23 Gen2013
El “Ché” Guevara
Nico Fidenco
El “Ché” Guevara (1969)
Beatrecords Company BCM 9513
19 brani (17 di commento + 2 canzoni) - durata: 43' 11"

La pellicola di Paolo Heusch El “Ché” Guevara ricostruisce le ultime gesta del rivoluzionario sudamericano ucciso in Bolivia nell’ottobre del 1967 e trae ispirazione da un instant book di Adriano Bolzoni. Le musiche portano la firma di Nico Fidenco, allora già attivo da qualche tempo nel panorama cinemusicale italiano. Rieditata di recente dalla Beatrecords in questo CD di durata maggiore rispetto ad un’edizione in 33 giri contemporanea all’uscita del film, la partitura di Fidenco appare oggi apprezzabile per il tentativo di fondere il suo abituale e ammiccante approccio canzonettistico con citazioni etniche e con accenni orchestrali un po’ più articolati del solito. Il lavoro esordisce con “La ballata del Che”, tema portante pervaso da suggestioni latine grazie al sapiente amalgama tra chitarra, ocarina, bandoneon e ritmiche folk. È, se si vuole, un brano-manifesto della concezione della musica da film sviluppata dal cantautore romano nel corso degli anni: introduce subito nell’atmosfera storico-sociale della vicenda, è molto cantabile e quindi lo si memorizza immediatamente, ha una struttura polivalente che gli consente, con lievi ritocchi sugli arrangiamenti e sui tempi d’esecuzione, di adattarsi alle più svariate situazioni dell’intreccio narrativo. Ecco infatti la lenta e triste “La ballata del Che (È l’alba)” dove la linea melodica ripresa dall’ocarina e dall’oboe corre su un tenue organo e sugli archi; la sfavillante e militaresca “Los federales” coi tamburi incastonati in una struttura orchestrale; l’ossessiva, ostinata e dissonante “La ballata del Che (Fucilazione)”. Infine, nella sezione bonus track, una voce femminile non accreditata completa il quadro cimentandosi in due versioni cantate in italiano e in spagnolo.
Il secondo leitmotiv, “La boliviana”, sfoggia perlopiù toni trionfalistici o marziali generalmente conferiti dall’orchestra d’archi e dal coro 4 + 4 di Nora Orlandi, ma è anche sottoposto a brevi trattamenti più intimisti (vedi la prima parte de “Il tramonto” con un mesto assolo di flauto e “La boliviana vallelunga” per chitarra e ocarina) o drammatici (vedi le percussioni riverberate nell’introduzione dell’omonima variazione corrispondente alla traccia 8 ma anche le dissonanze e la chitarra elettrica distorta di “Seq. 1”). Il picco di enfasi celebrativa viene però raggiunto con “La leggenda del Che”, un’ambiziosa elaborazione a climax per orchestra, coro, organo e campane.
Con El “Ché” Guevara Nico Fidenco si conferma un autore dotato di poliedrica inventiva e di felice vena melodica.