03 Dic2013
The killer likes candy – Un killer per Sua Maestà
Gianni MarchettiThe killer likes candy – Un killer per Sua Maestà (1968)
GDM Music ”The Hillside Series” CD 4164
17 brani (16 di commento + 1 canzone) – durata: 51’ 19’’

La GDM/Hillside continua a rivolgere la propria attenzione al catalogo delle opere di Gianni Marchetti: stavolta è il turno dello spy movie all’italiana The killer likes candy, frutto di una coproduzione italo-franco-tedesca e codiretto da Maurice Cloche e Federico Chentrens che mettono in scena un soggetto ispirato al romanzo A coeur ouvert pour Face d’Ange di Adam Saint-Moore. La trama ha uno sviluppo piuttosto semplice: un agente della CIA ha l’incarico di proteggere il sovrano di un immaginario paese arabo; costui, in visita ufficiale in Italia, è minacciato di morte da alcuni oppositori (il sicario incaricato ha il vizio di masticare sempre le caramelle di cui al titolo) contrari alla stipulazione di un accordo con gli Stati Uniti per lo sfruttamento dei suoi pozzi petroliferi.
La mancanza di alcuni ingredienti basilari rendono però il film abbastanza anomalo come spionistico: non vi troviamo né gadget tecnologici, né location esotiche (i fatti si svolgono tra Venezia e Roma), né scienziati pazzi o criminali eccentrici intenzionati ad impadronirsi del potere. Inoltre le musiche di Marchetti sembrano a tratti tradurre la volontà dei registi di non prendere troppo sul serio la materia: le scene d’azione, tipo inseguimenti o aggressioni, anziché assumere credibilità grazie a sottolineature drammatiche, si snodano sulle variazioni di un effervescente main theme (“Seq. 1 – Titoli”) i cui svagati vocalizzi pop tipici dell’epoca (determinante l’apporto del coro I Cantori Moderni di Alessandroni) conferiscono all’insieme un sottotesto farsesco.
D’altro canto il commento ci offre anche non pochi momenti da brivido: è la fascinosa voce di Edda Dell’Orso, seguita poi da un flauto altrettanto avvolgente, a guidare una melodia intimista che evolve in molteplici versioni cambiando ogni volta interlocutori (ad esempio, chitarre e pianoforte in “Seq. 5”, flauto e coro su una ritmica più veloce in “Seq. 9”, pianoforte e sinuose armonie jazz in “Seq. 12”). Tra gli episodi estemporanei vanno assolutamente ricordate “Seq. 2”, mirabile intreccio sperimentale tra varie suggestioni (pianoforte, vibrafono, coro, basso, clavicembalo), e “Seq. 11”, il cui intermezzo per chitarra e flauto paga un evidente tributo ad alcune pagine di Henry Mancini. Uno spy movie, benché in condizioni di sottoprodotto, non sarebbe tale se non avesse un pezzo cantato: ecco allora, intrecciata con passaggi desunti dal tema principale, l’incisiva e passionale “Seq. 3” (il suo titolo, “Don’t run away”, e il cantante, Nevil Cameron, inspiegabilmente non vengono accreditati nelle informazioni allegate al CD).
Dissoltesi le note di The killer likes candy, si impongono due considerazioni finali. La prima: Gianni Marchetti si conferma capace di oscillare da un genere all’altro senza troppi imbarazzi, supportato dalla sua felice invenzione melodica. La seconda: non finisce mai di stupire la qualità medio-alta delle colonne sonore degli autori italiani attivi nel ventennio Sessanta/Settanta a fronte di film di genere girati con criteri seriali e derivativi.