22 Ott2012
The bounty killer
Stelvio Cipriani
The bounty killer (1966)
GDM Music ”The Hillside Series” CD 4155
21 brani – durata: 41’ 04’’

The bounty killer è un bel western di produzione italo-spagnola (tra l’altro fu il primo in Spagna ad ottenere i sovvenzionamenti statali in quanto opera di interesse artistico) ed è ricordato per l’esordio nel genere di Tomas Milian che interpreta il ruolo di un villain messicano problematico e tormentato assai lontano dalle sue successive caratterizzazioni farsesche di popolani alla Cuchillo. Il film segna anche un altro importante debutto, quello di Stelvio Cipriani. Nelle note di copertina di questa nuova edizione estesa della colonna sonora, l’ennesima della lunga collana GDM/Hillside, lo stesso Maestro rammenta la circostanza che gli permise di introdursi nel mondo della musica da film, dando inizio così ad una lunga carriera colma di soddisfazioni. Determinante fu l’incontro professionale proprio con Tomas Milian che conobbe il musicista in quanto doveva da lui imparare una canzone per esigenze di copione. Successivamente l’attore lo convinse a comporre un deguello da presentare alla produzione di The bounty killer, la quale non aveva ancora ingaggiato nessuno per il commento musicale. Il pezzo piacque e fu immediatamente approvato consentendo così a Cipriani di ricevere l’incarico di occuparsi dell’intera partitura. Il risultato è un’opera prima più che onorevole, già stampata in precedenza sia in LP che in CD e molto acclamata dal pubblico.
Accanto al suddetto deguello, via via eseguito classicamente dalla tromba ma anche dalla chitarra elettrica, dal flauto e dall’armonica, gli episodi di maggiore evidenza sono il tema dei titoli di testa “The bounty killer”, per chitarra elettrica su una ritmica tambureggiante, e l’altrettanto deguellizzante “Duello”, anch’esso sottoposto a svariati trattamenti strumentali. Tra gli inediti inseriti nella sezione bonus track spiccano, oltre a “Seq. 1” per organo liturgico e flauto, alcune versioni shake del motivo iniziale dominate da una scatenata chitarra elettrica distorta: un esempio di contaminazione pop che sarà successivamente testimoniata dal compositore in molti dei suoi western.
Pur esprimendosi per buona parte in una corretta sintassi morriconiana, la OST fa intuire tutte le potenzialità di Stelvio Cipriani e permette già di apprezzare la sua raffinata predisposizione per le melodie.