Tutto a posto e niente in ordine

cover_tutto_a_posto_niente_ordine.jpgPiero Piccioni
Tutto a posto e niente in ordine (1974)
Beat Records CD CR113
28 brani – durata: 76:00

Splendida edizione (completa e rimasterizzata) di uno dei migliori lavori del M.° Piero Piccioni: le 12 tracce dell'album originale di Tutto a posto e niente in ordine - stampato già dalla Beat Records nel 1974 – diventano 28 in questa edizione limitata.
Sarà per l'argomentazione “sociologica-libertaria” del film della Wertmuller, sarà per  l'autorevole dimestichezza acquisita da Piccioni con ogni genere musicale, ma possiamo annoverare questa colonna sonora tra i migliori lavori in assoluto del Maestro d'origine torinese e d’adozione romana. Il disco si apre con “Traffic Boom” (presente in 3 alternative takes): un brano jazz pop orchestrale, con unisoni di basso, chitarra e piano, contrappunti tesi e violenti degli archi e degli ottoni, vera “crime music” (secondo lo stile che Piccioni aveva imparato durante il suo soggiorno newyorchese) dal groove esasperato, zeppa di contro-tempi, eseguita con grande perizia e modernità.
“La ragazza nella vetrina” è slow jazz melodico, con il tema affidato al sax alto ed archi fiabeschi ed esotici: ben tre alternative takes per questo brano, l'ultima delle quali di pura lounge orchestrale à la Henry Mancini portata dentro un beat jazzy con chitarre funk e gli archi che eseguono un  tema quasi “celtico”.
“Adelina” è una marcetta jazz scura, grottesca, quasi ubriaca, ricca di dissonanze insistite di chitarra, violino tzigano e trombone; un esempio magnifico di scrittura italiana jazz (e la mente vola a Rota).
Due alt. takes di cui una con clarinetto in evidenza: Benny Goodman incontra l'Italia!
“La bella signora” è episodio pregno di sensualità, dall'estrema eleganza del timbro dei fiati, quasi un emblema dello stile lounge italiano delle colonne sonore; anche in questo caso quattro alt. Takes (tra cui la 17 in versione bossa con il piano del Maestro in evidenza, la 24 solo sax e archi e la 28, vera e propria canzone dal testo dadaista sui titoli di coda di cui- sfortunatamente- non conosciamo l'interprete).
“Per le strade” riprende il tema di “Traffic boom” con il basso in evidenza e un ritmo sincopato, mentre l’organo Hammond ricama psichedelico in un gioco di unisoni e contrappunto; i fiati irrompono dissonanti e gravi: si sente viva la componente di improvvisazione in studio, durante le registrazioni. Meraviglioso!
L'alt. Take 20 pone il sax in evidenza (Gianni Basso?) ed esalta i funambolismi del batterista.
“Tema città” è jazz-funk criminale, epico e violento: fraseggio ipercinetico dei fiati, à solo esasperati del sax alto e della tromba, mentre gli archi disegnano figure esotiche; è incredibile la capacità narrativa della musica di Piccioni!
“Tutto a posto” è jazz pop orchestrale à la James Bond con ripresa del tema grottesco; l'alt. Take vede il violino solista, “disturbato” dall'irruzione dell’orchestra, con  dissonanze insistite.
C'è spazio anche per episodi musicali di stampo popolare o “colto”: “Palazzo del ghiaccio” è un valzer classico, mentre “A tempo di gavotta” è quasi un intervallo, un momento classico rinascimentale (a dimostrare, se ce ne fosse bisogno, di quale abilità compositiva ed esecutiva incarnassero il Maestro e i suoi musicisti).
“Sante Mariuccia tango” è niente altro che ciò che il suo titolo promette, mentre “Valzer sul palchetto”  è un valzer da banda di paese.
“Tutto a posto e niente in ordine - Seq. 25 e Seq. 27” rappresentano un momento di thrilling jazz, quasi à la Mingus: walking bass, archi misteriosi, ululati, scricchiolii, un’escalation di tensione con tanto di batteria upbeat  sul finale.
In definitiva: una delle migliori colonne sonore italiane degli anni '70, scritta e diretta da un Piero Piccioni in stato di grazia; unica delusione per la mancanza di dati precisi inerenti i session men. E' un vero peccato non poter sapere con certezza quali musicisti, solisti e cantanti abbiano partecipato alle incisioni: sarebbe bello dare un nome e un cognome a coloro che, insieme al compositore di turno, hanno contribuito a costruire un “suono” assolutamente riconoscibile in tutto il mondo.

 

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