, il primo in ben sette pellicole (tutte grandi western!), il secondo in ben quindici film (tutti di differente genere!).
Questo album si apre con tredici pezzi tratti da Il grande Silenzio, western italico atipico, di ambientazione innevata, in cui la neve del 1898 si macchia di sangue continuamente grazie al revolver di precisione del sicario muto nominato “Silenzio” (un ottimo Jean Louis Trintignant in un contesto a lui inusuale) che per una taglia fissa di 2000 dollari fa indifferentemente fuori cacciatori di taglie crudeli e ladri affamati e disperati dal rigido Inverno. Il suo “Silenzio” è una sentenza di morte! E il sicario muto si scontrerà con un cacciatore di taglie spietato, Tiberio (interpretato magnificamente dal mefistofelico Klaus Kinski), che gli darà non poco filo da torcere fino ad un finale che sconvolge tutti gli stilemi tipici del western nostrano sino ad allora. Sergio Corbucci è stato una grande regista, soprattutto di western indimenticabili (Navajo Joe, I crudeli, Il mercenario, Vamos a matar companeros), tutti musicati da Ennio Morricone con grandissima energia e originalità compositiva, compreso questo Il grande Silenzio che possiede un’anima sonora eterea a tratti, come il biancore della neve al tramonto, angelicata e sanguigna nel medesimo tempo, per connotare maggiormente i segmenti visivi brutali e passionali (la storia d’amore di Silenzio con la giovane vedova meticcia Claudine). Il tema portante che si palesa in “Il grande silenzio (Restless)” è un di quei leitmotiv all’apparenza spensierati e delicati ma che sottendono tanta tristezza e desolazione emotiva, un bellissimo tema per chitarra acustica, archi, fiati, xilofono e coro che più va avanti più si apre ad un orizzonte sterminato di terre bianche come il latte e rosse come il sangue. “Passaggi nel tempo” è un brano tensivo per voci maschili e femminili falsamente consolatorie, ritmi tribali, ottoni e fiati aggressivi e sincopati, con il tema di “Silenzio” che fa capolino a dare risalto alle azioni del sicario irreprensibile. “E l’amore verrà” rappresenta l’inizio di una Love Story con archi sospesi, un violino solista che accenna un nuovo tema, quasi astratto, e il piano ribattuto come il battito cardiaco di un cuore innamorato che teme di innamorarsi. “Barbara e tagliente” è una corsa contro il tempo per percussioni violente, ottoni eroici e archi penetranti, un brano d’azione puro e duro. “Prima che volino i corvi” parte lento, trattenuto, battendo sulle corde dei violini in levare, una traccia di attesa e tensione in lieve crescendo. “Immobile” è il tipico pezzo tensivo morriconiano per i western, fatto di rumori, stridii del flauto e archi tirati fino all’esasperazione, con interventi del sitar e della chitarra elettrica a livello simil percussivo. Nel “Viaggio” torna il tema principale in tutta la sua serena ariosità, un leitmotiv che profuma di grandi distese, viaggi senza fine per lande sterminate, uno di quei temi che hanno reso grande il Maestro romano premio Oscar. “Voci nel deserto” come dice il titolo stesso è un brano per voci angeliche, immateriali, liturgiche, disperse tra le dune desertiche che delineano lo sconforto del protagonista e la sua amarezza nel non poter esprimere a parole i suoi sentimenti. “Gli assassini e la madre” è traccia sperimentale nell’uso di materiali sonori sintetici nella prima parte, a differenza della seconda in cui il violoncello, il sitar, voci femminili e l’arpa soliste raffigurano l’amore materno nella sua dolcezza primordiale su tappeto d’archi che in controcanto si apre al main theme mostrandone tutta la bellezza armonica. “Invito all’amore” ripresenta il tema sentimentale, quasi bachiano nel suo sviluppo barocco, per violino solista accorato e piano ribattuto su archi e coro in levare che lasciano sviluppare il succiato tema in tutta la sua delicatezza e levità, di una bellezza struggente. “Nel vecchio saloon (Silent Love)” è il tipico e imprescindibile leitmotiv scanzonato da saloon per spinetta. “L’ultimo gesto” rintraccia la tensione finale del film in un crescendo di ritmi cardiaci per pianoforte e percussioni di vario genere, archi sospesi e ansiosi, un coro preoccupato per una conclusione cantilenante e orrorifica, quasi un tedeum dai barocchismi molto forti. Con il brano “Dopo il martirio” si chiude la OST del film di Sergio Corbucci, un “The End” inaspettato in cui il tema di “Silenzio” mostra nuovamente tutto il suo lato romantico e nostalgico.
Passando al film di Bolognini, Un bellissimo Novembre, Morricone ci presenta un tema primario denominato “Nuddu” per fischio, chitarra acustica e archi in levare, un leitmotiv di matrice siciliana, popolare, triste e desolante, nella migliore tradizione dei temi siculi composti dal Maestro laziale nell’arco della sua lunga carriera (vedi Gente di rispetto, Il prefetto di ferro, Dimenticare Palermo, gli sceneggiati de La Piovra). Uno schiacciapensieri e percussioni varie, nonché flauti stiracchiati fino all’inverosimile, aprono “Sensi” per poi cedere il passo ad archi bellicosi, altamente drammaturgici: un brano di pura sperimentazione timbrica e armonica di cui Morricone è un Maestro. “Buio mattino” propone un violoncello e un violino che violentemente si contendono il trono di un brano tensivo e angosciante su tappeto d’archi sottilmente ansiogeni. “Ancora più dolcemente” tratteggia la parte romantica ed erotica della trama del film, ambientato in Sicilia, in cui un triangolo amoroso si fa sempre più intricato e sexy, con una dolce samba inebriante. Il pezzo conclusivo dei cinque brani di Un bellissimo Novembre è il già sentito “Nuddu (Vocal)” in versione cantata in dialetto siciliano (liriche di Franco Pisano) anche se non è dato sapere chi ne è l’interprete.